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Depurare l’organismo con la linfa di betulla




Gli estratti dei grandi alberi agiscono in profondità e grazie alla forza vitale e all’energia depurativa che naturalmente possiedono puliscono tutto l’organismo

Tra noi e il regno vegetale esiste una stretta relazione, un connubio funzionale che possiamo usare a fini terapeutici. Osservando una pianta, il suo habitat e il tipo di energia che esprime, attraverso la forma, il ritmo di crescita, la fioritura, è possibile leggere le caratteristiche che la rendono adatta a un particolare disturbo.
Un prodotto utilizzato molto nei periodi di cambio stagione come adesso è la linfa di betulla, già utilizzata da moltissimo tempo nei paesi nordici. Infatti in questi paesi questa bevanda è nota sin dall’antichità come elixir  con proprietà rigenerante e depurative. La sua disponibilità è sempre stata molto limitata, a causa dei sistemi di raccolta e soprattutto a causa del tempo di conservazione molto breve. In passato era raccolta dalle popolazioni nordiche con incisioni nel tronco e conservata in contenitori di legno. Questo sistema antico permette di ottenere solo una quantità limitata di succhi da ogni albero, ma la Betulla Bianche possono così conservare abbastanza linfa per la crescita delle nuove foglie.

Ad ognuno il suo albero

La betulla caratterizzata da una prorompente forza vitale aiuta a depurare i tessuti corporei in profondità, liberandoli dalle scorie ed evitando le infiammazioni che sono responsabili della comparsa di alcune fra le patologie degenerative più gravi, persino del cancro. Ci aiuterà a proteggere e rigenerare gli organi o i distretti corporei in questo mese:  apparato digerente, vie urinarie, vie respiratorie, sistema nervoso e tessuto cutaneo. Con una cura di soli 15 giorni recuperi l’energia, digerisci meglio, riattivi la diuresi, alzi le difese e depuri anche la pelle. La betulla, la pianta utile a chi tende a bere poco, ama soprattutto i sapori forti (salato, piccante, spezie ecc.) e non disdegna il caffè, che consuma più volte al giorno. Questa tipologia tende a soffrire di cistiti, uretriti e candida (vaginale). Col tempo tende a sviluppare anche sabbia renale, microcalcoli o veri e propri calcoli alle vie urinarie.

Le funzioni della linfa nel corpo umano

Negli esseri umani (e negli animali) la linfa svolge la funzione di raccogliere liquidi e materiale di scarto, come scorie metaboliche e tossine dalla periferia per poi veicolarlo agli organi di depurazione (fegato, reni, polmoni, pelle). Quando il prezioso sistema di drenaggio linfatico va in tilt si possono accumulare notevoli quantità di liquidi negli spazi interstiziali, provocando ritenzione liquida, cellulite, trattenendo in questo modo sostanze dannose che intossicano l’organismo. Inoltre la linfa non viene spinta dall’attività cardiaca, ma scorre nei vasi linfatici, mossa dall’azione dei muscoli. Contraendosi e rilassandosi, questi tessuti funzionano come una vera e propria pompa. Quando tale azione viene meno, per esempio a causa dell’eccessiva immobilità, la linfa tende a ristagnare, accumulandosi nei tessuti. Per questo motivo piedi e caviglie si gonfiano quando si rimane a lungo in piedi in una posizione statica o si fa poca attività fisica.

L’azione della linfa di betulla sul sistema linfatico umano

La linfa contiene inoltre calcio, fosforo, manganese, magnesio, potassio, e meno dell’1% di zuccheri, in gran parte fruttosio. La linfa di betulla è un efficace depurativo naturale che aiuta l’organismo ad eliminare gli acidi urici, le tossine (soprattutto quelle derivate da cure farmacologiche, terapie cortisoniche o ormonali, iperuricemia e ipercolesterolemia) e i ristagni di liquidi nei tessuti. Quindi è consigliabile a tutti per mantenersi o ritornare in forma, per la bellezza della pelle, nel combattere la cellulite, per favorire la riduzione delle scorie. Il gemmoderivato della linfa è utilizzato efficacemente anche in presenza di edemi, causati da insufficienza cardiaca e/o renale. Per queste sue peculiarità e per la proprietà ipocolesterolemizzante, che la caratterizza, rientra negli schemi terapeutici del trattamento del sovrappeso. In più, non sostiene soltanto il nostro sistema linfatico nella sua funzione drenante, ma agisce anche come stimolante delle naturali difese dell’organismo, contro gli effetti dannosi dei radicali liberi e gli attacchi di agenti infettivi.

La forza della betulla è nella linfa

In questa parte della pianta esiste una sostanza, chiamata betulina, dotata di un’elevata attività antinfiammatoria e di straordinarie proprietà diuretiche e depurative. La linfa della betulla ha inoltre una spiccata capacità di sciogliere depositi urinari, aumentare la diuresi e favorire l’eliminazione degli acidi urici, dei cloruri e dell’urea (prodotti di scarto del metabolismo). È quindi, il rimedio l’ideale quando, comincia a crearsi il terreno favorevole per la proliferazione di microrganismi responsabili di infezioni delle vie urinarie, come uretriti, cistiti o candida.

Addio ritenzione idrica

Le gemme di betulla hanno anch’esse un’azione diuretica e svolgono un’attività stimolante su un complesso di cellule disseminate in varie parti del corpo, preposte all’eliminazione delle sostanze nocive che aprono la strada alla cellulite. Dalla loro macerazione si ottiene un potente olio essenziale drenante che regola il metabolismo e favorisce la rigenerazione dei tessuti, purificandoli. L’essenza, mescolata a un olio vegetale, viene usata per il massaggio anti-cellulite.

 

Come utilizzare la betulla

Al mattino, prima di colazione, assumi la linfa di betulla, sotto forma di sciroppo diluito in succo di limone (un misurino da 30 ml) o di succo di linfa fresca (1-2 bicchieri) o di macerato glicerico (30-50 gocce in un bicchiere d’acqua): aiuta a mantenere disinfiammate le vie urinarie e a evitare che si formino ristagni che possono portare alla comparsa dei calcoli.

Prima di cena assumi 1-2 cucchiaini di decotto di foglie di betulla per purificarti dalle scorie della giornata, associati all’infuso con peduncoli di ciliegia. Inizia il pasto con germogli diuretici di asparago e non consumare formaggi o carni grasse (inclusi salumi, insaccati ecc.) che apportano troppe scorie e sali che favoriscono i ristagni.

Autore: 1406 1406



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