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Aai




L'Açai (Euterpe oleracea) è una pianta della famiglia delle Arecaceae. Le sue bacche sono ricche di antociani, vitamine e minerali e svolgono un'azione ipocolesterolemizzante e antiossidante

Proprietà dell'Açai
Le bacche di questa palma sono una fonte ricchissima di antociani (pigmento della pianta che le conferisce il tipico rosso porpora), proteine, acidi grassi essenziali, fibre, vitamine e minerali.

In particolare gli antociani svolgono un'azione antiossidante, in grado di contrastare l'invecchiamento prematuro delle cellule e dei tessuti, 30 volte superiore a quella esercitata dal vino rosso e 3 volte quella del mirtillo nero.   

Gli acidi grassi essenziali, in particolare l'acido oleico (omega-9), svolgono un'azione ipocolesterolemizzante, in quanto abbassano l'LDL (Low Density Lipoproteins o colesterolo cattivo) contrastando così, l'insorgenza dell'aterosclerosi e numerose malattie cardiovascolari; mentre l'acido linoleico (omega-6) aiuta a mantenere sane le membrane delle cellule. Inoltre gli acidi grassi essenziali aiutano il trasporto e l'assorbimento delle vitamine liposolubili, A, E, D e K, apportando un'azione protettiva sul cuore e il sistema circolatorio.

Anche gli steroli, componenti delle membrane delle cellule delle piante, apportano numerosi benefici per il corpo umano. Oltre a ridurre il colesterolo nel plasma sanguigno, e demolire i grassi accumulati, i fitosteroli colpiscono il metabolismo delle prostaglanine, le molecole responsabili dei processi infiammatori, svolgendo un'azione analgesica e decongestionante. Gli steroli oggi vengono utilizzati per il trattamento dei sintomi associati al BPH (benign prostate hyperplasia), cioè l'iperplasia benigna della prostata.

Infine le proprietà remineralizzanti sono dovute all'elevato contenuto di vitamine, amminoacidi e minerali, nutrienti utili a rigenerare l'organismo ed i muscoli. Inoltre le fibre favoriscono la funzionalità del sistema gastroenterico, in quanto, da un lato, aiutano a non assorbire grassi, zuccheri e trigliceridi dall'alimentazione; dall'altro, permettono di mantenere il colon pulito, dando un senso di sazietà.

 

Modalità d'uso
USO INTERNO

Le bacche Açai possono essere assunte tale e quali nello yogurt insieme al musli, o altra frutta secca e semi oleosi, o come ingrediente di dolci fatti in casa, oppure in tisane o sotto forma di succo.

INFUSO: 1 cucchiaio raso di Açai bacche, 1 tazza d’acqua

Versare i frutti nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. e bere a piacimento.

Controindicazioni
Non esistono particolari controindicazioni per l'assunzione delle bacche di acai. Come ogni altro frutto è ricco di fibre quindi, in caso di un consumo troppo alto o di un abuso, possono verificarsi meteorismo e diarrea.  In soggetti allergici, è possibile che si presentino reazioni cutanee per sensibilità ai fotochimica che le bacche contengono. Invece, in caso di gravidanza e allattamento, se ne sconsiglia l'uso data la mancanza di studi scientifici in merito che ne confermino l'assenza di pericolosità.

Descrizione della pianta
Palma fruttifera, può raggiungere anche i 30 m di altezza. Le foglie sono pennate lunghe fino a 3 metri. I frutti (drupe) sono piccole bacche di forma arrotondata, di color porpora scuro, del peso medio di un grammo, simile a un chicco d'uva, e prodotto in pannocchie ramificate composte da 500-900 frutti, prive di buccia, ma un grosso nocciolo e una polpa dalla consistenza granulosa.

L'esocarpo (la buccia) dei frutti maturi è di colore viola intenso, o verde, a seconda del tipo di açai e della sua maturità. Il mesocarpo è polposo e sottile, con uno spessore costante di 1 mm o meno. 

 

L'habitat dell'Açai
Nativa del Sud America e dell'America Centrale, la pianta cresce principalmente nelle zone paludose a nord del Brasile, a livello dell’estuario del Rio delle Amazzoni.

 

Cenni storici
Il nome "açai" (si pronuncia "assaì") deriva dalla traduzione portoghese della parola tupiana ïwaca'i, che significa frutto "che piange o secerne acqua". Le açaì sono state "scoperte" recentemente, quando la ricerca etnobotanica è arrivata a identificarli come i frutti con più nutrienti della foresta amazzonica. In uno studio condotto su tre popolazioni Caboclo nell'Amazzonia brasiliana, la palma dell'acai è considerata come le specie vegetale più importante perché le sue bacche costituiscono l'ingrediente principale della loro dieta,  fino al 42% del consumo totale di cibo in peso.

Infatti la presenza di nutrienti energizzanti fa dell'açaì un ineguagliabile succo di frutta o bevanda energetica. La polpa granulosa delle bacche, mescolata ad altri frutti, a cereali o muesli e miele corrisponde alla ricetta classica, in grado di ridurre la sensazione di fame con pochissime calorie, ma con una concentrazione altissima di nutrienti.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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