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La Tintura Madre




La tintura madre è uno dei preparati che si prestano meglio alla cosiddetta pratica di automedicazione e, in gran parte dei casi, garantisce una buona efficacia

La tintura madre rappresenta una preparazione di natura liquida che si può ricavare attraverso l’attività di estrazione svolta da un ottimo solvente come l’alcool.
La tintura madre presenta un particolare difetto, ovvero quello di non essere né standardizzata né titolata e può vantare una presenza di principi attivi che si mantiene su livelli piuttosto bassi.

Questa operazione di estrazione attraverso l’alcol viene svolta sia sulle parti complete della pianta che su delle singoli porzioni, come ad esempio le foglie o le radici e, in altri casi, le sommità fiorite.
Proprio per via del fatto che il solvente che viene impiegato per l’ottenimento dei principi attivi corrisponde all’alcol, che svolge anche un’ottima attività di conservante, le tinture madri si possono far rientrare all’interno della categoria degli alcoliti.
La tintura madre si può tranquillamente acquistare in ogni erboristeria (piuttosto frequentemente le tinture madri vengono chiamate con il termine di estratto idroalcolico).
Un altro luogo in cui è possibile comprare le tinture madri corrisponde alla farmacia: nella maggior parte dei casi vengono vendute all’interno di boccette contenenti cinquanta millilitri di soluzione.
Il costo di una boccetta di tintura madre, nella maggior parte delle occasioni, è compreso tra una soglia minima di 6 euro ed una massima di quindici-venti euro.

Come si usa la Tintura madre?

Per quanto riguarda le modalità di impiego della tintura madre, non ci sono particolari difficoltà, dal momento che è necessario versare il quantitativo di gocce prestabilito all’interno di mezzo bicchiere d’acqua e poi si ingerisce il preparato.

Dosi della Tintura madre

La dose che viene utilizzata nella maggior parte dei casi per un soggetto in età adulta è compresa tra un livello minimo di cinquanta gocce ed una soglia massima corrispondente a centocinquanta gocce nell’arco della medesima giornata.
Ovviamente il dosaggio minimo e massimo dipendono fortemente dalla pianta che viene utilizzata per la realizzazione della tintura madre, nonché dal particolare disturbo che si ha intenzione di curare, così come dall’impiego congiunto di altre sostanze e rimedi).
Nella maggior parte dei casi, questo dosaggio generale viene differenziato in tre assunzioni durante la giornata.
La dose che invece va corrisposta ai soggetti che attraversano la fase adolescenziale corrisponde ai due terzi rispetto al tradizionale dosaggio (si tratta di un dosaggio che va bene, oltre che per i giovani, anche per le persone più anziane), mentre il frazionamento è di un mezzo nel caso in cui la persona sia nell’età pubere e di un decimo quando si tratta di somministrare la tintura madre ai bambini particolarmente piccoli, così come ai neonati.

Si tratta di uno dei preparati maggiormente diffusi nell’ambito fitoterapico ed è utilizzata per la cura di un gran numero di disturbi.
Ovviamente, gli effetti della tintura madre impiegata cambiano in relazione alla pianta che è stata utilizzata per la preparazione di tale prodotto fitoterapico.
E’ importante ricordare come la scadenza di una boccetta di tintura madre si aggira intorno ai cinque anni quando la confezione risulta ancora chiusa.
Per quanto riguarda le controindicazioni è necessario prestare particolare attenzione alla presenza dell’alcol: ecco spiegato il motivo per cui tutti quei soggetti che devono fare i conti con delle problematiche al fegato, la tintura madre non è certamente la soluzione più adeguata.

Come si prepara la tintura madre?

La preparazione della tintura madre avviene seguendo un procedimento particolarmente complicato.
Prima di tutto, viene impiegata solo ed esclusivamente la droga fresca che viene posta a macerare all’interno di un miscuglio composto da acqua e, in misura nettamente superiore, alcol etilico (questa particolare fase viene denominata con il termine di macerazione idroalcolica).
La gradazione alcolica può, poi, essere differente ed è sempre compresa tra un valore minimo di cinquanta ed una soglia massima pari a settanta: il livello viene stabilito in relazione al quantitativo di acqua che la pianta è in grado di trattenere per natura.

Successivamente, si dovranno aspettare almeno ventuno giorni, prima che il preparato base della tintura madre venga sottoposto a filtraggio, per poi attraverso la procedura di spremitura ed essere posto a riposo per almeno due giorni in un luogo completamente al buio, al riparo dalla luce diretta.
Anche se la tintura madre rappresenta la base per un gran numero di preparazioni omeopatiche, non si possono definire dei prodotti omeopatici, anche se un buon numero di aziende ha il brutto vizio di riportare sopra la confezione tale scritta.

Fonte curarsialnaturale.it

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

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E come fa a capirlo?

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