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Acqua, limone e miele per il benessere del tuo bioma




Ci sentiamo più microbi che esseri umani? Ogni persona vivente ospita tremila miliardi di cellule batteriche. Il rapporto con quelle che compongono il nostro organismo (e contengono quindi il nostro DNA) è di 10 a 1. 

E' possibile considerare l’ammasso unicellulare, indipendente e multi genomico, che costituisce la nostra flora intestinale come una parte fondamentale del nostro organismo? È quello che si chiede sul New York Times Katrina Ray, caporedattrice della Rivista Nature. Nonostante l’intero bioma, questo il nome dell’insieme batterico che popola il nostro corpo, non superi un chilo è mezzo di peso è responsabile della nostra salute e il suo squilibrio è legato a molte malattie. Il professor Martin J. Blaser della New York University School of Medicine, ha scoperto dopo trent’anni di studio che questi microorganismi hanno un ruolo non solo nel mantenere stabile il nostro sistema immunitario, ma anche in diverse malattie croniche come diabete, obesità, celiachia e allergia.
 
Questo organismo “amico”, che ci accompagna per tutta la vita, è oggi soggetto a perdita di biodiversità. Un’alimentazione più povera di alimenti freschi e l’uso non indispensabile di antibiotici ha contribuito alla perdita di ricchezza e varietà di organismi nel nostro intestino, indebolendo così anche la nostra salute. Cibi freschi e non industrializzati, evitare gli antibiotici se non strettamente necessari e l’utilizzo di alimenti fermentati naturalmente come crauti e kombucha, possono salvare la salute del nostro bioma. E anche la nostra.
 
1. Acqua, limone e miele
 
Appena svegli, prima del caffè, prima dei pensieri organizzativi, prima di “rientrare” in noi stessi, beviamo un bel bicchiere di acqua a temperatura ambiente con un limone spremuto e una punta di cucchiaino di miele. È uno dei rimedi più antichi e semplici. Già utilizzato dalla medicina orientale ayurveda per riequilibrare l’organismo e depurare il fegato, è oggi consigliato per il suo alto contenuto in vitamina C e potassio. Aiuta inoltre la digestione, ripulendo le tossine accumulate nel tratto digerente e stimolando la funzione enzimatica. I limoni contengono inoltre fibre di pectina, che aiuta a contrastare il senso di fame e nonostante siano naturalmente “acidi” riequilibrano il pH nel sangue. Acqua e limone rimuovono l’accumulo di acido urico nelle articolazioni e riducono il desiderio di caffeina.
 
2. Quello che ci serve
 
La persone che ci circondano non leggono i nostri pensieri, almeno nella maggior parte dei casi. Siamo in grado di esprimere quello di cui abbiamo bisogno, o non ne abbiamo, senza sentirci in colpa o offendere qualcuno? Si tratta di uno strumento importantissimo. 

Essere consapevoli e avere rispetto delle nostre necessità aiuta a rispettare quelle del prossimo. 

Ed essere capaci di esprimerle con naturalezza e senza retro pensiero è fondamentale per vivere meglio e per poter ascoltare gli altri. Quando ci troviamo sul bivio tra l’accettare qualcosa che non ci piace o dirlo forte, buttiamoci. A volte ci si affeziona di più a un discorso impacciato che a un silenzioso risentimento.
 
3. Slow down
 
Può capitare di arrivare a questo momento dell’anno particolarmente stanchi e spompati. E di provare anche un certo fastidio, perché ci vorremmo carichi e in forma. Eppure, siamo stanchi, irrimediabilmente stanchi. La soluzione è molto semplice: 

slow down, rallentare il ritmo, provare a sintonizzarci su una frequenza più lenta. 

Imparare a declinare un invito, a risparmiare energie e ascoltarci in maniera più profonda. Riuscire a fermarci, proprio mentre tutto intorno a noi si muove alla velocità della luce. Per alcuni non sarà facile. Ma ogni momento di silenzio in più, ogni attimo di raccoglimento, sarà una piccola coccola rigenerante per il nostro sé abituato a correre da una parte all’altra.
 
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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