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Colori e dosha




Le qualità dei colori in relazione alle qualità dei dosha

Le diverse qualità dei Dosha possono essere associate alle diverse qualità dei colori. Così possiamo mettere i colori in relazione a ciascun dosha.

Ad esempio il rosso viene associato al fuoco e al calore, quindi può essere associato al dosha Pitta, avendo le stesse qualità.

Ogni individuo dovrebbe utilizzare di più i colori che pacificano il proprio dosha dominante o aggravato, ad esempio la stanza di una tipologia vata dovrebbe essere dipinta con colori caldi pastello o verde, la tipologia Pitta con colori rinfrescanti come l'azzurro o il blu, mentre la tipologia Kapha con tinte più vivaci e stimolanti, come il rosa o il rosso chiaro.

Rosso

Il rosso è fortemente stimolante, ravviva il fuoco che cova in noi; questo colore è in relazione al sangue. Ha proprietà riscaldanti, favorisce la colorazione dei globuli rossi e ne stimola anche la formazione. Il colore rosso crea calore nel corpo e stimola la circolazione. Aiuta a mantenere il colore della pelle e dona energia ai tessuti nervosi e al midollo osseo.

Esposti continuamente al colore rosso anche l'attività mentale viene stimolata, rafforza la volontà e la tenacia.

Il rosso stimola Pitta, se esposti troppo può aggravarlo creando emozionali di rabbia e ira, sempre l'eccessiva esposizione al rosso può causare irritazioni cutanee e arrossamento agli occhi.

Il rosso è il colore del primo Chakra, il Centro della Base.

Il Rosso è il miglior colore per Kapha, lo stimola e lo armonizza.

Allevia gli eccessi di Vata

Proprietà: aggrava pitta, allevia vata e kapha.

Arancione

Il colore arancione, come il rosso, è riscaldante e possiede energia curativa. Aiuta il cercatore spirituale a rinunciare al mondo. Tuttavia, dona anche energia e forza agli organi sessuali. Perciò, l’arancione dovrebbe essere utilizzato in associazione al celibato al fine di trasformare l’energia sessuale in Coscienza Suprema. Con l’applicazione di questo colore, una persona che non osserva il celibato sarà sessualmente iperstimolata. L’arancione aiuta ad alleviare vata e kapha aggravanti. Attenua anche la congestione e mantiene lo splendore della pelle. La sovrapposizione al colore arancione può causare l’aggravamento di pitta.

Proprietà: allevia vata e kapha, aggrava pitta.

Giallo

Il Giallo stimola la comprensione e l'intelligenza

Il Giallo è il colore del terzo Chakra, è collegato alla completa morte dell'ego.

Quando si è esposti al colore Giallo, l'energia ascende verso il Chakra della Corona. Ma l'abuso di questo colore può provocare un aggravamento del dosha Pitta con conseguente produzione di bile.

Il Giallo allevia gli eccessi di Vata e di Kapha

Proprietà: allevia vata e kapha, aggrava pitta.

Verde

Questo colore ha un effetto calmante sulla mente e crea freschezza. Aiuta a portare l’energia al chakra del cuore. Il verde calma anche le emozioni e porta felicità al cuore. Questo colore attenua l’eccesso di vata e di kapha ed aggrava pitta. L’abuso del colore verde stimola la concentrazione della bile e ciò può provocare calcoli alla cistifellea.

Proprietà: allevia vata e kapha, aggrava pitta.

Blu

Questo è il colore della Coscienza pura. Ha un effetto calmante e rinfrescante sul corpo e sulla mente. Il blu allevia i difetti di pigmentazione della pelle. Aiuta anche a correggere i disordini del fegato ed allevia un pitta aggravato. L’abuso del blu può provocare l’aggravamento di vata e kapha e la congestione.

Proprietà: aggrava vata e kapha, allevia pitta.

Viola

Questo è il colore della Coscienza Cosmica che porta un risveglio della consapevolezza. Il viola crea leggerezza nel corpo ed apre le porte alla percezione. Questo colore allevia pitta e kapha aggravanti, ma il suo abuso può aggravare vata.

Proprietà: allevia pitta e kapha, aggrava vata.

Fonte ayurvedaitalia.it

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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