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Aromaterapia




L’aromaterapia è un “antico” metodo di cura della salute e della bellezza basato sull’utilizzo di oli essenziali

Praticata già 5000 anni fa in Oriente, questa meravigliosa tecnica di cura naturale fu riscoperta nei primi anni del ’900 e portata poi alla ribalta dal medico francese Jean Valnet, nel 1964.

L’utilizzo degli oli essenziali trova, ormai, il suo posto in ogni aspetto della nostra vita, regalandoci benefici per la salute psicofisica, per la bellezza e in cucina. Inoltre esalta gli effetti benefici di massaggi ed è un ottimo strumento per la profumazione e pulizia degli ambienti.

Aromaterapia e massaggi

Il massaggio con gli oli essenziali è una forma unica di massaggio in quanto attraverso le frizioni del terapeuta, le sostanze attive contenute in essi, vengono assorbite dalla pelle, aiutando così a superare stress, tensioni e ansie accumulate. Per praticare un buon massaggio gli oli devono essere diluiti in olio vegetale ,ad esempio olio di mandorle dolci o di jojoba e la pelle accuratamente pulita (l’ideale sarebbe eseguire uno scrub prima di sottoporsi a questa terapia). Le dosi degli oli variano in base all’effetto che si vuole ottenere, una miscela più concentrata viene utilizzata per problemi fisici, mentre una più diluita per problemi di origine psichica o psicologica. Le dosi oscillano tra un minimo dell’1% ad un massimo del 3% di essenza di olio.

Sali da bagno per bagni aromatici

Preparare in casa dei sali da bagno con gli oli essenziali è piuttosto semplice. Versate in un vaso di vetro a chiusura ermetica, (possibilmente scuro), 500 gr. di sale integrale, aggiungete dalle 20 alle 40 gocce di olio essenziale (lista oli essenziali principali) e sigillate. Lasciate riposare la miscela per almeno un giorno intero, affinché assorba l’essenza. A questo punto il vostro sale è pronto, basterà diluirne un cucchiaio nell’acqua della vasca da bagno per ottenere un fantastico bagno aromatico.

Ci sono diversi modi per praticare un bagno aromatico, quelli caldi (temperatura dell’acqua tra i 38 e 45°C) hanno effetto stimolante sul sistema immunitario e agiscono beneficamente in caso di problemi respiratori. Devono essere di breve durata e sconsigliati a chi soffre  di pressione bassa.

I bagni tiepidi (32-37 °C) sono l’ideale per rilassarsi restando in ammollo per un periodo di tempo più lungo.

Quelli freddi, infine, (15 °C circa) sono piuttosto utile per ottenere un effetto tonificante e stimolante della circolazione. Sconsigliato a chi soffre di ipertensione.



Una variante dei bagni aromatici sono i “bagni parziali“, esempio pediluvi, maniluvi, spugnature e docce.

Evaporazione negli ambienti

Questo è un utilizzo degli oli essenziali sempre più diffuso. Attraverso le apposite lampade aromatiche o altri tipi di diffusori, si ottengono le aromatizzazioni ideali per purificare l’aria e creare ambienti più armoniosi e profumati. Le dosi di essenza da utilizzare di solito non superano le 10 gtt. da diluire nell’acqua.

Inalazioni e suffumigi

Il metodo delle inalazioni e dei suffumigi è perlopiù impiegato nelle affezioni dell’apparato respiratorio.

Le inalazioni si effettuano con apparecchi per aerosol (1 o 2 gtt. di essenza diluite in un po’ di acqua fisiologica).

I suffumigi, invece, prevedono l’uso di un catino colmo di acqua bollente nel quale si versa una miscela, precedentemente preparata, composta da un cucchiaino di bicarbonato di sodio e l’essenza scelta. A questo punto ci si copre la testa con un asciugamano e si inalano i vapori sino a quando l’acqua non si sarà raffreddata.

Preparare unguenti o creme

Come rimedio naturale per le cure di bellezza, per problemi di pelle, ustioni,  ferite e anche per le affezioni dell’apparato respiratorio, possiamo preparare in casa, con gli oli essenziali, ottimi unguenti o creme .  Per la scelta di quale essenza utilizzare vi rimando alla pagina sugli oli essenziali. Per fare ciò è consigliabile utilizzare una base “neutra” (acquistabile in erboristeria) alla quale aggiungere gli oli essenziali, oppure si può usare un olio vegetale, ad esempio quello di mandorle dolci, di jojoba oppure di argan. Le dosi variano da essenza a essenza ma solitamente se ne utilizzano da 2 a 5 ml. per 100 ml. di crema.

Quando NON utilizzare gli oli essenziali

In gravidanza viene sconsigliato l’uso di alcuni oli essenziali come ad esempio, olio di basilico, canfora, cipresso, finocchio  e altri. Il mio consiglio è di non assumerne affatto, ma se proprio non ci si vuole privare dei benefici delle essenze bisogna, necessariamente, consultarsi con il medico e con un esperto naturopata. Anche nei bambini è necessaria la stessa tutela.

Prima dell’esposizione al sole sarebbe bene non utilizzare gli oli essenziali, in quanto molti di questi sono fotosensibilizzanti, ad esempio l’essenza di finocchio, di limone, basilico, arancio e bergamotto.

Alcuni oli essenziali sono incompatibili con i trattamenti omeopatici, quindi se utilizzati in concomitanza possono alterarne gli effetti. Tra questi troviamo l’essenza di menta, camomilla e canfora.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

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Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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