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I benefici di acqua e sale per l'igiene orale




Scopriamo i benefici di acqua e sale rispetto all'uso del collutorio, per l'igiene orale

L'uso del comune collutorio può essere dannoso, soprattutto per gli zuccheri e l'alcol contenuti al suo interno che indeboliscono denti e gengive. Per una migliore e naturale igiene orale, infatti, un recente studio australiano riportato sul "Dental Journal" ha dimostrato che sciacquare la bocca con acqua e sale non solo previene il rischio di ammalarsi di tumore, ma si rivela determinante per una corretta conservazione dell'apparato dentale. Rispetto agli zuccheri e all'alcol dei collutori, infatti, che indeboliscono soprattutto le gengive, l'acqua salata rinforza lo smalto dei denti e idrata il cavo orale, abbassando notevolmente il rischio di infezioni come gengivite o parodontite.

Il cloruro di sodio, fra l'altro, andrebbe utilizzato anche dopo il quotidiano lavaggio dei denti con spazzolino e dentifricio: basta un bicchiere d'acqua mescolato con sale marino iodato ed il gioco è fatto. Tale pratica permette, infatti, di proteggere i nostri denti dall'azione continua dei batteri alimentari, che fermandosi all'interno del cavo orale possono dar vita a problemi ancor più gravi se sottovalutati o non presi in tempo. L'uso del collutorio, insomma, è da evitare a tutti gli effetti, con buona pace di quelle case farmaceutiche che sempre più spesso mettono in vendita prodotti che anziché curare, possono causare danni irreparabili. In più, la stragrande maggioranza degli italiani non si cura abbastanza della prevenzione, se non quando il problema si pone in tutta la sua gravità. Perciò, oltre ad un accurato lavaggio quotidiano dei denti, è consigliabile fare diversi sciacqui con acqua e sale, che ci permettono di prevenire ogni tipo di infezione alla bocca e soprattutto di risparmiare notevolmente sull'acquisto di collutori dannosi sia per la salute che per il portafogli.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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