Faredelbene.net



medicina naturale -> Il bicarbonato cura il fungo sui piedi


Il bicarbonato cura il fungo sui piedi




Quando arrivano i primi caldi suggerisco di prestare maggiore attenzione alla salute della pelle dei piedi

Infatti l’aumento della temperatura e quindi della sudorazione, può determinare la comparsa di un disturbo, il cosiddetto piede dell’atleta, che si riconosce facilmente perché tra le dita dei piedi compaiono fastidiose fessurazioni, desquamazioni e arrossamenti. Questo problema, a volte così doloroso da impedire persino di camminare bene, è causato da un fungo, chiamato tineapedis, che si riproduce con facilità nell’ambiente caldo e umido delle scarpe. Per eliminare il disturbo consiglio prima di tutto di eseguire pediluvi con acqua e bicarbonato, di utilizzare prodotti antifungini da applicare sulla cute, di indossare sempre calzini di cotone quando si mettono scarpe chiuse e, se la situazione non torna alla normalità, di ricorrere a farmaci antimicotici per almeno un mese”.

Sono le parole di un grande dermatologo, il professor Antonino Di Pietro, specialista a Milano e presidente dell’Isplad,la società internazionale di dermatologia estetica e oncologica.

Perché con il caldo si hanno maggiori problemi alla pelle dei piedi?

“Perché il calore determina un aumento della sudorazione. Così si creano le condizioni per una rapida crescita di alcuni microrganismi che possono causare fastidi alla pelle dei piedi. Tra questi il più diffuso è un fungo chiamato in gergo tecnico tineapedis, che si riproduce con facilità proprio negli ambienti caldi e umidi e quindi può aggredire la pelle quando le condizioni ambientali favoriscono la sua riproduzione”.

Quali fastidi provoca questo fungo?

“Il piede dell’atleta è chiamato così perché ne soffre soprattutto chi indossa scarpe da ginnastica, cioè scarpe in gomma. Infatti, se indossate senza calze tutti i giorni e per molte ore al giorno, queste scarpe non favoriscono una corretta traspirazione del piede e possono costituire l’ambiente adatto per la riproduzione del fungo. Il piede dell’atleta si riconosce perché tra le dita dei piedi si producono arrossamenti e fastidiose fessurazioni che provocano prurito e dolore. Dapprima il disturbo non è troppo fastidioso e quindi il paziente tende a ignorarlo ma, se non interviene con sollecitudine, le fessurazioni possono trasformarsi in vere e proprie piaghe che si estendono su una superficie più vasta e diventano estremamente dolorose”.

Come consiglia di curare il fungo sui piedi, il cosiddetto piede dell’atleta?

“Alle prime avvisaglie, cioè con la comparsa dei primi pruriti e fessurazioni, consiglio di effettuare un pediluvio, ogni sera, con acqua tiepida e con un cucchiaio da cucina colmo di bicarbonato di sodio per ogni litro di acqua utilizzato. Il pediluvio deve durare almeno dieci minuti e a questo suggerisco di fare seguire un’asciugatura minuziosa, senza risciacquo. Il bicarbonato è utile perché svolge una naturale azione antifungina che aiuta a bloccare la replicazione del fungo. Oltre ai pediluvi così effettuati, raccomando di mettere tra le dita dei piedi, anche dove non ci sono lesioni, una o due gocce di olio di melaleuca, un antifungino naturale. Il paziente deve effettuare il trattamento dopo il pediluvio e prima di andare a letto”.

Per quanto tempo prescrive al paziente di proseguire questa terapia?

“Per almeno una settimana dalla comparsa del disturbo. Se però, dopo, una settimanali cure casalinghe, non ottiene risultati significativi, prescrivo una pomata antifungina a base di tioconazolo o bifonazolo. Il paziente la deve applicare almeno due volte al giorno per un mese. La lunga durata della terapia è spiegabile con il fatto che occorre essere sicuri di avere debellato il fungo fino negli strati più interni della cute. Invece, se l’infezione è molto estesa, per evitare un uso eccessivo di crema, preferisco ricorrere agli antifungini da assumere in pastiglie per bocca”.

Quanto può durare la cura per debellare il fungo, se si usano farmaci da assumere per bocca?

“Anche in questo caso la cura è lunga: dura un mese. La dose normale di farmaco è di una compressa al giorno e le medicine sono a base di terbinafina, di itraconazolo o di fluconazolo, sostanze che agiscono bloccando la riproduzione del fungo ed evitandone la propagazione. Sottolineo che le cure possono dare un risultato eccellente solo se accompagnate anche da alcuni accorgimenti igienici, che tra l’altro possono servire a tutti, come una corretta prevenzione del problema”.

Quali sono questi accorgimenti?

“Raccomando prima di tutto la massima igiene del piede, cui deve seguire una altrettanto accurata asciugatura perché l’umidità scatena la crescita del fungo. Quindi consiglio di utilizzare calzature che permettano al piede un’adeguata traspirazione. Per questo, quando fa caldo, suggerisco di usare scarpe di tela o sandali. Le scarpe da ginnastica, molto usate nella stagione calda, non vanno indossate a diretto contatto con la pelle ma con un calzino in cotone. Se, per motivi estetici, si predilige tenere la caviglia nuda, ricordo di proteggere dita e pianta del piede con i cosiddetti “fantasmini”, cioè le calze che proteggono la parte di piede già coperta dalla scarpa. Infine, per prevenire il contagio, suggerisco di non camminare mai a piedi nudi in ambienti caldo umidi, come palestre e piscine, che rappresentano i luoghi dove è più facile contrarre l’infezione.

IL VERO E IL FALSO SUL FUNGO SUI PIEDI

Si manifesta più spesso tra il terzo e quarto dito. Bisogna evitare di coprire le lesioni con cerotti. È bene che chi ne soffre lavi i calzini ad alta temperatura dopo l’uso.

VERO

Il primo sintomo del piede dell’atleta è il prurito. È il primo fastidio, cui seguono arrossamento e crescita di vescicole piene di siero.

FALSO

Le vescicole si devono strofinare con energia per debellare l’infezione.Le vescicole, se si aprono, diffondono l’infezione stessa; pertanto è meglio toccarle il meno possibile.

VERO

Il contatto con l’acqua determina un aumento del prurito. È un sintomo comune che rende un po’ più fastidioso il pediluvio curativo con il bicarbonato. Tuttavia l’azione lenitiva del bicarbonato aiuta a superare presto questo momento di disagio.

FALSO

I bambini non sono soggetti a questo disturbo. I bambini sono spesso aggrediti dalla tineapedis perché corrono molto e indossano più degli adulti scarpe da ginnastica.

VERO

Trascurare il piede dell’atleta può dare problemi fastidiosi. Le fessurazioni possono diventare talmente profonde da causare sanguinamenti e persino infezioni batteriche. Quindi il disturbo va combattuto fin dai primi sintomi.

FALSO

Il piede dell’atleta colpisce solo i piedi. I piedi rappresentano l’ambiente ideale ma si possono avere infezioni di questo tipo, benché raramente, anche sulla cute delle ascelle o sul palmo delle mani.

VERO

A volte il dermatologo, nei casi particolarmente resistenti, è costretto a prelevare un piccolo campione di liquido dalle vescicole per analizzarlo. Questo prelievo serve a creare una coltura in laboratorio, che permette di capire quale farmaco può combattere l’infezione più efficacemente.

FALSO

Il succo di limone, date le sue proprietà acide, può servire a combattere le lesioni. È un rimedio che può solo irritare la cute ulteriormente e non aiuta il processo di guarigione.

VERO

Il bicarbonato è utile perché abbassa il grado di acidità dell’acqua e i funghi, in un ambiente poco acido, soffrono. È un meccanismo d’azione che rende il bicarbonato utile nella lotta a tutte le infezioni fungine, non solo a quelle dei piedi.

FALSO

Se si è affetti dal piede dell’atleta i calzini si devono gettare via dopo l’uso. Basta lavarli a temperature molto alte per distruggere il fungo che può essere rimasto tra le trame del tessuto.

VERO

Non bisogna coprire le lesioni sulla pelle con cerotti. I cerotti diminuiscono la traspirazione della cute peggiorando la situazione.

FALSO

Il violetto di genziana, cioè un antimicotico tradizionale dal caratteristico colore viola, non è utile contro il piede dell’atleta. È tuttora un rimedio utile. Tuttavia è poco usato perché è una vera e propria tintura, decisamente poco bella a vedersi, che non si lava con facilità.

VERO

Anche un altro disinfettante tradizionale, il blu di metilene, si può usare per combattere il piede dell’atleta. È efficace ma ha lo stesso effetto collaterale del violetto di genziana: tinge la pelle e ci vuole parecchio tempo prima che questa torni del suo colore naturale.

FALSO

Il piede dell’atleta non è infettivo. Come tutte le infezioni fungine è un problema infettivo e richiede che il paziente abbia asciugamani suoi e non scambi scarpe o ciabatte con altri.

VERO

Insieme con la cura dei piedi si devono bonificare anche le scarpe utilizzate dal paziente. Esistono prodotti igienizzanti appositamente studiati per eliminare le spore del fungo e impedire una nuova infezione.

FALSO

Il piede dell’atleta colpisce una volta sola nella vita. Non essendo un malattia ma un problema determinato da un fungo, questa sgradevole situazione si può ripresentare più volte.

VERO

In genere il problema si manifesta tra il terzo e il quarto dito del piede. È questa la zona del piede in cui il fungo attecchisce più facilmente.

FALSO

Solo i giovani, che fanno ampio uso di scarpe da ginnastica, sono a rischio di contrarre questo disturbo. C’è un’altra categoria che deve prestare attenzione: quella dei pazienti diabetici. Infatti, chi soffre di diabete può avere problemi di circolazione sanguigna, fattore che determina una minore ossigenazione della cute del piede e, quindi, una minore resistenza alle aggressioni di virus, batteri e funghi, tra cui il piede dell’atleta.

Fonte: antoninodipietro.it

Autore: Giulio Divo

Editore: Prof. Antonino Di Pietro

Link: http://www.antoninodipietro.it/articolo/il-bicarbonato-cura-il-fungo-sui-piedi/

Referral ID: 1356



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Articoli Recenti

PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





Categorie

spiritualit ed esoterismo
spiritualit ed esoterismo
beneficenza
beneficenza
amore e dintorni
amore e dintorni
Vini e dintorni
Vini e dintorni
io non ci sto
io non ci sto
sesso
sesso
significato dei colori
significato dei colori
simboli e archetipi
simboli e archetipi
attualit
attualit
stile & bon ton
stile & bon ton
animali
animali
arte
arte
musica
musica
artisti
artisti
bonus e incentivi
bonus e incentivi


design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!