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La Rosa di Jericho




La Rosa di Jericho sarà nella vostra dimora simbolo di serenità, prosperità e buona sorte

La Rosa di Jericho appartiene ad una categoria di piante d’origine desertica, dette piante della resurrezione, che per le loro caratteristiche si chiudono a riccio quando sono private d’acqua e si aprono e rinverdiscono quando vengono dissetate. Potrete Godere della chiusura di questa sorprendente pianta ogni volta lo vogliate. Potrà essere collocata in casa e sarà utile per assorbire il fumo e profumare l’aria. Questo bulbo, apparentemente senza vita, vi stupirà dischiudendo completamente i propri rami acquisendo un vellutato color verde.

Come fiorisce “La Rosa di Jericho”
Si posa la base della pianta in 1/2cm d’acqua fredda, tiepida o anche calda, la temperatura ne determinerà la tonalità di verde; i rametti e le foglie, dapprima secchi, rivivranno in breve ridiventando verdi.

È necessario rispettare il ciclo della pianta non lasciandola in acqua per più di 2 o 3 giorni consecutivi, controllando che l’acqua sia sufficiente ad irrorarne le radici per favorire il completo sviluppo e si lascia quindi asciugare la Rosa non aggiungendo più acqua; essa si seccherà completamente, avvolgendosi nuovamente su se stessa, tornando al suo stato quiescente. Si attenderà almeno altri 15-20 giorni prima di rimetterla in acqua oppure la si terrà disidratata per un lungo periodo; il suo adattamento estremo alla sopravvivenza in ambienti aridi, infatti, le consente di vivere privata di acqua e terra per anni. La Rosa di Jericho è originaria della Terra Santa; portata in Europa dai crociati e dai pellegrini è accompagnata da innumerevoli leggende affascinanti. La più diffusa narra che la Vergine Maria, sulla strada di Nazareth si dissetò con l’acqua racchiusa nel cuore della Rosa e, grata alla pianta, la rese immortale. In tutta Europa si crede che possedere la pianta porti felicità e benedizione.
Numerose ricerche hanno dimostrato che nella zona dove la Rosa vive, le donne beduine ne bevono l’acqua per alleviare i dolori ed abbreviare i processi di guarigione, fanno il bagno dove essa si apre a fiore e usano la sua acqua per fare impacchi, poiché si pensa che questa pianta abbia effetti curativi.

Siate custodi della magia immortale della Rosa osservando l’incredibile forza della natura, guardandola rivivere ogni volta lo desideriate.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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