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Cosa possono curare le costellazioni familiari




Si sente sempre più parlare delle costellazioni familiari come metodo di trattamento per problemi individuali o di coppia che non riescono a trovare soluzione con i tradizionali metodi di psicoterapia

La teoria delle costellazioni familiari può effettivamente portare beneficio dove altre forme di psicoterapia hanno fallito. Le sue basi, infatti, sono diverse così come il suo approccio.

Nonostante abbia finora aiutato numerose persone a superare situazioni problematiche, però, non ha ancora ottenuto un pieno riconoscimento scientifico; ma come funzionano le costellazioni familiari?

Quali sono le problematiche che possono essere risolte con le costellazioni familiari?

In realtà, le costellazioni familiari tendono a risolvere problematiche diverse. Avete mai avuto, per esempio, l’impressione che una famiglia possa essere stata in qualche modo maledetta?

Alcune volte sembra che la sfortuna torni a colpire sempre e inesorabilmente dove è già passata come se fosse quasi insita nel codice genetico delle persone che fanno parte dello stesso nucleo familiare.

Ecco, questo potrebbe essere uno dei campi d’applicazione delle costellazioni familiari: non tanto la sfortuna in sé ma il ripetersi di eventi traumatici inspiegabili nella stessa famiglia soprattutto se questi tendono a verificarsi sempre nello stesso periodo.

Di che problemi si parla? Incidenti stradali, per esempio, problemi di coppia, malattie psicologiche o fisiche, infelicità, suicidi e moltissimo altro ancora.

Quando la sfortuna sembra accanirsi sui membri di una stessa famiglia allora potrebbe non trattarsi di semplice casualità.

Gli irretimenti teorizzati nelle costellazioni famigliari e le loro cause

La causa potrebbe essere l’esistenza di uno degli irretimenti teorizzati dalle costellazioni familiari, ovvero una serie di schemi che tornano a riproporsi tra le persone di un nucleo familiare al fine di riportare alla luce qualcosa di importante ma dimenticato.

Tra le cause più frequenti che possono dar vita agli irretimenti, in particolare, c’è l’ingiustizia subita o provocata:

un omicidio commesso da un avo e mai scoperto;
un bambino nato morto e mai pianto;
un suicidio mai riconosciuto;
un importante segreto nascosto e mai svelato.

Questi, però, sono soltanto alcuni degli aspetti che possono in qualche modo trovare manifestazione nella vita reale.

Essi, seppure dimenticati dalle generazioni a venire, tendono a riproporsi nella vita dei posteri fino a quando non trovano un adeguato riconoscimento oppure quando l’ingiustizia viene riconosciuta.

A manifestare gli irretimenti, in particolare, secondo la teoria delle costellazioni familiari sono principalmente i bambini perché sono i membri più fragili e allo stesso tempo coloro che sentono di più il legame con la famiglia di appartenenza.

Grazie alla tecnica delle costellazioni familiari è possibile individuare la problematica che ha provocato l’irretimento e una volta riportata alla memoria la persona che ha subito l’ingiustizia o che ha dato vita al ripetersi dello schema, l’irretimento tende a risolversi naturalmente.

Sono molte le persone che hanno trovato beneficio nella tecnica delle costellazioni familiari: si tratta, infatti, di una teoria affascinante che sembra riuscire a intervenire positivamente lì dove gli altri falliscono.

Autore: 1406 1406



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artista Ennio Calabria

nato a Tripoli il 7 marzo 1937 Ennio Calabria Vive e lavora a Roma.
Nel 1955 consegue la maturità artistica e frequenta la Scuola Libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
La sua prima personale alla galleria “La Feluca” di Roma si svolge nel 1958, anno in cui è immediatamente individuato dalla critica d’arte fra i pittori più significativi della generazione emersa tra il 1950 e il 1960. Testimone attento del suo tempo, la sua pittura è rivolta sia al territorio sociale che a quello esistenziale.
Nel 1959 partecipa per la prima volta alla VII Quadriennale d’Arte di Roma. Sarà presente anche alle edizioni del 1972, del 1986 e del 1999.
Nel 1961 insieme ai pittori Attardi, Farulli, Gianquinto, Guccione e Vespignani, e ai critici Del Guercio, Micacchi e Morosini fonda il gruppo “Il pro e il contro” che diventa un forte punto di riferimento per le nuove ricerche figurative in Italia.
Nel 1964 è invitato alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia e dal 1974 al 1978 è membro del Consiglio Direttivo.
Nel 1985 espone alla Gucci’s Gallery di New York e nello stesso anno realizza la sua prima mostra antologica alla Rotonda della Besana, a Milano; ripresentata nel 1987 a Roma, a Castel Sant’Angelo. In quell’occasione viene pubblicata un’ampia monografia con saggi critici di M. De Micheli, G. Carandente, (II ediz. saggi di G. Carandente e D. Micacchi) edita da Vangelista, Milano.
Nel 1988 il Musée Municipal di Saint Paul De Vence ospita una sua significativa mostra presentata da André Verdet e nel 1990 è allestita una sua retrospettiva nella Chiesa del Carmine a Taormina (Calabria Opere 1980-1990. Electa ed. Milano).
Negli anni Novanta, con il ciclo di opere Ambiguità dell'intravisto, inaugura una pittura in continua ricerca della definizione più profonda dell’identità e della forma del mondo e dell’arte. Il tema che la pervade è la ininterrotta metamorfosi del soggetto messo alla prova con l’esperienza disarmante della sempre più elevata velocità degli scambi sociali.
Il ciclo è stato esposto in varie sedi pubbliche e private, tra le quali: Baumgarte Galerie, Bielefeld (Germania) 1993; Andrés Art Gallery, Breda, Olanda c/o Chicago International Art Exposition ‘93; Gall. Rotta, Genova, 1993; Palazzo dei Papi, Viterbo, 1994; Museo di “R. Ridola”, Matera, 1996.
Degli stessi anni la serie di pastelli Il mare accanto, che traccia anticipatamente il percorso della sua nuova ricerca pittorica.
Nel 1998 espone all’ex Birreria Peroni nella mostra Lavori in corso realizzata dalla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma; l’anno seguente viene pubblicato il catalogo generale: Opera incisoria 1955 - 1996 , con testo storico critico di F. De Santi ricerche e testi scientifici di L. Martini (ed. Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo).
Nel 2001 si tiene un’importante retrospettiva al Museo Archeologico Nazionale di Chieti, e nel 2003, accompagnata da una mostra itinerante, esce la monografia Quasi la forma. Pastelli 1991-2003, a cura di R. Pedonesi, con testi di M. Di Capua e A. Romoli Barberini.

Dal 2002 al 2005 realizza la serie di ritratti, intensi e drammatici, ispirati a Giovanni Paolo II, in parte pubblicati nel 2002 nel volume La forma cerca forma, con testi di M. Tonelli, di I. Mitrano, A. Gianquinto (Rendina Editore, Roma), accompagnato da un video di A. Cimaglia e A. Pedonesi.
Successivamente l’intero ciclo è stato esposto, insieme ad un nuovo emblematico nucleo di opere, in varie sedi pubbliche: La forma cerca forma - verso le cose, Museo “Vittoria Colonna” a Pescara e Reggia di Caserta, 2004 (testi di C. F. Carli, A. Romoli Barberini, A. M. Sessa); La forma della percezione, Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico a Siena (testi di C. Strinati, G. Nerli. De Luca ed. D’arte, Roma) e Latenze della luce, a cura di G. Simongini, Palazzo dei Normanni a Palermo, 2005. I ritratti del Papa rappresentano un momento importante di questa lunga ricerca che prosegue sempre con maggiore incisività nell’esplorazione del carattere di instabilità che connota sempre più i rapporti sociali e la stessa vita del pensiero. Sul piano del linguaggio pittorico questa condizione di spaesamento viene assunta dall'artista come necessaria al costituirsi di una diversa forma di soggettività che muova verso l'identificazione di una forma che cerca forma.
Nel 2008 inizia un nuovo ciclo di ritratti, sul quale sta ancora lavorando, dal titolo Un volto e il tempo, esposto al Museo dello Splendore a Giulianova (TE) (mostra a cura di C. F. Carli) e tiene al Museo Arcidiocesano Cardinal Karol Wojtyla di Cracovia la mostra del ciclo dedicato a Giovanni Paolo II (a cura di I. Mitrano).
Ultima mostra itinerante, a cura di F. De Santi, La forma da dentro (catalogo Vallecchi, 2009) esposta alla Fondazione Matalon di Milano, alla Galleria Trifoglio di Chieti e Musei Civici di Villa Paolina Bonaparte a Viareggio.
Alcune sue recenti e rappresentative opere vengono esposte nelle mostre: Arte in RegolaIncontro con Ennio Calabria, presentazione di G. Simongini, (2012), il Consiglio di Stato, Palazzo Santacroce-Adobrandini a Roma;Ennio Calabria. Nei tempi, il tempo, a cura diRita Pedonesi, (2013), Museo civico “U. Mastroianni” di Marino (RM).

Queste ultime mostre confermano l’importanza di questi temi e sottolineano il carattere originale della sua pittura accentuando la ricerca di una forma che è allo stesso tempo al di qua e al di là della coscienza, e che ambiguamente, allo stesso tempo, si afferma e si nega.

Nel corso di tutta la sua attività artistica Ennio Calabria ha ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti. (recenti: Premio Vittorio De Sica 2006, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Quirinale, Roma; Premio Goffredo Petrassi, 2011, Auditorium, Roma). Oltre alla Biennale internazionale d'Arte di Venezia (2011, Biennale internaz. d’Arte di Venezia, Pad. Lazio) e alla Quadriennale di Roma, ha partecipato ad altre importanti Rassegne che hanno proposto all'estero le vicende dell'arte italiana dagli anni 60 ad oggi tra cui si ricordano Italy Three Directions (San Francisco, 1959), Art against racialism (Londra, 1965), Intergrafis, Triennale Internazionale di Grafica (Berlino RDT, 1984).
Ha inoltre illustrato diversi volumi di poesia, racconti, nonchè copertine per libri. Ha prodotto oltre 90 manifesti: per l'Orlando Furioso di L. Ronconi, per ARCI, Lega Cooperative, UISP, CGIL, CISL, PCI, Fondazione Basso ecc. Nel 2006 ha realizzato il manifesto per centenario della CGIL.

Sue opere sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche, tra le quali: Metropolitan Theatre di New York; Museo Puskin di Mosca; Museo di Wroclaw, Polonia; Museo di Eliat (Israele); Museo d' Arte Contemporanea di Sofia; Collezione Gucci; Colombe d’Or, St. Paule de Vence (Francia); Museo D’Arte Contemporanea di Roma; Collezioni Vaticane; La Civica Raccolta A. Bertarelli, Milano; Gabineto delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo.

È stato inoltre protagonista dei seguenti filmati: Lotta contro i mostri, 1964, regia Gigi di Gianni; Calabria: Due anni di pittura, regia di M. Carbone; Visto da vicino: Ennio Calabria, 1979 a cura di R. Bertoni, regia di F. Marotta;Special 1975, regia di S. Pastore; Artisti d’oggi, programma di F.Simongini; Un pittore e la sua città, regia di R.Locci; La città dentro, 1987, di A. Cimaglia e A. Pedonesi; Ennio Calabria La forma cerca forma, 2002, di A. Cimaglia e A. Pedonesi, intervista di M. Tonelli; Spunto di vista – Ennio Calabria, 2012, progetto M. Paola Orlandini, regia di E. Sferra, Rai Arte Magazzini Einste.per ulteriori notizie  www.enniocalabria.it





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