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Tracheite: curarla con rimedi naturali




Frequente durante il periodo invernale e i cambi di stagione, la tracheite può essere curata anche con i rimedi della nonna.
 

La tracheite è un’infezione della trachea causata solitamente da virus parainfluenzali e influenzali,

 
o da batteri come lo pneumococco.
 
 
 Tosse secca, bruciore e secchezza alla gola, dolore nella zona retro sternale sono tutti sintomi che riportano a una probabile tracheite. In attesa di una prima e indispensabile visita medica, in cui verrà identificato il grado di infezione, è possibile attenuare la sintomatologia di questo problema utilizzando alcuni rimedi naturali.
 
Suffumigi
 
I bagni di vapore sono uno dei rimedi della nonna più facili da fare e di poco costo. Occorre solo dell’acqua e del sale. Come prima cosa è necessario far scaldare l’acqua. A raggiungimento della temperatura ottimale (acqua calda ma non bollente) si aggiunge un’abbondante manciata di sale. Quindi, si mescola per bene il tutto e lo si versa dentro una bacinella. Arrivati a questo punto non resta altro da fare che incominciare a inalare il vapore acqueo, prima con respiri brevi e poi pian piano con respiri sempre più profondi. Il sale disciolto nell’acqua è un ottimo disinfettante per le prime vie respiratorie. Per avere dei buoni risultati è indispensabile ripetere il trattamento dalle due alle tre volte al giorno.
 
Propoli
 
Conosciuta da centinaia di anni come uno degli antibiotici naturali per eccellenza, la propoli aiuta a contrastare le infezioni batteriche che causano raffreddori e tracheiti. Disponibile in soluzione idroalcolica (tintura madre da diluire in acqua), in soluzione glicolica o acquosa (totalmente priva di alcool, adatta quindi a bambini e anziani), in compresse, capsule, sciroppo o spray. In commercio si trovano soluzioni composte da propoli ed echinacea (una pianta d’origine nord americana con proprietà immunostimolanti), propoli e rosa canina (ricca di vitamina c, aiuta le difese immunitarie a contrastare le infezioni); entrambi i composti sono efficaci rimedi naturali per la tracheite. Solitamente, la posologia consigliata per i prodotti a base di propoli prevede l’assunzione del prodotto dalle due alle tre volte al giorno, secondo le necessità personali.
 
Fitoterapia
 
Molteplici sono i rimedi naturali per la tracheite proposti dal mondo fitoterapico. La malva, per esempio, è una pianta che grazie alle sue proprietà lenitive ed emollienti ben si presta a essere utilizzata per curare questo disturbo. Ha un sapore piuttosto gradevole quindi può essere utilizzata facilmente nella preparazione di tisane disinfiammanti. Attenzione però a non eccedere nell’utilizzo poiché possiede altresì, seppur blande, proprietà lassative.
 
Un’altra pianta dalle proprietà lenitive, antispastiche e antinfiammatorie è la camomilla. Anche in questo caso la si può utilizzare sotto forma di tisana. Un decotto curativo per la tracheite proposto dalla bioterapia nutrizionale prevede l’utilizzo di camomilla, miele e buccia di limone (meglio se biologici). Dopo aver fatto bollire l’acqua con fiori di camomilla e bucce di limone, filtrare e aggiungere del miele. Per aumentare l'effetto antinfiammatorio della tisana, aggiungere anche una spolverata di cannella oppure far bollire insieme ai fiori di camomilla un pezzetto del bastoncino di cannella. Un vero sollievo per la trachea.
 
Nel caso di una forma leggera di tracheite, l’erisimo, conosciuta come l’erba dei cantanti, può essere un’ottima soluzione per alleviare i sintomi più fastidiosi come raucedine e secchezza. Disponibile in tisana, compresse o tintura, ne è sconsigliato l’utilizzo a coloro che manifestano particolari allergie alle crucifere, alle donne in stato di gravidanza o in fase di allattamento.
 
I rimedi naturali per la tracheite rappresentano un'ottima alternativa ai farmaci da banco; tuttavia, si consiglia sempre prima di rivolgersi al proprio medico per capire la gravità dell'infezione alla trachea e decidere insieme il rimedio alternativo più adatto a sé.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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