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Limone per eliminare il catarro senza farmaci




Spesso la produzione di muco e la sensazione di fatica nel respirare sono sinonimi di bronchiti e altri problemi respiratori: ecco perchè è importante conoscere come eliminare il catarro con i rimedi naturali

Succede spesso, in tutte le stagioni e a ogni età: basta un’infezione acuta dell’apparato respiratorio (come la classica bronchite) che ci colpisce e si manifesta con la così detta “tosse grassa“, una tosse profonda e accompagnata da un’abbondate produzione di muco.

Il catarro è proprio questo: muco infetto (spesso proprio dai batteri o virus che hanno causato l’infezione) che il nostro organismo deve eliminare per poter guarire.
Ma la presenza di abbondante catarro è una condizione molto fastidiosa, che disturba le attività quotidiane e anche il riposo notturno, soprattutto quando si presenta come troppo denso e vischioso, per cui diventa difficile espellerlo.
Da qui la sensazione di un peso quasi opprimente sul petto e le difficoltà diurne e notturne a respirare bene: in questa condizione sapere come eliminare il catarro in modo rapido ed efficace ci può garantire di stare meglio in breve tempo.
 

Come eliminare il catarro: fluidificare senza farmaci

 
Per rendere più veloce l’espulsione del catarro questo deve essere il più possibile fluido: esistono diversi farmaci che svolgono questa funzione, ma non sono privi di effetti collaterali.
 

Esistono però anche diversi rimedi naturali che ci permettono di fluidificare ed eliminare il catarro in modo dolce ma allo stesso tempo efficace: vediamo quali  tecniche di depurazione possono aiutarci.

 
Timo:
Questa pianta, oltre a essere un jolly per mille piatti in cucina, è anche un antinfiammatorio e antibatterico naturale. Per sfruttare al meglio le sue proprietà è possibile preparare una tisana facendo bollire:
2 grammi di estratto secco di foglie; 200 ml di acqua.
Bevendo una tazza di questa tisana (sempre molto calda, per sfruttare al massimo il calore del liquido per dare sollievo alla gola) fino a 3 volte al giorno sarà possibile allo stesso tempo fluidificare il catarro e combattere l’infezione.
 

Aceto di mele e succo di limone:

si tratta di due toccasana per i problemi dell’apparato respiratorio. Infatti l’aceto di mele è ottimo come ingrediente per i suffumigi, mentre il limone (aggiunto a una bevanda calda aromatizza con il miele) unisce un effetto lenitivo e antinfiammatorio.
Non va dimenticato che l’infezione che produce il catarro produce anche molte tossine che il nostro organismo deve smaltire: per rendere più semplice e veloce questo processo possiamo provare a utilizzare una tecnica di depurazione dolce, che ci aiuterà a ritornare rapidamente in forma.
 
Suffumigi o vapore caldo
 
Fare dei suffumigi con del vapore caldo libera le prime vie respiratorie dalla presenza di catarro. Le microscopiche goccioline di vapore che penetrano all’interno di naso e gola riescono a fluidificare il catarro, consentendone così una più veloce espulsione. Per un effetto mirato è possibile aggiungere ai suffumigi degli olii essenziali o delle erbe. Il vapore così “arricchito” porta alle prime vie respiratorie l’effetto antisettico e decongestionante del prodotto utilizzato. Le essenze migliori per trattare l'espettorato sono l’eucalipto, il legno di sandalo e l’issopo. L’olio essenziale di eucalipto possiede proprietà antisettiche e mucolitiche, l’essenza di issopo svolge una funzione decongestionante, mentre il sandalo aiuta a rilassare.
 
Per preparare un suffumigio alle essenze bisogna come prima cosa far bollire un litro d’acqua in un pentolino. Quando l’acqua è giunta a ebollizione, si spegne il fuoco e si aggiungono 3 gocce di eucalipto, 2 gocce di sandalo e 2 gocce di issopo. Si lascia riposare il tutto, coprendo la pentola, per 2-3 minuti. Prima di cominciare il suffumigio si controlla che la temperatura del vapore non sia troppo calda per evitare eventuali ustioni. In ultimo ci si dispone sopra il pentolino, con la testa coperta da un asciugamano, in maniera che il vapore non esca. Si prosegue facendo dei profondi respiri così da inalare per bene il rimedio.
 
Nel caso di raffreddori o sinusite, inspirare dal naso; per sciogliere il catarro presente in gola è necessario invece respirare dalla bocca. In genere, è consigliato un tempo massimo d’esposizione ai vapori di 5 minuti. Per un buon risultato, il ciclo di bagni di vapore deve essere ripetuto tre volte al giorno: mattino, pomeriggio e sera, prima di coricarsi. Un'unica controindicazione: i suffumigi dovrebbero essere evitati dalle persone con asma, che potrebbero avere problemi di ipersensibilità al vapore o agli oli essenziali utilizzati.
 
Unguenti balsamici
 
Ricchi di oli essenziali, che con il calore del corpo sprigionano vapori balsamici, questi preparati vengono utilizzati semplicemente strofinandoli su petto e gola. Prodotti nella maggior parte dei casi con essenze di menta ed eucalipto, riducono la congestione e stimolano la circolazione del sangue. Per aumentare l’effetto degli unguenti balsamici è bene utilizzare un panno di lana o flanella caldo da mettere sulla zona dove è stato spalmato il rimedio. Come per tutti i preparati naturali e non, si consiglia sempre di testare la tolleranza del prodotto su una piccola parte di pelle prima di utilizzarlo.
 
Di seguito, due ricette facili per preparare degli unguenti balsamici in casa:
 
Ingredienti:
10 gocce di essenza di menta piperita
10 gocce di essenza di eucalipto;
10 gocce di essenza di timo;
30 ml di olio d’oliva;
Aggiungere all’olio d’oliva le dosi di oli essenziali come da ingredienti e mescolare per bene.
Ingredienti:
30 gocce di essenza di eucalipto;
30 gocce di essenza di menta
30 gocce di essenza di rosmarino;
50 grammi di olio di cocco;
25 grammi di burro di karitè;
1 grammo di cristalli di Mentolo;
Sciogliere i cristalli di mentolo nell’olio di cocco e poi aggiungere tutti gli altri ingredienti mescolando per bene.
 
Rimedi fitoterapici
 
Fra i rimedi fitoterapici da utilizzare per fluidificare il catarro troviamo le tisane a base di timo, zenzero, altea, malva ed eucalipto. Il timo fluidifica le secrezioni piuttosto dense, lo si può utilizzare in infusione (4 grammi di estratto secco in 200 ml di acqua bollente) da assumere tre volte al giorno. Se si desidera, si può dolcificare la tisana con un cucchiaino di miele. Lo zenzero, conosciuto da centinaia di anni per le sue proprietà disinfettanti e decongestionanti, viene utilizzato sia fresco sia in polvere. Per preparare un’ottima tisana contro il catarro basta utilizzare 25 grammi di radice di zenzero grattugiata o 2 cucchiaini di polvere di zenzero da mettere in un litro d’acqua bollente. Anche in questo caso, se si desidera, è possibile dolcificare con un cucchiaino di miele. Per aumentare l'effetto antinfiammatorio e antisettico delle tisane, aggiungere una spolverata di cannella e una fettina di limone. Per ottenere maggiori benefici si consiglia di assumere la tisana due volte al giorno.
 
Tutti i rimedi naturali contro il catarro illustrati qui sopra risultano efficaci a patto che non si soffra di allergie o altre condizioni che potrebbero essere aggravate dall'uso delle erbe e delle piante viste finora. Per essere sicuri su quale rimedio naturale sia il migliore per sé, consultare il proprio medico.
 
 
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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