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Sinusite, ecco i rimedi naturali per curarla




La sinusite è un'infiammazione dei seni paranasali

deputati a tutelare il cervello da eventuali traumi, depurare l'aria inspirata e proteggere, attraverso l'inglobamento nel muco, da germi, batteri o polveri irritanti. Ma quando questo non accade?

Se il drenaggio del muco è ostacolato, i microrganismi ristagnano all'interno dei seni.

La sinusite acuta provoca dolore e gonfiore in corrispondenza dei seni interessati, più frequentemente i seni frontali e mascellari. Il dolore, spesso localizzato in corrispondenza delle arcate sopraciliari o degli zigomi può essere accompagnato da cefalea, febbre e fuoriuscita di secrezioni molto dense dal naso. La sinusite cronica in genere si manifesta con ostruzione, congestione e gocciolamento nasale.
 
Complicanze cui la sinusite può dar luogo sono rinite acuta (raffreddore) o cronica (di natura allergica). 
 

Alimentazione in caso di sinusite

 
Aumentare l’apporto di vitamina C, contenuta in agrumi, kiwi, broccoli, mango, patate, pomodori, ribes nero, spinaci. Latticini, grassi animali e burro possono provocare questo disturbo, è per questo che si dovrebbe evitare il consumo di latte intero, formaggi stagionati, mascarpone, panna e gelati alle creme, tutti alimenti che aumentano la produzione di muco, fattore peggiorativo della sinusite. In sostituzione di latte e latticini, aumentare l'apporto di prodotti a base di latte di soia o di riso o d'avena, come dessert di riso, yogurt di soia, tofu. 
 

Rimedi fitoterapici per la sinusite

Per la sinusite in fitoterapia si utilizzano piante officinali che agiscono come decongestionanti e antinfiammatori delle mucose dei seni paranasali; altre con proprietà antibiotica e antibatterica, quando questo disturbo è la conseguenza di un'infezione. Anche gli olii essenziali sono impiegati con efficacia, soprattutto quelli balsamici, perché capaci di sciogliere il muco e favorire la sua eliminazione.
 
In caso di sinusite, la mucosa infiammandosi aumenta il proprio volume, determinando un restringimento degli osti di comunicazione tra seni paranasali e cavità nasali. Questo dà origine ad un ristagno del muco all'interno dei seni. Se il drenaggio del muco è ostacolato, i microrganismi proliferano all'interno dei seni, che diventano un sito ideale per la crescita di batteri, provenienti dalle cavità nasali o dalla cavità orofaringea. 
 
In generale i sintomi della sinusite constano di dolore e senso di pressione al volto, in zone diverse a seconda del seno paranasale interessato. Si possono accompagnare poi i sintomi aspecifici dell'infiammazione o di un'infezione (cefalea, febbre, rinorrea con muco verde-giallastro, tosse grassa, mal di denti). Infine, la presenza di questo disturbo, sensibilizzando le vie aree superiori, rende soggetti a raffreddore o rinite di natura allergica. 
 
Le piante officinali per curare la sinusite
 
Semi di pompelmo: le ricerche compiute su questo estratto rivelarono uno spettro di azione ant-infettiva inaspettatamente ampio, in grado di neutralizzare non solo virus e batteri, ma anche lieviti, altri tipi di funghi e parassiti. I semi di pompelmo contengono flavonoidi dalla spiccata attività antivirale, antibatterica e antifungina. L'estratto è ricavato dai semi e dalla polpa disidratata. L’efficacia dell’estratto è stata riconosciuta da un numero sempre maggiore di medici naturali, che lo impiegano soprattutto nella cura delle malattie da raffreddamento, febbre e raffreddore.
 
 
Le piante immunostimolanti: svolgono un’azione che si rivela davvero fondamentale quando ci si prepara ad affrontare i stati di stress ed esaurimento psicofisico, i cambiamenti stagionali o si avvertono i primi sintomi delle malattie da raffreddamento. In inverno, infatti, l’aggressione delle sfavorevoli condizioni atmosferiche creano le condizioni ideali per l’attacco di virus e batteri che provocano le principali forme influenzali come raffreddore, tosse e febbre e sinusite. Tuttavia, anche il resto dell’anno, particolari stili di vita, l’inquinamento ambientale, gli impegni di lavoro troppo intensi, un’alimentazione squilibrata, insufficienti ore di sonno, lo stress e la depressione, possono causare l’abbassamento delle nostre naturali difese. Per questa ragione l’impiego di piante immunostimolanti può essere d’aiuto per rinforzare il sistema immunitario e proteggere l’intero organismo da disturbi come herpes, dermatiti, infezioni alle vie urinarie (come cistite e candida) e alle vie respiratorie. Appartengono a questa categoria, l'echinacea, l'astragalo, l'uncaria tomentosa e l'aloe vera.
 
 
Piantaggine: numerosi studiosi greci e latini (Dioscoride, la consigliava per la dissenteria, mentre Plinio la definiva "erba magica" per le sue numerose proprietà curative) ci hanno tramandato notizie circa il suo utilizzo medicinale. Studi recenti hanno confermato, che le foglie contengono glucosidi iridoidi, dei quali il più significativo è l'aucubina, flavonoidi (luteolina), mucillagini, tannini, pectine, acido salicilico, sali minerali (soprattutto zinco e potassio, vitamine A, C, e K). La pianta ha proprietà bechiche, espettoranti, antibatteriche, antinfiammatorie, astringenti, ed è indicata per le infiammazioni della gola e delle vie respiratorie in genere, come tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, raffreddore da fieno, sinusite, e per le infiammazioni delle mucose della bocca e dell'apparato urogenitale. 
 

I gemmoderivati per curare la sinusite

 
Ribes nigrum gemme (gemmoderivato di Ribes nero), stimola le ghiandole surrenali alla produzione di cortisone con azione antinfiammatoria e antiallergica. È perciò indicato in tutti gli stati infiammatori e nei casi allergici quale che sia il loro aspetto clinico: riniti, sinusite, bronchiti, asma, gastriti, emicranie, orticarie, edema di Quincke, reumatismo allergico e allergia solare, congiuntivite e asma dovute ad allergia.
 
 
Rosa Canina: gemme (gemmoderivato di Rosa canina), ha proprietà immunomodulante, cioè regola la risposta immunitaria dell’organismo, conferendo al preparato un’efficace azione contro molte forme di infezioni. In particolare la sua assunzione migliora la risposta immunitaria a livello respiratorio nei soggetti a tendenza allergica e nei bambini. La proprietà antinfiammatoria trova un importante impiego terapeutico nelle flogosi acute che comportano alterazioni delle mucose nasali, degli occhi e delle prime vie aeree con conseguente produzione di catarro. Per tali proprietà, rappresenta un ottimo rimedio nella prevenzione di allergie e nella cura di sinusite, rinite, congiuntivite di origine infettiva.
 
 
Alnus glutinosa: gemme (gemmoderivato dell'Ontano nero), è attivo in tutte le sindromi infiammatorie caratterizzate da produzione di muco, qualunque sia il tessuto compromesso. Quindi è indicato come decongestionante nei processi flogistici e suppurativi delle mucose nasali e nelle forme croniche di rinite e sinusite.
 
 
Carpinus betulus: gemme (gemmoderivato del Carpino), viene impiego nelle sindromi respiratorie, nelle rino-faringiti croniche e spasmodiche, nelle tracheiti e nelle tracheobronchiti e sinusite. Ha un'azione antinfiammatoria, anticatarrale, sedativa della tosse e cicatrizzante delle mucose affette da processi flogistici, e riduce gli spasmi delle prime vie respiratorie. Trova indicazione nelle rino-faringiti croniche e spasmodiche, nelle tracheiti e nelle tracheobronchiti.
 
 

Gli oli essenziali utili per la sinusite

 
Tra le applicazioni degli oli essenziali, quella più indicata in caso di sinusite è la pratica dei suffumigi. Si tratta di un sistema particolarmente utile in caso di raffreddore, sinusite, influenza, affezioni delle prime vie respiratorie con tosse e catarro, bronchite. Si versa acqua bollente in un catino e si aggiungono 5-8 gocce di uno o più olii ad azione antisettica, fluidificante ed espettorante (le gocce d’olio possono essere prima disciolte in un cucchiaino d’alcol). Le molecole volatili si liberano nell’aria assieme al vapore acqueo e possono così essere inalate per giungere alle vie respiratorie. Gli olii essenziali più efficaci per trattare questo disturbo sono quelli balsamici, con nota di testa.
 
Olio essenziale di Eucalipto: decongestionante sfiamma e calma l'irritazione delle mucose nasali, fluidifica il catarro su cui ha un’azione espettorante, cioè facilita l’espulsione del muco. In aromaterapia è utilizzato per le inalazioni, in caso di raffreddore, mal di testa causato da sinusite, rinite e tosse.
 
 
Olio essenziale di Menta: esplica un'azione antisettica ed antipiretica che giova in caso di malattie da raffreddamento ed influenza; libera le vie respiratorie, aiutando a respirare meglio in caso di asma e sinusite, raffreddore e influenza
 
 
Olio essenziale di Canfora: in caso di tosse e raffreddore e sinusite, se inalato o frizionato sulla fronte favorisce la decongestione delle mucose nasali e la fluidificazione del catarro.
 
 

Fiori di Bach per curare la sinusite

 
Crab apple è un fiore di Bach utile nei casi di sinusite: è un grande depurativo dell'organismo, ha azione astringente e proprietà disinfettanti. 
 
 

Curare la sinusite con la medicina cinese

 
La sinusite in Medicina Tradizionale Cinese è associata a Vento freddo o caldo nel Polmone, Calore della Vescica Biliare, Umidità-Calore della Milza, deficit di qi in entrambi gli organi, sia Polmone che Milza. L'infissione degli aghi serve a disperdere questi agenti patogeni esterni e riequilibrare le funzionalità degli organi. I punti utilizzabili sono:
 
ZU SAN LI (sotto il bordo inferiore della rotula, a lato della cresta tibiale anteriore), tonifica Milza e Stomaco; 
HE GU (sul lato radiale dell'indice, all'altezza del punto medio del II metacarpo) che tonifica il qi; 
FENG CHI (nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e il trapezio), che elimina il Vento e purifica il Calore;
TAI CHONG (sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso), tonifica e regola il Fegato, regola e raffredda il sangue.
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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