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Lavanda, profumo d'intesa: il suo aroma aumenta la fiducia negli altri




Il fiore simbolo della Provenza può essere usato come “arma” nella contrattazione, ma anche per creare spirito di squadra nello sport e per conquistare nuovi clienti

Volete chiedere un aumento di stipendio al vostro capo? Provate ad irretirlo spruzzando in ufficio profumo di lavanda: pare infatti che l'aroma di questo coloratissimo fiore provenzale sia in grado di aumentare non soltanto il relax, ma anche la fiducia e la buona predisposizione verso gli altri. Lo rivela uno studio dell'università olandese di Leida coordinato da due ricercatrici italiane, Roberta Sellaro e Lorenza Colzato. I risultati sono pubblicati sulla rivista  Frontiers in Psychology.

«La lavanda - spiega Roberta Sellaro - è nota per le sue proprietà rilassanti e studi precedenti indicano che il rilassamento può facilitare comportamenti sociali riducendo la 'distanza' percepita tra se stessi e gli altri. In altre parole, uno stato di rilassamento dovrebbe portarci a percepire l'altro come più simile a noi influendo positivamente sui nostri comportamenti. Seguendo questa logica, abbiamo ipotizzato che la lavanda potesse aumentare la fiducia negli altri».

Per osservare gli effetti del suo aroma sul nostro comportamento, i ricercatori hanno testato tre gruppi di partecipanti, a cui è stato chiesto di svolgere il cosiddetto 'trust game' (gioco della fiducia) in tre stanze separate: nella prima era stato diffuso l'aroma di lavanda, nella seconda quello di menta, mentre nella terza stanza non c'era alcun profumo. Ad ogni partecipante sono stati consegnati 5 euro ed è stato chiesto di scegliere se dare o meno dei soldi ad un'altra persona: dalla somma donata è stato possibile quantificare il livello di fiducia reciproca.

I risultati hanno evidenziato che i partecipanti che svolgevano il test nella stanza profumata di lavanda cedevano molti più soldi al loro compagno rispetto agli altri. Una buona notizia per chi fa della negoziazione il proprio mestiere, ma non solo. «Questi risultati - commenta Sellaro - potrebbero avere applicazioni interessanti in diversi contesti»: potrebbero bastare due gocce di olio essenziale di lavanda in un diffusore per facilitare la vendita di un prodotto oppure per promuovere lo spirito di squadra nello sport.

ok-salute.it

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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