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Rimedi naturali per abbassare la febbre




La febbre indica sempre una condizione di infiammazione del corpo e quindi si può abbassare con i farmaci, ma anche con i rimedi naturali

La febbre, intesa come innalzamento della temperatura corporea, può avere diverse cause ma in genere è un sintomo di infiammazione del corpo. Ad esempio, quando l'organismo vien colpito da un attacco patogeno, ad opera di germi come virus e batteri, il suo sistema immunitario innesca subito una reazione di contrattacco inducendo un aumento della temperatura corporea perché l'eccesso di calore rende più difficile la sopravvivenza a e la proliferazione dei bacilli. Per questa ragione una febbre che non superi i 38° e mezzo, associata, ad esempio, ad una influenza stagionale o ad una infezione non grave, non va abbassata con i farmaci perché in questo modo si ritarda la guarigione.

 

Naturalmente una temperatura che invece superi tale soglia va abbassata per non procurare danno agli organi interni. Se di norma siamo abituati ad adoperare i comuni antipiretici da banco per ridurre la febbre, dobbiamo sapere che esistono anche rimedi naturali e omeopatici utili a tale scopo, efficaci e del tutto privi di controindicazioni ed effetti collaterali, e pertanto ideali in condizioni particolari, come la gravidanza, e per i bambini. Eccone alcuni.

Impacchi di ghiaccio e spugnature con aceto. Sono rimedi antichi, "della nonna", ma molto efficaci per abbassare la temperatura del corpo in modo naturale e per dare sollievo. In particolare vanno raffreddati la testa, i polsi e i piedi
Rimedi fitoterapici: le piante con effetto febbrifugo sono la tintura madre di Salix alba (50 gocce in poca acqua ogni 3-4 ore); l'estratto secco di Spirea ulmaria (2 capsule ogni 3-4 ore); e gli estratti secchi di Echinacea e Uncaria (2 capsule ogni 3-4 ore)
Omeopatia: i rimedi antipiretici sono Aconitum alla 9 CH (5 granuli anche ogni ora, per poi scendere a 5 ogni 3-4 ore); Belladonna alla 9 CH (5 granuli ogni1-2 ore); Eupatorium perfoliatum (5 granuli ogni 2-3 ore)
Tisane: le più efficaci per abbassare la febbre sono quelle all'uva passa, alla salvia e alla melissa, alla lattuga
Tisana al basilico antipiretica
Ingredienti:
5 g di foglie di basilico,
3 semi di cardamomo,
5 g di polvere di cannella,
600 g di acqua
Lasciate gli ingredienti nell’acqua bollente per 10 minuti. Filtrate e addolcite la tisana con zucchero di canna o melassa (o miele). Bevetene un bicchiere ogni due ore per abbassare la febbre

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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