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Le tisane rilassanti




Arrivi stressata o stressato dal lavoro, le preoccupazioni non ti danno pace, la giornata non è ancora finita che già pensi all’indomani: è davvero giunta l'ora di prendersi un momento di tregua! Nei momenti peggiori non c’è cosa più rasserenante del concedersi una buona tisana rilassante

Le tisane rilassanti: perché sono importanti
Bastano 5 minuti per preparare una tra le tantissime tisane rilassanti esistenti in commercio, e un’altra manciata di minuti per godersela. Quello della tisana rilassante dovrebbe essere uno spazio quotidiano di rilassamento, che fa parte della cura di sé. 
 
Uno spazio in cui, insieme al liquido che entra e scende nel nostro corpo, se ne vanno, lavati via, pensieri negativi e aspri, ci si concede una tregua e un risposo da tutto quanto ci gira attorno per entrare un po' in noi stessi.  Ecco perché sono così importanti le tisane rilassanti.
 
 
Le tisane rilassanti: come scegliere quella giusta
Di base le tisane sono di due tipi: già pronte confezionate in bustina, oppure in foglie d'erbe e piante essiccate, fiori, frutti, già miscelate o da preparare. In commercio esistono per le tisane rilassanti preparati di diverse marche e componenti, che hanno alla base un'erba principio attivo che favorisce e accompagna il rilassamento, e, in percentuale inferiore, piante, fiori, frutti od oli essenziali in grado di esaltarne gusto e proprietà. Con un po' di esperienza, possiamo anche noi indicare all'erborista di fiducia come preparare ottime tisane rilassanti, a seconda dei gusti personali.
 

Come preparare le tisane rilassanti? 

Se le tisane sono in bustina, basterà laciarle in infusione per il tempo indicato in acqua bollente, in una tazza possibilmente coperta, al fine di mantenere interne alla tisana proprietà che potrebbero evaporare. Se invece sono in foglie, si procede facendo bollire la miscela di erbe per uno/due minuti, si lascia riposare qualche minuto ancora, coperto, a seconda del tipo di tisana, si filtra il tutto nella tazza con l'aiuto dell'apposito colino. Da consumarsi prima del sonno per goderne appieno tutti i benefici!
 
Le erbe delle tisane rilassanti
Le tisane rilassanti possono avere diverse erbe come base, vediamo tra quali si può scegliere e quali sono le loro proprietà:
 
Malva: quest’erba è un vero tesoro, le sue proprietà sono utili per molti problemi.  Qui nello specifico contribuiscono al rilassamento del corpo e della mente. Un’ottima preparazione prevede la malva con aggiunta di ortica, gramigna, verbena e finocchio, un’ottima tisana della nonna
 
Passiflora: antispasmodica e calmante,  ai tempi della prima guerra mondiale, la passiflora fu persino utilizzata nella cura delle "angosce di guerra".
 
Camomilla: ha proprietà digestive, antispasmodiche, antinevralgiche, sedative, utile contro le infiammazioni, stimola la comparsa del flusso mestruale e ne allevia i dolori
 
Tiglio: aiuta conto i disturbi del sonno, è calmante e sedativo e ha ottime proprietà diuretiche
 
Valeriana: è il miglior rimedio naturale per il buon funzionamento del sistema nervoso centrale
 
Melissa: rilassa lo stomaco e le sue pareti, contro l’ansia che attacca e colpisce le viscere è l’ideale
 
Lavanda: cura il mal di testa, l’insonnia, la depressione
 
Biancospino: è utile per chi soffre di palpitazioni e tachicardia
 
Verbena: erba magica, nella tradizione popolare il giorno migliore per raccoglierla è la notte del 24 giugno, Notte di San Giovanni o Notte delle Streghe; la verbena favorisce la serenità e la pace interiore, allontanando le angosce. Il suo olio essenziale è un calmante e riequilibrante dell’umore.
 
Escolzia, o papavero della Calfornia: agisce sul sistema nervoso, favorendo il sonno, rilassando senza stordire, è miorilassante e attenzione...può dare assuefazione!
Curiosità: vi è mai capitato di trovarvi ad annusare il basilico prima di usarlo in cucina? Sappiate che è un ottimo rilassante naturale, base di preparazione di molte tisane.
 
Fonte: cure-naturali.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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