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IL DOMANI SORGE SEMPRE AL TRAMONTO




Il romanzo d’esordio della giornalista Mariagiovanna Saladino arriva in libreria e apre alle stanze di un’emotività tutta al femminile. Così per un libro che tutti gli uomini dovrebbero leggere e che tutte le donne avrebbero voluto scrivere. 

 
“Bisogna entrarci in certe stanze, dentro e fino in fondo.” E se la chiave che cercate è quella di una lettura che sia sincera ad ogni costo, anche quello di farvi correre lungo il tremito di emozioni all’improvviso alterate e violente, purché sia sempre chiaro ai vostri occhi il perché certe condizioni dell’oggi arrivino a deturpare l’animo umano, allora questo è il romanzo giusto. Giusto per meditare, capire e reagire: per impedire, attraverso l’impulso della riflessione, che quelle stesse condizioni si confondano con ciò che ci appartiene fino a rischiare di accettare e di “accomodarsi” sulle sponde di un pensiero rassegnato e conformato al più tragico e remissivo dei  “può accadere”… anche dentro se stessi, altrove e ancora.
Varcare la soglia di queste  stanze è avere tra le mani Il domani sorge sempre al tramonto, l’esordio in narrativa di Mariagiovanna Saladino edito da Herkules Books, un romanzo straordinario che muovendosi tra realtà e introspezione racconta in un’unica coraggiosa storia il riscatto di tante altre storie, nell’emblema di un’unica donna il simbolo più autentico dell’essere donna e madre. Questa effige di vera femminilità impera nella suggestiva immagine di copertina: c’è una donna, è incinta, è inginocchiata, ha lo sguardo perso, riflessivo, che si interroga, ti interroga: ha bisogno del lettore, ha bisogno che apra il libro e che cominci a sfogliarlo, avido, in ogni sua pagina. Dentro c’è tutto il suo accaduto: c’è il buio improvviso che ha oscurato le tenui tinte di un dolce tramonto, c’è la storia di una giornalista affermata e appassionata del suo lavoro che una notte viene aggredita e violentata selvaggiamente. Questa donna è Vera, e da quel buio lucido di copertina sta cercando tra le righe di pagine impetuose, a tratti crude ma sincere, l’alba di un autentico domani. Il suo, di domani, in questa storia, comincia al tramonto. Dopo la violenza subita, Vera rientra in redazione e le viene affidato l’incarico di redigere un’inchiesta importante: scandagliare e raccontare le storie di Marta, Ilaria, Nadia, Alice e Adele cinque madri assassine che nel bel mezzo della loro quotidianità fatta di alti e bassi decidono, senza un valido motivo, di togliere la vita ai propri figli, massacrandoli senza pietà. Vera entra con il suo dolore di donna violata nelle stanze del dolore di donne e madri che hanno violato, invece, l’innocenza della loro stessa vita e tra queste pagine, attraverso uno stile introspettivo che riesce a filtrare e modulare un turbine di sensazioni, emozioni, vuoti e moti dell’animo, Vera racconta e si racconta, interroga e si interroga: il professor Nardini, lo specialista che la segue dopo la violenza subita le comunica ch’è incinta … abortire è l’unica soluzione plausibile, ma vorrebbe dire uccidere: può diventare madre e accettare un figlio generato dal male? Può un bambino ancora in grembo subire un tragico epilogo senza alcuna colpa? Vera diventerà suo malgrado una Madre Assassina? 
Romanzo che non disattende: Il domani sorge sempre al tramonto edito da Herkules Books, a pochi giorni dall’uscita in libreria ha registrato un boom di vendite e consensi da parte dei lettori.  
È disponibile in tutte le librerie d’Italia e sui principali Bookstore online (Amazon.it , Ibs.it , Google.com/libri) 
 
Nota biografica dell’autrice 
 
Mariagiovanna Saladino (Lamezia Terme,1975), laureata in Lettere moderne, è una giornalista freelance. Nel 2012, con questo romanzo, è finalista in Calabria al premio letterario “La Giara” Rai, ma decide di non pubblicarlo. Partecipa con successo al Women’s Fiction Festival di Matera. È socia del EWWA (European Writing Women Association) con la quale pubblica un racconto “Io ti porto via … Ti racconto di un libro e della sua anima”, all’interno di una antologia dal titolo “Italia terra d’amore, arte e sapori”, legata all’Expo, scalando le classifiche di vendita su Amazon.
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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