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Decorazioni di Natale con frutta, piante spontanee e erbe aromatiche




Per le decorazioni di Natale rami di sempreverdi e di altre specie invernali, pigne, foglie fresche o essiccate, erbe aromatiche e piccoli frutti possono essere utilizzate per la realizzazione di decorazioni natalizie, a partire da ghirlande e centrotavola

Per la realizzazione delle vostre decorazioni natalizie, vi potrà essere utile ricorrere a:

Vischio
Agrifoglio
Abete
Alloro
Edera
Pigne
Ginepro
Rosmarino
Salvia
Fiori essiccati
Agrumi
Mele
Rametti
Castagne

E' preferibile avere la possibilità di raccogliere quanto necessario alla preparazione di centrotavola, segnaposto e ghirlande da appendere alle pareti direttamente dal proprio giardino o durante una passeggiata in un bosco. Potrebbe esservi utile rivolgervi ai vostri vicini di casa o ai parenti, nel caso nei loro giardini vi siano particolari piante di vostro interesse, ricordando come sia vietato recidere rami o potare alberi all'interno di parchi pubblici, mentre potrebbe essere semplice e divertente raccogliere pigne e rametti durante una passeggiata in campagna o lungo un sentiero lontano dal traffico. Se avvistate dei sempreverdi o delle piantine decorative interessanti nei giardini altrui, potreste pensare di arricchire proprio con esse il vostro giardino in primavera, in modo da poter utilizzare successivamente i loro rami, fiori, bacche o foglie nel periodo delle festività natalizie.

Se vi sarà necessario potare i rami di piante o raccogliere delle erbe aromatiche in una certa quantità, fate in modo di agire con cautela, evitando di rovinare la pianta per quanto concerne il suo aspetto estetico e di metterne a rischio la sopravvivenza durante l'inverno. Rami, foglie e erbe aromatiche potranno essere utilizzate per la realizzazione delle vostre decorazioni, anche intrecciandoli tra loro, oppure utilizzando come base un vassoio sul quale realizzare un centrotavola o del fil di ferro per dare vita ad una ghirlanda.
Mele, arance, pompelmi, scorze d'agrumi e castagne possono essere utilizzate per abbellire i vostri centrotavola e per arricchire i portacandele, ma anche per la creazione di piccoli segnaposto. Fa parte della tradizione, ad esempio, inserire dei chiodi di garofano negli agrumi, come arance o mandarini, per ottenere delle decorazioni allegre e aromatiche, da appoggiare al centro della tavola o su di un davanzale interno.

 

Fettine di arancia e bucce di agrumi possono essere a propria volta essiccate sui termosifoni ed utilizzate nella composizione di ghirlande da appendere alle porte, alle finestre o alle pareti.

Pigne, rami di sempreverdi, foglie e rami di alloro e erbe aromatiche possono essere utilizzate senza problemi per le decorazioni da posizionare all'interno degli ambienti domestici. Se vi dovesse capitare di effettuare la loro raccolta con alcuni giorni di anticipo, è importante che essi vengano conservati all'interno di sacchetti di carta o di fogli di giornale, oppure posati su semplici vassoi da lasciare scoperti, in modo che non vengano rovinati dall'umidità.

Da pigne, rami e foglie devono essere rimossi con un panno i residui di terra. Se fosse necessario intervenire con dell'acqua, è bene assicurarsi di asciugare il tutto con attenzione per evitare la formazione di marciumi. Ecco delle indicazioni specifiche e qualche curiosità per alcune delle piante che potreste decidere di utilizzare.
Edera

L'edera viene utilizzata soprattutto come pianta decorativa rampicante lungo pareti esterne e muretti, ma può essere utile anche nella realizzazione di decorazioni natalizie, in quanto alcune sue parti possono essere potate in modo tale da essere inserite in un vaso, facendo in modo che le foglie ricadano verso l'esterno.

Le estremità devono essere riposte subito in acqua, in modo che le foglie non appassiscano.
Agrifoglio

L'agrifoglio è una delle più tipiche decorazioni natalizie; la sua presenza nelle case e il suo utilizzo per la realizzazione di portacandele, centrotavola e ghirlande è ormai tradizionale. Gli esemplari femminili della pianta producono le tanto amate bacche rosse. I rami devono essere protetti dal gelo dopo essere stati tagliati, per evitare che foglie e bacche anneriscano.
Vischio

Ginepro

Il ginepro può essere scelto come pianta decorativa sia per utilizzare i suoi rami che le sue bacche, di colore blu. Può essere adatto alla realizzazione di ghirlande in abbinamento all'agrifoglio o al vischio. Le sue bacche possono abbellire centrotavola e segnaposto.

Alloro

I rami e le foglie di alloro, aromatiche e di un verde molto intenso, possono essere colti poco prima del Natale per la realizzazione di corone e di ghirlande. Alla fine delle feste, le sue foglie potranno essere lasciate essiccare appendendo i rami a testa in giù, dopo averli legati con uno spago. Le foglie di alloro essiccate potranno essere tritate ed utilizzate in cucina nella preparazione di tisane o nel condimento delle pietanze.

Fonte Greenme.it

 

 

 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Un legame invisibile unisce tutto ci che vive

C’è un legame invisibile che ci unisce alle persone, agli animali e a tutto ciò che vive.
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Nel mio studio di casa ho la foto di un mio antenato con il suo cane pastore maremmano. E' atipica rispetto alla moda di allora di farsi ritrarre: infatti sono stretti in un tenero abbraccio ed il mio antenato, in divisa da ufficiale del regio esercito, tiene in mano, oltre al guinzaglio, un piccolo mazzo di fiori di campagna.

Bene, quella è l'ultima foto che li trova uniti nel visibile, ma altri sottili fili, indistruttibili, evidentemente li legavano. Infatti nel momento stesso in cui, in una delle battaglie del Piave della prima guerra mondiale, il mio parente morì per un proiettile di mortaio, il cane, che si trovava a Messina, emise un urlo di dolore e cadde privo di vita.

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Abbiamo poi animali domestici che fanno di tutto per raggiungere, se abbandonati, i loro padroni. Il primato, se così vogliamo chiamarlo, spetta a Bobby. Nel 1923. dopo aver perso i suoi padroni in una cittadina dell'Indiana, percorse, con avventure di tutti i tipi, ben 5000 chilometri per ritrovarli. Li raggiunse, infatti, stremato e con i cuscinetti delle sue zampe così consumati da far vedere le ossa. Aveva attraversato, in inverno, le Montagne Rocciose, guadato fiumi ghiacciati come il Missouri e la sua storia fu attentamente, ricostruita, dopo aver intervistato centinaia di testimoni, dal presidente della Oregon Humane Society.

Ma è anche vero che le emozioni hanno altri percorsi per essere riconosciute ed anche in questo caso gli esempi sono infiniti (ricordo un testo del grande Leo Talamonti sui poteri psichici degli animali ed il classico di Bill Schul "I poteri psichici degli animali). Una studentessa, Silvia Fisher, abitante in Virginia, mentre stava facendo la spesa si sentì, improvvisamente, presa da un attacco di panico e di soffocamento, corse a casa e giusto in tempo per salvare il suo cane che stava per soffocare a causa del guinzaglio che si era impigliato in una cassapanca. E poi abbiamo cani che hanno "letto" il pensiero in esperimenti molto ben congegnati, e specie di animali che hanno ampiamente dimostrato di possedere precognizione e ben altro. Oggi, se ancora non lo sapete, i cani vengono usati in certi ospedali per fare diagnosi, per abbassare la tensione e la solitudine di molti.

Sul piano privato e personale posso dire che sin dalla nascita ho avu­to con me ogni tipo di animale ed ultimamente sono stato "adottato" da tre gatti. Mi hanno accettato nel loro gruppo e vivendo con me in casa si è stabilito un ritmo di scambio altamente istruttivo. Vi sollecito a fare un piccolo ed importante esperimento. Come sapete, i gatti, ogni tanto, chiudono le palpebre degli occhi. Bene, ricordando un esercizio da me usato nella meditazione e concentrazione sulla fiamma di una candela accesa, ho ipotizzato, oltre a quello che dicono gli studiosi di tutto il mondo, che quello poteva anche essere una forma di "linguaggio".

Infatti se uno dei miei gatti fa quel­l'azione, io faccio lo stesso e cerco di ricordarmi mentalmente, ed il più possibile, la sua immagine per­cepita ad occhi aperti. Dopo alcuni tentativi senza risultato, quando sono riuscito a trattenere dentro di me e con gli occhi chiusi l'immagi­ne per un tempo maggiore, il gatto Momo, il capo del gruppo, con un particolare miagolio mi ha fatto ca­pire che aveva percepito da me un qualche cosa di diverso! Ho aperto gli occhi e guardando la sua testa leggermente piegata ed il suo sguardo incuriosito, capii che qualche cosa di nuovo si era creato tra Momo e me. Non scorderò mai il suo sguardo fortemente incuriosito e la sua sorpresa nel guardarmi. Ora è un continuo contatto e scambio di suoni reciproci attraverso i quali riusciamo a ca­pirci oltre, come si suole dire, le "parole" e chi viene a casa mia ne rimane a volte turbato. Mah... co­me siamo strani noi esseri umani.

Non ci credete...? Provate con il vostro gatto domestico e capirete.

 

di Umberto di Grazia





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