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Jama Masjid




 I 10 luoghi da vedere a Nuova Delhi

Panoramica 

È il più grande luogo di culto di tutta l'India, un'imponente struttura in marmo rosso che rispetta fedelmente le tradizioni architettoniche arabe. Caratterizzata da sfavillanti minareti alti oltre 40 metri e dalle tradizionali cupole, al suo interno si respira un'atmosfera unica, sacra, che pulsa senza interruzione dalle preghiere dei fedeli.

Dettagli della location & mappa

Jama Masjid
Indirizzo:
Chandni Chowk
New Delhi
Delhi
India

Telefono: +91 11 2336 5358

Sito Web: www.delhitourism.gov.in

Destinazione: Moschea

Referral ID: 1356



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



L ora di religione: la soluzione non la materia alternativa

Un articolo pubblicato qualche giorno fa su “Avvenire” a firma di Paolo Ferrario riporta alla luce una questione mai sopita. Il giornalista (intervistando Nicola Incampo, responsabile dell’area Irc del sito culturacattolica.it) segnala con preoccupazione quanto Incampo indica come un’anomalia: all’atto dell’iscrizione all’anno scolastico 2013/14 non è stata richiesta contemporaneamente la compilazione dei moduli di chi si avvale e di chi non si avvale dell’Insegnamento di Religione Cattolica.

Gli alunni che non si avvalgono dell’Irc dovranno infatti consegnare il modulo contenente la loro opzione alternativa non all’atto dell’iscrizione, ma all’inizio del nuovo anno scolastico.

Che la scelta non debba essere tra Irc e attività alternativa è stabilito dalla sentenza 203/89 della Corte Costituzionale, secondo la quale frequentare l’Irc è “la risposta a un interrogativo della propria coscienza“. Non altrettanto può dirsi di qualsiasi materia alternativa – anche la più nobile e la più culturalmente significativa – che ciascuna scuola sia in grado di offrire. Tuttavia era prassi consolidata dalle circolari ministeriali degli anni trascorsi che anche il modulo contenente tutte le possibili opzioni per chi non si avvale dell’Irc venisse compilato dagli alunni all’atto dell’iscrizione. È stata questa una delle conseguenze di carattere organizzativo dell’anomalo e forzato inserimento nell’ambito dell’orario curriculare di una scuola laica di un insegnamento di carattere confessionale. Trent’anni di storia pregressa ci dicono quanto questa anomalia abbia prodotto in termini di discriminazioni e di contraddizioni.

La libertà di coscienza di chi non si avvale dell’insegnamento di religione cattolica consente una serie di soluzioni (anch’esse fonte di problema, peraltro: si pensi alla questione dei crediti scolastici per l’ammissione all’esame di Stato, che non contempera affatto pari opportunità per coloro che scelgono la soluzione dell’entrata o dell’uscita anticipata, o altre modalità che non siano l’attività didattico-formativa,violando il principio di uguaglianza).

Pertanto la battaglia del Comitato Nazionale Scuola e Costituzione per ristabilire il principio di laicità della scuola continua a mantenersi nella direzione di una non istituzionalizzazione di un insegnamento alternativo (benché oggi siano stabilite dai ministeri competenti le risorse per attuarlo), poiché la sua determinazione,a prescindere dalla qualità dell’offerta didattica, avalla, giustifica e legittima l’anomalo inserimento dell’insegnamento di religione cattolica nell’ambito dell’orario curricolare della scuola della Repubblica, della scuola della Costituzione. La battaglia di tutti coloro che non si avvalgono dovrebbe dunque essere rivolta contro la collocazione della religione in orario curricolare. Tutti i non avvalentisi dovrebbero denunciare l’inaccettabile privilegio consentito a una religione, sia pure maggioritaria, che contrasta pesantemente con l’uguaglianza riconosciuta nell’articolo 8 della Costituzione a tutte le confessioni religiose presenti nel nostro paese, e col principio della laicità dello Stato. Ciò non consente tuttavia al Miur, nel regime esistente, di accentuare la discriminazione in atto con un provvedimento che prevede un inizio d’anno nel caos per quanto riguarda l’organizzazione dell’orario e delle attività dei non avvalentisi, mentre l’Irc è fermo e solido al suo posto dal primo giorno di scuola.

La C.M.28 entrata in vigore in questi giorni dovrebbe essere prontamente modificata.  





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