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Montmartre a Parigi




I 10 luoghi da visitare a Parigi

Panoramica 

Nel 1800 Montmartre era il quartiere maledetto dove si recavano gli artisti squattrinati in cerca di fortuna e i borghesi annoiati con il pallino delle prostitute e del Moulin Rouge. Un quartiere irriverente, una città nella città, la collina che ha visto scorrere le vite di Picasso, Van Gogh e Modigliani. Si pensi che la Comune di Parigi è nata perché gli abitanti di Montmartre nel 1871, dopo la resa della Francia ai prussiani, non vollero consegnare il cannone che era a guardia della collina e uccisero i generali venuti a sedare la rivolta. Oggi Montmartre non è più il quartiere irriverente di Parigi, piuttosto una "trappola per turisti" che non si può fare a meno di visitare. E anche se i grandi artisti non ci sono più (sostituiti dagli invadenti e sempre presenti disegnatori di caricature) e la folla di turisti rende difficile anche muoversi, Montmartre possiede ancora un fascino particolare tutto da vivere.

Dettagli della location & mappa

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Le 6 Posizioni nel Dormire che Rivelano il tuo Carattere

Da uno studio condotto da Chris Idzikowski, direttore dello Sleep Assessment and Advisory Service di Londra, è emerso che la posizione assunta durante il sonno da un determinato soggetto può rivelare elementi significativi del carattere dello stesso. Idzikowski, in altri termini, si fa sostenitore del seguente assunto: “Dimmi come dormi e ti dirò chi sei”. A quanto pare, infatti, noi tutti quando dormiamo, essendo liberi da ogni tipo di inibizione o divieto razionale, esprimiamo il nostro io più autentico.

Sono sei le principali posizioni individuate dal gruppo di studio di Idzikowski legate ad altrettante inclinazioni caratteriali. La prima è la cosiddettaposizione fetale (quando si dorme su un fianco con le ginocchia e le braccia raccolte), assunta dal 41% della popolazione adulta. Essa rivela un profondo desiderio di rassicurazione di protezione e riguarda perlopiù soggetti apparentemente freddi e distaccati, ma che in realtà celano una profonda sensibilità emotiva. La posizione a tronco (15%), che ricorda quella del fusto di un albero, prevede che le braccia siano ben distese lungo il corpo e che il capo sia poggiato sul cuscino; essa è tipica dei soggetti estroversi e socievoli e che, talora, si fidano troppo ingenuamente del prossimo. La posizione del cercatore o del richiedente (13%) è tipica di quei soggetti che hanno una personalità piuttosto complessa (dormono su un fianco e hanno le braccia protese in avanti); essi, infatti, presentano un carattere schietto e aperto, ma, all’occorrenza, possono diventare diffidenti e cinici. La posizione del soldato, ovvero quella di chi dorme sdraiato sul dorso e con le braccia lungo i fianchi, è assunta da circa l’8% degli intervistati. Essa rivela un carattere riservato, rigoroso e leale, tipico di coloro che pretendono molto dagli altri ma anche da se stessi. In caduta libera, invece, è la posizione di chi dorme prono abbracciando il cuscino e con la testa rivolta verso il basso; si tratta di persone estremamente passionali e determinate, ma che non sono in grado di gestire le situazioni critiche e stressanti. Infine vi è la cosiddetta posizione a stella marina (5%) tipica di chi dorme supino e ha le braccia aperte sul guanciale. Si tratta di soggetti generosi, disponibili e per nulla egocentrici.





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