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Il nostro pensiero capace di influenzare e dirigere la nostra vita




“Ogni pensiero sorge nella mente,
nel suo sorgere mira a passar fuori della mente, nell'atto;
proprio come ogni pianta, germinando, cerca di salire alla luce.”
Ralph Waldo Emerson

 

A questo punto è doverosa la domanda: “Ma se noi siamo in interazione e sintonizzazione costante, se noi siamo parte di quel Tutto che in sé è comprensivo del moto di prima formazione, di quell’essenza Divina che ci permette di generare e di dar senso all’esistenza, possiamo consapevolmente scegliere verso quale orizzonte aspirare? Possiamo direzionarci e lasciarci guidare dalla pura essenza della nostra anima? Dall’amore che tutto genera?”
La realtà è in movimento continuo (1), la vita è azione perenne, continuo divenire e l’azione è movimento e il movimento altro non è che movimento intenso di onde, di onde di energia che si propagano, che si legano con quelle che sulla strada toccano, dando luogo all’accordo e di conseguenza alla creazione di nuovi orizzonti, di nuove dinamiche energetiche. La creazione, dovuta all’accordo delle onde, è favorita sia dal pensiero che dal movimento fisico vero e proprio. Nulla si genera senza un desiderio o un pensiero intenso, tutto si accorda al movimento mentale e fisico della persona, la realtà che noi giornalmente sperimentiamo si costruisce e si realizza in base a questa dinamica energetica. Per questo è importante rimuovere i pensieri e i movimenti fisici di polo negativo dal nostro essere e sforzarsi affinché solo il positivo possa essere prodotto, dapprima nel pensiero e, soltanto dopo nel movimento, nell’azione, dando luogo alla realizzazione.

Se invece si persevera nello schema mentale negativo nessuna realizzazione in bene potrà esserci e compiersi, ma soltanto il riflesso dei nostri pensieri verrà fuori e vedremo sempre più buio intorno, sempre più preoccupazione e disperazione.
Al contrario poiché siamo esseri intelligenti, dotati di grande potenziale mentale, possiamo dirigere il pensiero verso il movimento positivo, dando luogo al cambiamento di produzione delle frequenze delle onde, in modo tale che solo vibrazioni alte possano essere prodotte, vibrazioni positive che possono accordarsi con le altre presenti nella realtà circostante dando luogo al cambiamento totale di tutte le cose. L’universo è ricettivo molto più di quanto si possa immaginare, in quanto tutto è in un accordo preciso e si allinea con le frequenze in entrata e in uscita dando luogo all’accadere delle cose.

Le dinamiche del pensiero umano hanno ripercussioni fortissime sulla realtà che ci si presenta. Tanto più si persevera in forme di pensiero negative, tanto più sofferenza si paleserà intorno a noi, e ci sembrerà che tutto sia ad un punto morto senza via d’uscita. Al contrario se si darà il “la”, alla produzione di pensiero positivo, iniziando a vedere la Luce o, quantomeno uno spiraglio, nel grande buio che ci avvolge, le cose muteranno in maniera rapidissima, in quanto avremmo permesso l’accordo dell’energia esterna alla nostra, di energia nuova, creatrice, non contenente distruzione, di onde di pensiero positive che daranno origine anche all’azione del nostro corpo fisico e che si accorderanno all’energia positiva universale dando luogo alla realizzazione in positivo. Queste onde di pensiero e di movimento, altro non sono che luce purissima, luce che si accorda a luce della stessa carica, luce che in fin dei conti altro non è che amore, amore capace di dare luogo al vero miracolo nella nostra vita.
Saremmo capaci di grandi cose se solo abbandonassimo il nostro vecchio modo di pensare e i vecchi schemi mentali. Tutto parte da noi, il miglioramento sarà favorito soltanto se verso questo ci dirigeremo, se noi invece non ci porremo in questa direzione nulla cambierà, tutto rimarrà com’è e solo afflizione avvertiremo dentro e fuori. Al contrario, se saremo decisi nel nostro movimento, in un nuovo inizio tutto cambierà velocemente. Dalla mancanza arriverà l’abbondanza, dall’assenza arriverà la presenza. Saremo capaci di compiere il salto quantico (2) e di rimettere in moto il tutto, cambiando ogni cosa.
“Chi inizia è metà dell’opera” recitava un vecchio detto, iniziare e sperare, sperare non significa soltanto rimanere fermi in attesa che tutto volga, ma sperare significa mettersi nella posizione di azionare il Tutto e di dar origine alla trasformazione delle cose.

“SCIENTEMENTE”: LA SCELTA
Ogni giorno la vita ci pone di fronte ad un bivio, a delle scelte e le decisioni da prendere nel corso del tempo si fanno sempre più difficili in quanto le conseguenze che queste portano con sé influenzano in modo determinante il nostro agire e il nostro futuro. Non è sempre facile trovare la strada giusta, infatti, quando pensierosi ci poniamo nella situazione e nella centratura di una scelta, in realtà stiamo semplicemente formulando una domanda che potrà essere accolta oppure meno. Accolta, ma da chi?

Nel momento in cui ci sediamo a tavolino con noi stessi cercando di capire cosa sia meglio per il nostro futuro e per la nostra direzione prossima di vita, in realtà stiamo impartendo una richiesta ben precisa verso il Tutto ricettivo il quale veloce accoglie, trasmutando la nostra volontà in vibrazioni elevate le quali pian piano si vanno ad accordare all’evento, al fine che esso possa concretamente realizzarsi.
Più sentitamente e volontariamente si vorrà raggiungere l’obiettivo, più questo ci apparirà vicino, nessun ostacolo si frapporrà tra noi e questo, il cammino procederà spedito, in quanto tutta la realtà vibrerà secondo le nostre convinzioni e le nostre scelte. Tutto il creato si accorderà inscindibilmente all’onda di pensiero prodotta originariamente portando a compimento e creazione quanto sperato e pensato.
Ferrea volontà nel volere e nell’agire. Nessun dubbio però dovrà insinuarsi nella nostra mente, in quanto l’universo, il Tutto risponderà ad entrambi, sia alla volontà fiduciosa, sia alla paura e al dubbio rendendo più arduo il cammino verso la realizzazione dell’obiettivo sperato. L’essere fiduciosi e il non fasciare il nostro capo con bende troppo strette, sono i passi fondamentali da compiere, in quanto vibrando nella serenità e nel pensiero positivo, senza nessuna paura di non farcela e di non essere all’altezza, tutto si accorderà velocemente senza che nessun’altra vibrazione di polo opposto ne ostacoli il raggiungimento.

Difficile per noi, cresciuti con una consapevolezza materialistica della realtà, è il calarsi fino in fondo in questo maestoso e magnifico meccanismo del creato, che permette che tutto si realizzi e prenda forma e compattezza. Difficoltoso è modificare il proprio pensiero, difficile è il cambiamento di traiettoria. Difficile è spostarlo verso il polo positivo, verso il maggiore e non il minore, verso il + e non verso il -. Quando questo si sposta e contiene in sé carica positiva, attira a sé altra carica positiva e non negativa. Si accorda inscindibilmente all’evento che ancora non si realizza concretamente ma che potenzialmente già esiste. Esiste in quanto sfrutta il potenziale di carica del pensiero stesso, nel senso di accordo indissolubile e profondo con l’elemento di base, interno e comune al Tutto. [….]


Note
(1) “Dove noi vediamo il nulla, ciò che ancora non c’è, è lì che invece c’è il Tutto.” Persino il noto fisico inglese Stephen Hawking, che occupa oggi la cattedra lucasiana di matematica a Cambridge (la stessa che fu di Newton), afferma che il “nulla vibra”. Secondo lui, l’Universo è nato da un nulla che vibra quantisticamente nella dimensione di 10-34 cm.
(2) La meccanica quantistica definisce salto quantico (dall'inglese quantum leap o quantum jump) il “salto” che un elettrone fa da un orbitale all’altro, rilasciando o assorbendo energia. Tale concetto viene attualmente utilizzato per riferirsi al salto della coscienza, ossia al risveglio interiore personale come ingresso in una nuova dimensione esistenziale a livello cosmico, che comprende ogni cosa.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

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Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

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Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

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E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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