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La felicit qui e ora




Se il reale è possibile e disponibile, perché continuare a sognare?

Oggi in pochissimi riescono a vedere la Realtà oggettiva delle cose, ognuno di noi vive la sua realtà, fatta di pensieri, ricordi, pregiudizi, timori, sentimenti positivi e negativi, siamo in balìa delle emozioni, nel bene e nel male.

Lottiamo come dei pazzi per raggiungere le vette della vita e crediamo che, una volta arrivati, potremmo avere accesso alla felicità, ma non è così.

Otteniamo il risultato sperato e in un primo momento siamo al settimo cielo, ben presto però torniamo alla normale routine e un nuovo desiderio nasce dentro di noi e il ciclo ricomincia: la nostra felicità è legata alla ricerca di continui desideri, di continue mete, siamo vittime di un ciclo infinito, fatichiamo tanto, troppo, per brevi momenti di gioia.

Se riuscissimo a VIVERE le nostre sensazioni, i nostri fallimenti, i nostri successi, le nostre delusioni, i nostri rimpianti e rimorsi senza essere schiavi di essi, se riuscissimo a non perdere la nostra stabilità, la nostra serenità, a non godere solo dei brevi istanti, soltanto allora potremmo accedere alla Verità, ad un angolo di pace, immutabile e separato dagli accadimenti esterni, non privo di sentimento ma anzi carico di energia come non mai.

I fatti negativi della vita accadono ma noi potremmo avere sempre accesso alla Quiete, che non è un qualcosa da creare, la Quiete è dentro di noi, è sempre stata dentro di noi, non si trova all’esterno, non ci ha mai abbandonato, bisogna solo farla riemergere, ridarle luce, quella stessa luce che noi le abbiamo negato puntando i riflettori altrove.

E’ possibile accedere alla vera Felicità o meglio alla Realtà ultima libera dalle illusioni e dalle paure create dalla mente? L’estasi suprema, l’orgasmo totale con l’universo di cui parlano i mistici come Osho, Tolle, il Buddha, Cristo, è possibile?
Questi personaggi sembrano gridare all’umanità intera di si, e molti altri mistici ne sono la prova.

Legare la nostra felicità ad una meta esterna vuol dire essere schiavi degli accadimenti e quindi della mente che li interpreta come positivi o negativi. Il cervello umano dovrebbe agevolare l’esistenza dell’individuo, aiutarlo nelle scelte, mai renderlo schiavo.

Ciò che conta non è tanto la meta ma il viaggio. Molti interpretano male quest’ultima frase, la associano a vivere la vita in attesa di una comprensione futura, in attesa di una serenità che arriverà: quelle persone non hanno capito nulla.

La felicità è già qui e ora. Qualunque cosa ti sia accaduta la felicità prescinde da te, tu sei come una goccia del mare che si guarda continuamente intorno in cerca dell’oceano, ti senti separato da esso perché la mente ha un enorme potere su di te.
Il giorno in cui tu, goccia, capirai di essere Oceano ti sveglierai dal sonno e dalle illusioni in cui sei immerso e proverai la vera Felicità.

 

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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