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Festa della donna. Le 10 leggi che hanno cambiato la vita delle donne italiane.




Ecco come si è evoluta la vita della donna negli ultimi settant'anni.

Dal suffragio universale femminile a oggi, l'evoluzione dello status della donna italiana nel corso degli ultimi settant'anni si è completamente rivoluzionato.

10 leggi ne marcano le svolte nella società e portando ad una maggiore parità dei due sessi e alla flessibilità nei ruoli. Parliamo di conquiste significative datate anni '70, complice, anche,  il movimento di emancipazione che arriva da America e Europa. Divorzio e aborto, insieme alle nuove norme sul lavoro, sono grandi vittorie per le donne italiane. Ma fondamentali saranno anche gli anni 2000,  quando finalmente verranno riconosciuti come reati specifici lo stalking e il femminicidio.

VOTO ALLE DONNE

E' solo nel dopoguerra che le donne acquisiscono pieni diritti civili, con la legge del 1945 che assicura il suffragio universale femminile. Le donne votano per la prima volte alle amministrative nel marzo dell'anno successivo, alle politiche il 2 giugno del 1946 in occasione del referendum tra monarchia e repubblica

LA COSTITUZIONE

La Carta costituzionale, in vigore dal 1948, sancisce la parità della donna con l'uomo. L'art. 3 stabilisce che "tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso...". L'art. 31 "protegge la maternità", il 51 dichiara pari condizioni di accesso a uffici pubblici e cariche elettive, ecc. Nella foto Nilde Iotti, membro dell'assemblea costituente

LA PROSTITUZIONE

La legge Merlin (1958), dal nome della senatrice prima firmataria (a sinistra nella foto), abolisce le case chiuse e introduce una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento della prostituzione e il favoreggiamento

MAGISTRATE, POLIZIOTTE E SOLDATESSE

Nel 1963 la magistratura apre le porte alle donne, nel 1981 la Polizia, mentre bisognerà aspettare il 1999 per l'Esercito. Da questa data le donne potranno accedere alla carriera militare, partecipando ai concorsi

DIVORZIO

 

La legge 898 del 1970 introduce la possibilità di separarsi e in seguito di divorziare. Tutela i minori e il coniuge più debole

MATERNITA'

Con la legge del 1971 viene esteso il congedo a cinque mesi e abrogata la legge fascista sui contraccettivi. Quattro anni più tardi vengono istituiti i consultori pubblici

DIRITTO DI FAMIGLIA

Nel 1975 la riforma del diritto di famiglia sancisce l'eguaglianza dei coniugi, abolisce il concetto di 'capofamiglia' e riconosce i diritti economici a marito e moglie. Resta la discriminazione legata al cognome: i figli prendono quello del padre

ABORTO

Con la legge n° 194 del 1978 l'aborto cessa di essere un reato. Una conquista raggiunta grazie alla campagna nazionale portata avanti in primis dal partito radicale. La nuova normativa aumenta i finanziamenti per i consultori e disciplina l'interruzione volontaria di gravidanza, ponendo fine alle pratiche illegali e puntando sulla prevenzione

DIRITTO D'ONORE

Nel 1981 viene eliminata l'attenuante per chi commette omicidio ai danni di una donna adultera o di un amante. Scompare anche l'istituto del matrimonio riparatore che permetteva agli stupratori di evitare la condanna, sposando la vittima

VIOLENZA SESSUALE, STALKING E FEMMINICIDIO

Nel 1996 con la riforma del codice penale si riconosce che la violenza sessuale è reato contro la persona e non contro la morale. Conseguentemente le pene vengono inasprite. Nel 2009 viene introdotto il reato di stalking, che dal 2013 prevede l'arresto obbligatorio. Nello stesso anno sono state introdotte nuove misure che prevedono una maggiore tutela delle donne. Sono stati introdotti tre nuove aggravanti (Femminicidio): quando il fatto è consumato ai danni del coniuge, anche divorziato o separato o del partner pure se non convivente. Quando maltrattamento, violenza sessuale e atti persecutori sono condotti ai danni di donne incinte. Quando la violenza si consuma alla presenza di minori di 18 anni (foto Ravaglia)

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



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