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Erbe per il ciclo mestruale




Rimedi verdi per il ciclo mestruale

Le mestruazioni sono una delle manifestazioni più naturali della fisiologia femminile. Se per un periodo vengono a mancare oppure se si verificano anomalie nella loro comparsa, può significare che si è persa quella spontaneità che contraddistingue il ciclo mestruale femminile. Questi disturbi segnalano che un’armonia è venuta a mancare. Si tratta di uno squilibrio che interessa psiche e corpo e che le proprietà delle piante possono aiutare a colmare.

Come? Scegliendo il rimedio fitoterapico che più si “sposa” con la nostra personalità e che meglio abbraccia i sintomi del disturbo. Sono tante le soluzioni che vanno a curare ogni tipo di anomalia del ciclo mestruale.

Ad ogni sintomo del ciclo mestruale la sua soluzione

- Angelica (Angelica archangelica) per un ciclo mestruale scarso e doloroso, è il rimedio fitoterapico consigliato a quelle donne che vivono le proprie emozioni con freddezza. I sintomi più frequenti sono stanchezza, perdita di entusiasmo, calo di desiderio sessuale, mestruo scarso e doloroso, accompagnato spesso da cefalea. Il malessere può essere originato da insoddisfacenti rapporti con il partner.

La donna ha difficoltà ad entrare in intimità con l’altro, a lasciarsi andare e tende a nascondere i propri istinti. L’Angelica, in questi casi, è da assumere in tintura madre, 15 gocce 2 volte al dì per un mese.

- Stellaria (Alchemilla vulgaris), per un flusso del ciclo mestruale troppo abbondante. L’azione benefica di questa pianta si estende a tutti i disturbi uterini, la si ritiene efficace anche come terapia preventiva dei fibromi all’utero. Regolarizza inoltre le mestruazioni troppo abbondanti e aiuta nella cura delle leucoree (perdite bianche). Si consiglia l’assunzione in decotto. Bollire un cucchiaino di Stellaria in una tazza di acqua e filtrare, berne una al mattino ed una alla sera.

-Argentina (Potentilla anserina), per la polimenorrea (Quando il ciclo mestruale si presenta con un anticipo di almeno tre giorni). La donna ideale per questo rimedio è poco propensa a rimanere coi piedi per terra, tende con voli di fantasia a mettere in secondo piano gli elementi della realtà. Il tipo, insomma, che tende ad avere “la testa fra le nuvole”, in continua rincorsa verso la realizzazione dei propri sogni. In questo senso le irregolarità mestruali di cui soffre sono legate a una mancanza di contatto con l’elemento “terra” e tutto ciò che rappresenta da un punto di vista simbolico: la madre (“terra madre”), la concretezza del femminile e il ritmo cadenzato delle stagioni. È quindi una donna fluttuante, sganciata dalla materia, ma bisognosa di recuperare le proprie radici femminili, senza il sostegno delle quali cade facilmente in situazioni caotiche, di scarso equilibrio. Consumare l’infuso di Argentina due volte al giorno dopo i pasti, per due mesi.

- Achillea (Achillea millefolium), per i dolori intensi durante tutto il ciclo mestruale. Questa pianta è indicata per le donne curiose, comunicative che amano occuparsi di attività diverse, senza concentrarsi su una in particolare. Donne così, proprio per la loro natura “aerea”, se costrette a seguire un itinerario obbligato si sentiranno imprigionate. Non è raro che questa tipologia sia soggetta a emorragie , che sembrano mimare l’uscita improvvisa dell’energia-sangue fuori dai soliti “canali”. Assumere, per questo tipo di problema, l’Achillea in tintura madre, 20/30 gocce, dalle 2 alle 4 volte al giorno. Un mese il periodo di cura.

- Altro rimedio naturale ottimo per i disturbi del ciclo mestruale di origine nervosa ed efficace sedativo dei dolori del ciclo è la Camomilla (Matricaria camomilla) . Proprio nel nome sono racchiuse le proprietà benefiche di questa pianta: “matricaria”, deriva infatti dal latino “matrix”, che significa utero. La camomilla si assume in tintura madre, 20 gocce, 2 o 3 volte al giorno lontano dai pasti.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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