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Cerotto anticoncezionale: prezzo e dove acquistarlo




Il cerotto anticoncezionale è un metodo contraccettivo acquistabile in farmacia su prescrizione medica


Cerotto anticoncezionale informazioni

Il suo costo varia in base alla marca, al rivenditore a cui ci si rivolge e a seconda che si scelga la confezione da tre, nove o 18 pezzi. Generalmente, comunque, il prezzo si aggira intorno ai 13 euro. Tale cerotto deve essere applicato su determinate parti del corpo, quali addome, natiche, avambraccio superiore o sulla parte alta del torace, e deve essere cambiato dopo sette giorni, per tre settimane consecutive, poi si fa  una pausa. Il cerotto rilascia una combinazione di estrogeni e progestinici attraverso la pelle: questi ormoni impediscono l’ovulazione. La sua azione contraccettiva è pari al 99%, ma non offre alcuna protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili. Per far sì che il cerotto funzioni regolarmente, è necessario accertarsi tutti i giorni che sia ancora ben attaccato alla pelle. Se si è staccato da meno di un giorno, riapplicatelo o attaccatene uno nuovo il prima possibile. Se sono passate 24 ore da quando il cerotto si è staccato, o non avete la certezza di quanto tempo sia passato, dovete ricominciare l’intero ciclo. Applicate quindi un nuovo cerotto e tenete a mente il giorno della settimana: sarà il nuovo giorno per il cambio. Attenzione: per i primi sette giorni potreste non essere adeguatamente protette da una possibile gravidanza, per cui si consiglia di utilizzare un metodo contraccettivo aggiuntivo (il preservativo). È comunque importante sottolineare che le probabilità che il cerotto si stacchi sono davvero molto basse, pari al 2%. L’organismo, in seguito alle modifiche ormonali dovute al cerotto, può reagire provocando la comparsa di alcuni sintomi, come: mestruazioni irregolari, irritazioni cutanee nella zona di applicazione del cerotto, ritenzione idrica, aumento della pressione sanguigna, nausea, mal di testa, dolori al seno, sbalzi di umore, dolori mestruali o addominali. 

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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