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La dieta alcalina




Non si limiterebbe a far perdere peso ma sarebbe utile anche per prevenire insonnia e malattie cardiache. In più migliorerebbe l'umore e fortificherebbe unghie e capelli. Tutto questo grazie al consumo di cibi alcalinizzanti. Ma sarà proprio così o si tratta dell'ennesima «bufala»?

Nel mare magnum dei libri o delle informazioni sulle diete in voga in questo periodo, avrete sicuramente sentito parlare della dieta alcalina, senza alla fine capirci molto. In effetti, qualche dubbio o perplessità in merito esiste, soprattutto da parte della comunità scientifica che ancora non ne ha comprovato gli effettivi benefici. Proviamo a fare un po' di ordine e a capire quali sono i pro e i contro.

La dieta alcalina, o altrimenti detta dieta del pH o dieta acido - base, si basa sulla convinzione che alcuni alimenti che consumiamo contemporaneamente possano alterare l'acidità dell'organismo, influendo sul pH dei fluidi corporei, come per esempio il sangue, e che questa alcalinizzazione possa avere effetti benefici nel prevenire o curare le malattie. Teorico di questa convinzione è Robert Young, che scrisse un libro su questo tipo di dieta, ma il cui curriculum non è certo incoraggiante: dopo aver conseguito una laurea online in medicina, nel gennaio di quest'anno è stato arrestato per truffa e per esercizio abusivo della professione. Di fatto, questo tipo di teoria ancora non ha trovato riscontro scientifico per mancanza di prove cliniche e ad oggi non è raccomandata né da dietisti né da nutrizionisti.

Secondo Young, alcune patologie come il sovrappeso, la ritenzione idrica, il cancro, l'ipercolesterolemia o i calcoli renali, possono essere causate dall'acidificazione del sangue. La dieta alcalina, quindi, si propone come cura, riportando il pH del sangue a livelli superiori a 7. Questo si traduce in pratica nel consumare ogni giorno una dieta composta dal 70 – 80% di cibi alcalini e i restanti 20 – 30% di cibi acidi.

Leggi anche: 

Charlize Theron e Jennifer Aniston? In forma con la dieta McKeith

I 10 cibi che fanno ingrassare di più

Fonte: Vanity Fair

Autore: Francesca Favotto 

Link: http://www.vanityfair.it/benessere/dieta-e-alimentazione/14/10/31/la-dieta-alcalina

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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