Faredelbene.net



diete -> Charlize Theron e Jennifer Aniston? In forma con la dieta McKeith


Charlize Theron e Jennifer Aniston? In forma con la dieta McKeith




Con il regime alimentare di Gillian McKeith, la nutrizionista delle star, niente bilancia o conteggio delle calorie, è il rapporto con il cibo che cambia, a partire dalla presa di coscienza degli errori commessi a tavola

Tiene in forma Demi Moore, Jennifer Aniston, Charlize Theron e Madonna. La nutrizionista delle star Gillian McKeith ha messo a punto un regime alimentare per restare magre per sempre!

Non si tratta infatti di una vera e propria dieta, ma un programma per instaurare un nuovo e corretto rapporto con il cibo, a partire dalla presa di coscienza degli errori che si commettono a tavola.

Almeno durante la prima settimana, Gillian McKeith consiglia di tenere un diario alimentare, per vedere nero su bianco cosa si è effittivamente mangiato e quali sensazioni hanno accompagnato i pasti.

Sì a tanti smoothie, da mangiare a colazione o come snack. La giornata comincia con acqua calda e limone e si conclude con una porzione di verdure crude.

La dieta McKeith è un regime detox che punta a eliminare grassi e alimenti raffinati, così da sgonfiare il giro vita e acquisire una sensazione di benessere generale. Il tutto senza contare le calorie o ossessionarsi con la bilancia.

Tra gli alimenti preferiti ci sono i germi di grano, tè e tisane.

Leggi anche: 

I 10 cibi che fanno ingrassare di più

La dieta Alcalina

Fonte: Vanity Fair

Autore: Alice Rosati

Link: http://www.vanityfair.it/benessere/star-program/15/02/17/la-dieta-mckeith-demi-moore-jennifer-aniston-charlize-theron

Referral ID: 1356



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Articoli Recenti

PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Zolfo, sale e mercurio nel Flauto Magico di Mozart

Il re o dio che muore e rinasce, è un tema che ritorna spesso nelle religioni misteriche e nell’alchimia.  L’esempio più conosciuto è il dio egizio Osiride.  Nella letteratura religiosa e alchemica questo processo del dio che muore, il dolore di sua moglie o della madre e la rinascita vengono descritti nei minimi dettagli.   Vediamo il tema ritornare nel cristianesimo dove Gesù Cristo muore, Maria e Maddalena lo piangono, e Cristo resuscita dopo tre giorni.  Il cristianesimo nacque infatti nell’impero romano dove il sincretismo era la regola.  Nelle religioni misteriche questo racconto di morte e resurrezione viene presentato al candidato come un processo che deve aver luogo in lui.  Anche nel cristianesimo è così.  Nel vangelo di Giovanni, Gesù Cristo dice a Nicodemo che se vuole entrare nel Regno di Dio deve rinascere dall’acqua e dallo spirito.

L’influente alchimista inglese George Ripley (1415–1490) che visse in Italia per vent’anni, prese molto alla lettera questo concetto di rinascita del vangelo di Giovanni.  Nella sua Cantilena racconta di un re che desiderava entrare in paradiso.  Ma Cristo gli dice che per entrarci deve prima rinascere.  Per questo il re torna nel ventre della madre per dissolvervisi, quindi morire.  Dal testo si capisce chiaramente che si tratta della madre terra.  Da vero alchimista, Ripley descrive il processo di morte nei minimi dettagli.  Il re diventa uno con la madre, la madre soffre per la morte del re. Mentre il re muore, Mercurio le porta carne di pavone che lei mangia gentilmente e sangue del leone verde che lei beve in una coppa dorata di Babilonia.  Carne di pavone e sangue di leone verde sono, esattamente come Mercurio, noti simboli alchemici.  Anche l’alchimista Michael Maier (1568–1622) descrive la morte del re, che questa volta è equiparato a Osiride.  Questo stesso racconto compare in ogni genere di varianti nella letteratura alchemica.

 

Nel suo libro sul Flauto Magico lo studioso olandese  Tjeu van den Berk ha paragonato nei dettagli l’opera il Flauto Magico di Mozart con la letteratura alchemica e riconosce ovunque nell’opera riferimenti all’alchimia.  A partire dall’ambientazione in Egitto e dal titolo.  Nei circoli intellettuali ai quali Mozart apparteneva l’Egitto era ritenuto la culla delle religioni dei misteri e dell’alchimia.  Chi è dunque il re che muore nel Flauto Magico?  Secondo van den Berk è il padre di Pamina.  Durante l’opera non vediamo mai il padre di Pamina, ma via via che il racconto prosegue lo spettatore viene a sapere sempre di più su di lui: innanzitutto che era già morto prima che il dramma iniziasse, che è il padre di Pamina, che era un re, che portava sul petto il segno del sole settemplice, che aveva destinato Pamina ad appartenere agli iniziati, che aveva creato il flauto magico dal legno di una quercia millenaria…. Il re gioca quindi un ruolo molto importante nel dramma, anche se non arriviamo mai a vederlo.

La prima cosa che lo spettatore vede quando il sipario si apre dopo l’ouverture è il principe Tamino inseguito da un serpente.  Nel manoscritto c’era inizialmente un leone al posto del serpente.  Più tardi Mozart ha cancellato “leone” e ci ha scritto sopra “serpente”.  Anche le trombe e i timpani che dovevano accompagnare il leone furono cancellati.  Ora, chi è il serpente secondo van den Berk?  È l’acido solforico o in altre parole: vetriolo, una materia che dissolve e purifica, nell’alchimia anche scritto: vitriol. Gli alchimisti velano il loro cammino di iniziazione con descrizioni di animali e sostanze chimiche.  La natura animale, astrale, dell’uomo deve essere trasmutata per giungere a un’anima immortale.  L’alchimista Archarion dice del vitriol dei saggi che viene rappresentato come un leone verde, un serpente o un drago.  Molte materie si dissolvono nell’acido solforico, per poter iniziare qualcosa di nuovo bisogna dissolvere il vecchio.  Al tempo di Mozart il leone e il serpente dello zodiaco egizio venivano raffigurati assieme.  Il paesaggio è roccioso, è il regno della Regina della Notte, la madre terra, il ventre materno dove il re muore e rinasce.

 

Vitriol o il leone verde dell'alchimia

 

Cosa è successo secondo van den Berk?  Il padre di Pamina, il re, si è dissolto nella madre terra.  Si è trasformato in prima materia.  Secondo gli alchimisti l’universo consiste in prima materia.  Per costruire un’anima immortale è necessario prima disporre di prima materia.  Ora, alla prima materia bisogna sottarre tre sostanze: zolfo, sale e mercurio.  Secondo van den Berk, Mozart segue qui l’alchimia di Paracelso dove si parla di questi tre elementi.  Lo zolfo è l’elemento maschile e secondo van den Berk questo è Tamino, il principe che viene inseguito dal serpente, l’acido solforico, ciò che rimane del padre di Pamina.  Pamina è il sale, l’elemento femminile che attraverso tutta una serie di processi alchemici alla fine giunge a un’unione permanente con Tamino, leggi: celebrare le nozze alchemiche.   Pamina è la figlia quindi proviene dal re, e Tamino, in quanto sposo, anche.  E chi è quindi il mercurio, l’elemento legante?

Papageno è mercurio.  Van den Berk dimostra che il Papageno alato è il mercurio che viene utilizzato dall’alchimista Sarastro per portare il sale e lo zolfo ad unirsi l’uno all’altro.  Il carattere volatile, resistente di Mercurio viene interpretato molto bene da Papageno, come pure le sue piume colorate da pavone.  Nello svolgersi dell’opera Papageno attraversa una metamorfosi.  Anche la sua dolce metà alata, Papagena, attraversa una metamorfosi: da una vecchia donna si trasforma in una giovane sposa.  Dopo l’unione di Tamino e Pamina, sole e luna, anche Papageno e Papagena si uniscono. 


Due figure alate unite, immagine presa dal libro alchemico Rosarium Philosophorum

 

Molti studiosi che hanno analizzato il Flauto Magico trovano in quest’opera numerosi simboli della framassoneria.   Anche la framassoneria era una religione dei misteri:  nella massoneria Hiram che muore e rinasce gioca lo stesso ruolo di Osiride nell’alchimia.  Ma la framassoneria stessa è piena di simbologia alchemica.  Così come l’alchimista incontra presto vetriolo, acido solforico nel processo alchemico, il framassone incontra V.I.T.R.I.O.L. alla sua prima iniziazione, e ciò nel Gabinetto di Riflessione, la stanza buia dove il framassone deve dire addio alla vecchia vita.  Possiamo vedere l’inizio dell’opera nel regno roccioso della Regina della Notte anche come una ricerca nelle profondità della terra o una ricerca di se stesso dalla quale un candidato deve iniziare.  L’acronimo V.I.T.R.I.O.L., proveniente dall’alchimista del quindicesimo secolo Basilius Valentinus, significa infatti “Visita Interiora Terrae (o Tui) Rectificando Invenies Occultum Lapidem”, o come lo traduce il blogger Emanuele Balsamo nella sua descrizione di V.I.T.R.I.O.L.: “indaga le profondità della Terra (o di te stesso) purificando otterrai la Pietra Occulta”.

La questione se l’opera fosse un lavoro alchemico o framassonico non è molto importante.  Nella loggia Zur Wohltätigkeit (Alla beneficenza) della quale Mozart era membro nel 1784 e 1785 si studiava profondamente il legame tra la framassoneria e le antiche religioni misteriche.  In questo circolo l’Egitto era considerato la culla dei misteri.  Anche gli alchimisti dicono che la loro conoscenza viene dall’Egitto.  Sembra che i creatori del Flauto Magico volessero rappresentare un favoloso antico mistero di iniziazione orientale e abbiano vestito l’accaduto nelle forme che erano conosciute alla fine del diciottesimo secolo: i rituali della framassoneria e i processi che vengono descritti nei libri tanto bramosamente letti degli autori alchimisti.

 Fonte imisteridiiside.wordpress.com/





Categorie

autismo
autismo
misteri e paranormale
misteri e paranormale
psicologia
psicologia
bonus e incentivi
bonus e incentivi
mamme
mamme
news
news
salute
salute
popoli e culture
popoli e culture
bambini
bambini
itinerari
itinerari
filosofia
filosofia
pedagogia
pedagogia
lavori creativi
lavori creativi
riflessioni
riflessioni
casa
casa


design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!