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Dimagrire con la dieta verde in 15 giorni




Si può perdere peso in modo sano, senza troppi sacrifici e senza patire la fame, ma, al tempo stesso, nutrendo l' organismo, scegliendo gli alimenti giusti, riuscirete a predere peso in 15 giorni, riducendo i grassi accumulati e il girovita, sentendovi leggeri e pieni di vitalità

Perdere peso in modo sano vi aiuterà a cambiare alcune delle vostre abitudini, a scoprire nuovi alimenti e nuove combinazioni, oltre ad evitare il temutissimo effetto rebound, cioè riprendere i chili persi. Scoprite come perdere peso in 15 giorni seguendo la dieta verde che vi illustriamo in questo articolo ed imparate a trarre beneficio dagli alimenti verdi.

Perché una dieta verde?
Il verde, colore della natura, è il colore del fegato, un organo fondamentale per la salute, per depurare le tossine e per assimilare correttamente i grassi. Le verdure di questo colore, inoltre, apportano una grande quantità di acido folico, magnesio e clorofilla che non faranno altro che rendere la dieta più efficace e migliorare la vostra salute, grazie ai seguenti benefici:

Migliorano il funzionamento del fegato e della digestione in generale.
Prevengono la stitichezza.
Prevengono le malattie cardiovascolari.
Puliscono l’organismo dalle tossine.
Migliorano la vista.
Garantiscono la buona salute del feto durante la gravidanza.
Mantengono bianche le ossa, i muscoli e i denti.
Se consumati regolarmente, inoltre, questi alimenti sono in grado di bruciare più calorie di quelle che contengono, quindi è un’ottima idea aggiungerli alla vostra dieta quotidiana.

Sapevate che il limone e lo zenzero sono due alimenti ideali per perdere peso in modo efficace? Scoprite come leggendo questo articolo: Zenzero e limone: una combinazione perfetta per dimagrire.

Perché 15 giorni?
Due settimane sono il tempo che il vostro organismo impiega per notare il cambiamento. I primi giorni potreste manifestare alcuni effetti collaterali, come mal di testa, stitichezza o malessere, dovuti alla necessità del corpo di depurarsi dalle tossine. Tuttavia, dopo una settimana, inizierete a notare i benefici di questa dieta verde, vi sentirete più leggeri e pieni di energie.

Ad ogni modo, in 15 giorni non perderete molto peso, perché si tratta di una dieta salutare. Se dopo queste due settimane continuate a seguire una parte della dieta verde, quella che vi è piaciuta di più, non recupererete il peso che avrete perso. In questo modo, cambierete le vostre abitudini a cui il vostro corpo si abituerà in maniera graduale e positiva.

Colazione verde
Il primo pasto del giorno è fondamentale. Di fatto, non bisognerebbe saltare nessun pasto.


Ogni mattina potete preparare un delizioso e sorprendente frullato verde. Non spaventatevi per il colore, il sapore assomiglierà a quello di qualsiasi altro frullato di frutta, ma con molte più sostanze nutrienti.

È importante non rimanere con la sensazione di fame, quindi se necessario, aumentate le dosi del frullato.

Ingredienti del frullato:

1/2 avocado maturo
1/2 kiwi
Una manciata di foglie tenere di spinaci
Qualche foglia fresca di sedano
1/2 cucchiaino di spirulina in polvere (2,5 g)
1/2 banana matura
Un cucchiaio di olio di cocco (15 g)
Un po’ d’acqua, bevanda a base di avena o succo naturale senza zucchero
Frullate per bene tutti gli ingredienti. Una volta pronto il frullato, bevetelo lentamente, gustandovi il sapore.

A metà mattina potete bere una tazza di infuso di tè verde o di tè rosso, mangiare un frutto o una manciata di frutta secca.

Pranzo verde
La parte verde del pranzo consiste nel mangiare sempre un’insalata come primo piatto, da preparare con i seguenti ingredienti:

Vari tipi di ortaggi a foglia verde: lattuga, indivia, scarola, rucola, crescione, valeriana, etc.
Carota
Pomodoro
Cetriolo
Peperone
Semi di girasole o di zucca
Germogli di erba medica
Come secondo, potete scegliere una di queste alternative:

Carne magra di pollo o tacchino
Pesce
Uova
Legumi
Riso integrale, quinoa o miglio
Cercate di evitare il dessert, ma se sentite la necessità di mangiare qualcosa di dolce, optate per una mela o una pera, oppure per una salsa fatta in casa con uno di questi due frutti.

Cena verde
Per cena potete preparare come primo piatto una vellutata di verde, utilizzando a scelta uno di questi ortaggi:

Spinaci
Bietola
Zucchine
Peperone verde
Porro
Prezzemolo
Sedano
Carciofi
Piselli
Oltre a queste verdure, potete aggiungerne altre di altri colori, così come una manciata di fiocchi d’avena che daranno cremosità e consistenza alla vostra vellutata.

Come secondo piatto, scegliete alimenti con proteine leggere, preferibilmente uova o pesce.

Consigli finali
Non dimenticate le regole generali di qualsiasi dieta:

Bere almeno 2 litri di acqua lontano dai pasti.
Masticare bene gli alimenti.
Non cenare troppo tardi o troppo in abbondanza.
Fare attività fisica almeno tre volte alla settimana.

Autore: 1406 1406



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L ora di religione: la soluzione non la materia alternativa

Un articolo pubblicato qualche giorno fa su “Avvenire” a firma di Paolo Ferrario riporta alla luce una questione mai sopita. Il giornalista (intervistando Nicola Incampo, responsabile dell’area Irc del sito culturacattolica.it) segnala con preoccupazione quanto Incampo indica come un’anomalia: all’atto dell’iscrizione all’anno scolastico 2013/14 non è stata richiesta contemporaneamente la compilazione dei moduli di chi si avvale e di chi non si avvale dell’Insegnamento di Religione Cattolica.

Gli alunni che non si avvalgono dell’Irc dovranno infatti consegnare il modulo contenente la loro opzione alternativa non all’atto dell’iscrizione, ma all’inizio del nuovo anno scolastico.

Che la scelta non debba essere tra Irc e attività alternativa è stabilito dalla sentenza 203/89 della Corte Costituzionale, secondo la quale frequentare l’Irc è “la risposta a un interrogativo della propria coscienza“. Non altrettanto può dirsi di qualsiasi materia alternativa – anche la più nobile e la più culturalmente significativa – che ciascuna scuola sia in grado di offrire. Tuttavia era prassi consolidata dalle circolari ministeriali degli anni trascorsi che anche il modulo contenente tutte le possibili opzioni per chi non si avvale dell’Irc venisse compilato dagli alunni all’atto dell’iscrizione. È stata questa una delle conseguenze di carattere organizzativo dell’anomalo e forzato inserimento nell’ambito dell’orario curriculare di una scuola laica di un insegnamento di carattere confessionale. Trent’anni di storia pregressa ci dicono quanto questa anomalia abbia prodotto in termini di discriminazioni e di contraddizioni.

La libertà di coscienza di chi non si avvale dell’insegnamento di religione cattolica consente una serie di soluzioni (anch’esse fonte di problema, peraltro: si pensi alla questione dei crediti scolastici per l’ammissione all’esame di Stato, che non contempera affatto pari opportunità per coloro che scelgono la soluzione dell’entrata o dell’uscita anticipata, o altre modalità che non siano l’attività didattico-formativa,violando il principio di uguaglianza).

Pertanto la battaglia del Comitato Nazionale Scuola e Costituzione per ristabilire il principio di laicità della scuola continua a mantenersi nella direzione di una non istituzionalizzazione di un insegnamento alternativo (benché oggi siano stabilite dai ministeri competenti le risorse per attuarlo), poiché la sua determinazione,a prescindere dalla qualità dell’offerta didattica, avalla, giustifica e legittima l’anomalo inserimento dell’insegnamento di religione cattolica nell’ambito dell’orario curricolare della scuola della Repubblica, della scuola della Costituzione. La battaglia di tutti coloro che non si avvalgono dovrebbe dunque essere rivolta contro la collocazione della religione in orario curricolare. Tutti i non avvalentisi dovrebbero denunciare l’inaccettabile privilegio consentito a una religione, sia pure maggioritaria, che contrasta pesantemente con l’uguaglianza riconosciuta nell’articolo 8 della Costituzione a tutte le confessioni religiose presenti nel nostro paese, e col principio della laicità dello Stato. Ciò non consente tuttavia al Miur, nel regime esistente, di accentuare la discriminazione in atto con un provvedimento che prevede un inizio d’anno nel caos per quanto riguarda l’organizzazione dell’orario e delle attività dei non avvalentisi, mentre l’Irc è fermo e solido al suo posto dal primo giorno di scuola.

La C.M.28 entrata in vigore in questi giorni dovrebbe essere prontamente modificata.  





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