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Il miele ti fa bella e, soprattutto, magra. Basta un cucchiaino a notte e perdi 3 chili a settimana




Forse non hai idea di quanto mitico sia il miele. Non solo buono da mangiare - magari a colazione sul pane integrale tostato - ma anche per la bellezza della pelle e dei capelli e, udite udite, per la linea. Già, infatti il miele accelera il metabolismo. E fa dimagrire. Come assumerlo?

Basta un cucchiaino di miele prima di andare a dormire e zac! Perdi fino a 3 chili a settimana. Ah, è scientificamente provato: secondo il nutrizionista Mike McInnes aiuta a bruciare i grassi durante il sonno. Naturalmente la buona abitudine di un cucchiaino di miele prima di dormire deve essere accompagnata da una dieta varia e da un po’ di attività fisica. Proviamo?

Dato il grande successo del pezzo su come dimagrire solo assumendo un cucchiaino di miele prima di andare a dormire, abbiamo innanzitutto capito una cosa: tutti vogliamo dimagrire e tutti vogliamo farlo senza faticare. Poi abbiamo deciso un’altra cosa: approfondire la ricerca del nutrizionista Mike McInnes, ovvero colui che sostiene che con un cucchiaino di miele prima di addormentarsi si dimagrisce fino a 3 kg a settimana. Come funziona questa dieta (non dieta) del miele? Essa sfrutta le proprietà del miele per innescare cambiamenti del metabolismo per sconfiggere la voglia di zucchero e aiuta a bruciare i grassi durante il sonno. Quindi è vero: non si contano le calorie e non si usano prodotti dietetici particolari. Ma un regime alimentare corretto, quello sì. E niente zucchero raffinato.

Ecco cosa afferma McInnes: "L'obesità moderna è causata da due fattori principali. In primo luogo il consumo eccessivo di carboidrati e zuccheri. In secondo luogo sonno di qualità scadente. La scarsa qualità del sonno fa salire gli ormoni dello stress e gli ormoni dell'appetito. In Occidente abbiamo un pasto serale. Andiamo a letto con un fegato impoverito e non c'è abbastanza carburante nel fegato per rifornire il cervello durante la notte. Il cibo migliore per questo è il miele. Il miele è specifico per il fegato. E’ metabolizzato diversamente dagli altri zuccheri. Il miele rifornisce il fegato prima di dormire come nessun altro alimento, infatti è l’alimento anti-diabetico più potente che l'uomo conosca".

Ecco come agisce la dieta del miele. McInnes sostiene che la ragione principale per cui non dimagriamo è che mangiamo troppo zucchero e alimenti trasformati. Infatti anche gli alimenti a basso contenuto di grassi sono molto spesso pieni di zuccheri o farina bianca, che il corpo converte rapidamente in zucchero. Il corpo affronta questo sovraccarico rilasciando l'ormone dell’insulina, che filtra dal sangue e lo invia via per essere immagazzinato come grasso. C’è di più: più c’è zucchero nel corpo, più il corpo avverte lo stimolo della fame. E’ proprio il nostro cervello che, in condizioni di fame, invia diversi messaggi chimici, per recuperare zuccheri, in una situazione di stress anche notturno. Il miele avrebbe la capacità di interrompere questo processo. Un cucchiaino di miele prima di andare a letto inverte il processo e riduce lo stress notturno, permettendo di dormire meglio. Ma il miele non è pieno di fruttosio e saccarosio, vi chiederete… E quindi? Essendo un elemento naturale, cambia la sua composizione e grazie ai micro-nutrienti reagisce in modo diverso nel sistema digestivo.

caffeinamagazine.it

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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