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Limone e bicarbonato per eliminare le formiche in casa




Stop alle formiche! Ecco un detergente per pavimenti totalmente naturale per eliminarle.

Quello delle formiche in casa è un problema che interessa un pò tutti, soprattutto chi abita in campagna, ma anche in città non è da meno.
Di prodotti in commercio ce ne sono tanti, ma spesso, oltre a non essere efficaci e ad essere costosi, sono anche nocivi per la salute.
 
Per questo, ecco una semplice ricetta per realizzare un detergente per pavimenti fai da te, naturale e a costo zero. Le formiche mal sopportano odori come quello dell'aceto, della menta e dell'eucalipto: tutti ingredienti che possiamo sfruttare per la preparazione di un detersivo che ostacoli il loro ingresso nelle nostre case e che non sia dannoso per noi e per i nostri cari, soprattutto bambini.
 
Gli ingredienti base sono aceto di vino bianco e sapone liquido neutro, ai quali si aggiungerà qualche goccia di olio essenziale di eucalipto o menta, oltre a quello di limone, ottimo disinfettante naturale.
Per la preparazione fate così. Prendete un secchio e riempitelo d'acqua - un po' meno di quello che si è soliti fare con i detergenti chimici. Aggiungete mezza tazza di aceto, da miscelare con circa mezzo bicchiere di sapone liquido neutro, preferibilmente biodegradabile, e con una decina di gocce degli oli essenziali scelti.
 
Per prevenire l'arrivo delle formiche, invece, oltre ad utilizzare costantemente questo detersivo per la pulizia dei pavimenti, è bene pulire armadietti, ripiani e lavandini (a volte le formiche risalgono anche gli scarichi) con una pezza imbevuta di semplice acqua e bicarbonato, che igienizza in modo naturale, neutralizzando anche gli odori sgradevoli che, al contrario, tanto piacciono a formiche e altri insetti. Sono sufficienti due cucchiai di bicarbonato diluiti in ½ litro d'acqua per ottenere un ottimo detergente atossico e non inquinante. Utilizzate il bicarbonato anche nello scarico del lavandino e spargetene una sottile linea su davanzali, angoli nascosti e lungo gli zoccoli della cucina: si creerà così una sorta di barriera invalicabile, non dannosa per noi umani. 
 
Flavia Dondolini
 
Fonte: ecoseven.net
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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