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Sciacquarsi la bocca con semplice olio, depura il corpo e guarisce da malattie




Oil pulling, questo è il nome vero e proprio di questa utilissima pratica

Probabilmente nessuno ne è a conoscenza ma la sua efficacia e i suoi effetti benefici sono indiscussi ed assicurati.

Eppure non è una scoprta fatta recentemente, già da tempo se ne parla ma non tutti lo sanno, anzi si fa del tutto per far reste nascoste certe scoperte che non costano nulla e hanno investimento pari a zero. E’ per questo motivo che noi ci battiamo a diffondere questo genere di notizie. Siamo stufi di sopportare le lobbi con i loro interessi, siamo stufi di dover dipendere da multinazionali, anche là dove la soluzioni dei problemi p a portata di mano, BASTA SOLO DIFFONDERE. Se infatti digitate su internet questa pratica, scrivendo oil pullin, difficilmente troverete articoli o indicazioni in italiano. Qui ovviamente non diffondono questo genere di notizia. La maggior parte dei risultati trovati saranno in inglese. Questo non vi dice nulla?

Oil pulling, in medicina alternativa, è un termine che indica un tradizionale rimedio popolare indiano, ripreso e sviluppato poi come terapia negli anni novanta da un dottore russo di nome F. Karach, che consiste nello sciacquare la bocca con dell’olio; esso avrebbe effetti benefici di tipo dentale.

Ecco il metodo migliore per fare uso di questo importante rimedio naturale!

- Usate solo oli di girasole e di sesamo, rigorosamente spremuti a freddo.

- La mattina, a digiuno, mettete in bocca, senza deglutire, un cucchiaio di olio

- Tenete la bocca chiusa, “succhiate” e “spingete”, in modo che passi dall’interno della bocca verso l’esterno (labbra e guance) e viceversa, attraversando forzatamente i denti tenuti chiusi.

- Fatelo per 20 minuti. Il movimento impresso all’olio, ne attiva gli enzimi e questi attirano le tossine dal sangue. Man mano che il processo continua, l’olio diventa più diluito (dalla saliva) e chiaro. Se rimane giallo, vuol dire che è necessario altro tempo.

- Alla fine, l’olio va sputato completamente e la bocca risciacquata bene con acqua corrente. Il lavandino deve essere pulito subito dai residui dell’olio: un analisi microscopica  rivelerebbe parecchi microbi e sostanze tossiche.

Il risciacquo con l’olio attiva il metabolismo e i meccanismi di depurazione, migliorando la salute. I risultati più evidenti possono essere notati con l’interruzione di un eventuale sanguinamento delle gengive e denti più forti. La mattina è il miglior momento per la depurazione con l’olio. Per accelerare i tempi di guarigione, è possibile ripetere il procedimento per 3 volte al giorno, ma sempre lontano dai pasti. E prestate molta attenzione a non ingoiare l’olio.

Esso infatti deve essere assolutamente sputato. Effetti del procedimento sulla salute Questa semplice metodica si è dimostrata efficace in numerosi problemi di salute, anche gravi.

Guarisce le singole cellule, così come i linfonodi e i tessuti degli organi.

Esso è in grado di agire su:

- Riduzione della placca;

- Riduzione colonie di Streptococcus mutans (responsabile della carie dentale);

- Riduzione delle infiammazioni delle gengive;

- Miglioramento dell’alitosi causata da proliferazioni anomale di microrganismi della bocca.

Fare questo sciacquo con olio porterà benefici anche a:

- Allergie

- Bronchiti e malattie respiratorie

- Dolori vari nel corpo

- Malattie della pelle, come orticarie, eczemi, ecc.

- Disturbi dell’apparato digerente

- Stitichezza

- Diabete

- Artrite e problemi articolari

- Problematiche cardiovascolari

- Emorroidi

- Problematiche ginecologiche

- Altre malattie: cancro, leucemia, poliomelite, ecc

Inoltre PROVARE NON COSTA NULLA. E sicuramente ne resterete piacevolmente meravigliati!

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Oil_pulling

Asokan S et al Effect of oil pulling on plaque induced gingivitis: a randomized, controlled, triple-blind study. Indian J Dent Res. 2009 Jan-Mar;20(1):47-51.
 

 

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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