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Chi l'essere umano pi vecchio del mondo ?




Jeanne Louise Calment nata ad Arles, 21 febbraio 1875 morta ad  Arles, il 4 agosto 1997 è stata l'essere umano più longevo di cui si abbia avuto notizia certa.

La donna francese visse 122 anni e 164 giorni (pari a 44.724 giorni). Confermata dall'atto di nascita, tale longevità fu accuratissimamente documentata dagli studi scientifici sul suo caso, e la verifica richiese un dispiegamento di mezzi senza precedenti per un riscontro del genere. Condusse una vita estremamente attiva, tanto che cominciò a praticare la scherma a 85 anni, e a 100 anni andava ancora in bicicletta; inoltre fumò fino a 118 anni.

Vedova da mezzo secolo la signora viveva ad Arles. Longevita' inspiegabile per i medici, forse un fenomeno ereditario nel 1997 si e' spenta Jeanne, la donna piu' vecchia del mondo: aveva 122 anni

Nessuno voleva credere che il suo cuore non battesse piu'. Jeanne Calment non poteva morire, protestavano i medici della clinica accorsi al suo capezzale. Non poteva spegnersi in un giorno di estate quando ad Arles le cicale cantano come matte e l'erba alta ha il colore che piaceva al suo amico Vincent Van Gogh. Jeanne Calment li aveva abituati all'indefinibile gusto dell'eternita'. Ma fragile come il fantasma di una foglia secca, anche se solenne dall'alto dei suoi 122 anni, la vecchia signora, conosciuta come la decana dell'Umanita', aveva annunciato qualche giorno fa la sua partenza: "Dio ha aspettato troppo", aveva sospirato. La Francia detiene un record, una citazione nel Guinness dei primati.  Ai nostri giorni avere cent'anni e' quasi banale, almeno cosi' dicono le statistiche. Ma a pensarci bene Jeanne Calment non aveva nulla di banale. Certo, era sorda, biascicava le parole, ma considerava la sua longevita' con ironia:

"E' l'aria buona che allontana la morte e forse il fatto d'essere andata in bicicletta fino a cent'anni". Gia', la morte. Jeanne la prendeva in giro, la stuzzicava come del resto tutti coloro, giornalisti compresi, che a ogni anniversario andavano a festeggiarla chiedendole di rispondere a domande idiote e di canticchiare la Marsigliese. Lei li assecondava.

Cosa poteva importarle? Era nata quando vagavano nel cielo mongolfiere e dirigibili ed era riuscita ad arrivare ai giorni in cui un robot a rotelle andava in giro su Marte. Le domandavano, i giornalisti: com'era Van Gogh? E lei che lo aveva frequentato quando aveva 13 anni, nel 1888, rispondeva: "Brutto come la fame ma tanto gentile con me". Aveva un ricordo di suo marito Fernand che era suo cugino?

"Mi portava al cinema dei fratelli Lumieres e la Tour Eiffel era ancora un mozzicone d'acciaio. Fernand e' morto nel 1950, mi sembra ieri". Quale presidente le e' rimasto impresso nella memoria? "Cosa volete, ne ho sotterrati diciassette e, visto che ci sono, persino quel notaio che, trent'anni fa, aveva acquistato la mia casa di Arles lasciandomi l'usufrutto. Sghignazzava coi suoi amici: "Tanto la vecchia muore prima di me". Il notaio non sapeva che Jeanne disprezzava l'entita' umana chiamata tempo. C'e' molto mistero in Jeanne, la sua longevita' e' inspiegabile, i medici sostengono che si tratta di un fatto ereditario in quanto questa figlia di un armatore di Arles aveva antenati longevi. Jeanne non poteva che morire serenamente, secondo l'"agiografia" dei mass media. Eppure, deve avere sofferto a lungo questa sua solitudine, l'essere sopravvissuta a tutta la sua famiglia. Nei momenti di lucidita' l'ultra centenaria di Arles piangeva e nessuno sapeva spiegarsi perche'. Si lamentava di essere stata dimenticata da Dio. Oppure quell'Oceano di tempo attraversato l'assaliva con tutta la sua immensita'?

Era nata nei giorni in cui Rimbaud scriveva "Les illuminations", era una donna matura quando i "poilus" si scannavano coi "boches" intorno a Verdun. Vide nel 1943 gli ebrei fuggire davanti alle orde tedesche. Jeanne la Centenaria ha vissuto tutto l'orrore e tutta l'assurdita' di un'epoca.

Fonte: Wikipedia, il corriere.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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