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5 trucchi geniali per eliminare lodore di frittura




Come eliminare o prevenire lo sgradevole odore di frittura in cucina?

Leggendo la domanda appena posta qualcuno/a potrebbe storcere il naso affermando che la frittura non è da considerarsi un metodo di cottura sano!

Suvvia, uno strappo alla regola ogni tanto ci vuole, è il giusto compromesso che può placare la nostra voglia di ‘trasgredire’, di ‘voltare le spalle’ ad uno stile di vita equilibrato.

Ed ecco perché è giusto concedersi una volta ogni tanto del buon cibo ‘proibito’, magari una classica frittura.

Che sia a base di pesce o di verdure, l’ingrediente che in questo caso non possiamo farci mancare è dell’olio bollente.

Unico inconveniente, come accennato in apertura di articolo, è l’odore, spesso sgradevole, che si espande in tutta la cucina e che persiste anche dopo aver ultimato la preparazione del piatto.

Ecco alcuni rimedi, del tutto naturali, che consentono di limitare, prevenire ed eliminare l’odore di frittura.

1. Limone

Immergere nell’olio bollente un pezzo di buccia di limone, questo aiuterà ad attenuare il cattivo odore. Ricordare di sostituire la buccia quando la stessa diventerà troppo scura.

2. Mela o sedano

In mancanza della buccia di limone, è possibile immergere nell’olio bollente, assieme agli altri ingredienti da friggere, uno spicchio di mela (privata di semi e buccia) o una costa di sedano. Sostituire gli stessi appena iniziano a dorare.

3. Aceto Bianco

Mettere un pentolino contente acqua e aceto sul fornello accanto a quello usato per la frittura e lasciar bollire per tutta la durata della preparazione.

Questo rimedio è particolarmente consigliato in caso di frittura di pesce.

4. Pane

Per chi non ama in particolar modo l’odore dell’aceto bianco, è possibile sostituire quest’ultimo con del pane.

Sarà sufficiente riscaldare un pentolino contenente acqua e una fetta di pane e lasciare che la mollica assorba gli odori. Metodo consigliato in caso di frittura di verdure.

5. Spezie e erbe

Quest’ultimo stratagemma unisce i due metodi qui sopra proposti: immersione e bollitura.

Si inizia con l’immergere nell’olio di frittura del prezzemolo lasciandolo in infusione durante tutta la cottura, avendo l’accortezza di sostituirlo quando diventa troppo scuro.

A preparazione ultimata, fra bollire in un pentolino dell’acqua contenente dei chiodi di garofano o altre spezie a piacere (stecche di cannella, alloro o bacche di cardamomo).

Non resta che provare e augurarvi buon appetito!

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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