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Ogni emozione influisce sul nostro organismo determinandone lo stato di salute - Ecco come




Ogni emozione, o stato d’animo è legato con un organo e ne determina lo stato di salute. Ecco come gioia, dolore, rabbia, ansia ecc influiscono sull’organismo

Lo stato emotivo di una persona condiziona anche lo stato di salute. I danni che lo stress può arrecare all’organismo sono molteplici, e in alcuni casi anche gravi, e chi ne soffre ne è testimone in prima persona. La Medicina Tradizionale Cinese, che vanta una conoscenza che ha radici molto lontane nel tempo, si basa su diversi cardini fondamentali, uno di questi è appunto l’associazione organi-emozioni. In pratica, ogni emozione, ogni stato d’animo differente è legato a filo doppio con un organo del corpo umano e ne determina in qualche modo lo stato di salute. Le emozioni, quali esse siano, possono quindi influire negativamente o anche positivamente sullo stato di salute di una determinata parte dell’organismo. Uno stato emotivo non è in grado di determinare la salute dell’organismo o di parte di esso, a patto che si tratti ovviamente di una emozione passeggera.

Diverso quando l’emozione o lo stato d’animo, in particolar modo se negativo, diventa permanente e perdura per un periodo di tempo lungo, come ad esempio lo stress causato da un lavoro particolarmente usurante.

In questo caso il danno che tale emozione può arrecare all’organismo diventa evidente e può anche passare da transitoria a permanente, con tutte le conseguenze anche gravi che una simile condizione comporta. La Medicina Tradizionale Cinese ha individuato complessivamente 7 emozioni differenti, ciascuna legata ad un determinato distretto dell’organismo, come del resto è possibile anche verificare nella realtà.

La prima emozione presa in considerazione è la Gioia, una emozione decisamente favorevole, che in linea di massima fa bene, emozione che se è particolarmente intensa può provocare anche delle patologie cardiache, come tachicardia, ipertensione e insonnia. Non è raro che una persona, a causa di una gioia particolarmente intensa, possa anche subire un evento cardiaco nefasto, e le cronache spesso riportano aventi del genere.

La rabbia, altro stato d’animo correlato a frustrazione, risentimento e irritabilità. L’organo che ne risente maggiormente è il fegato che, se la rabbia è particolarmente intensa, può produrre una maggior quantità di bile che, come è noto, ha degli effetti negativi sia a livello epatico che su stomaco e milza. Mal di testa, vertigini e altri sintomi simili sono legati appunto alla rabbia e quindi al malessere del fegato. Senza scomodare i cinesi, i detti popolari sono altrettanto chiari in proposito. Ne è un chiaro esempio il modo di dire “farsi il fegato fradicio”, riferito a chi è particolarmente irato.

L’ansia, influisce particolarmente, e ovviamente in modo negativo, sulla respirazione quindi sui polmoni. Tipica è infatti una respirazione irregolare, respiro corto, senza contare che poi a risentirne è anche lo stomaco e l’intestino. L’ansia, infatti, è uno dei fattori di rischio per l’ulcera.

Il dolore, emozione che ha un effetto diretto sui polmoni che, se il dolore si protrae nel tempo, possono indebolirsi e quindi avere anche una minor capacità di ossigenare il sangue che, a sua volta, non porterà una quantità sufficiente di energia ai vari distretti dell’organismo.

Rimuginare su eventi negativi che si verificano nel corso della giornata o della vita. Praticamente, sempre secondo la Medicina Tradizionale Cinese, questo stato d’animo avrebbe una influenza negativa sulla milza con conseguente stato di sonnolenza, scarsa concentrazione e affaticamento.

La paura, in particolar modo se intensa, può provocare una forte disarmonia sui reni, con la possibilità che si verifichi anche una minzione involontaria. Anche in questo caso i detti popolari sono abbastanza espliciti.

Infine lo spavento, che a differenza della paura, solitamente è una emozione inaspettata, repentina, non prevista, e si riflette in particolar modo su cuore e in un secondo momento anche sui reni. Non sono per nulla rari i casi di morte per infarto in seguito ad uno spavento improvviso e anche violento.

Di Daniele Lisi

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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