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Il 14 marzo 1879 nasce Albert Einstein




Albert Einstein elaborò una nuova interpretazione del mondo, mutando radicalmente i paradigmi elaborati durante i secoli che lo avevano preceduto, ebbe un grande merito rivoluzionario. Fisico teorico a cavallo tra il XVIII e XIX secolo

La famosa costante di Lavoisier secondo cui “la massa dei reagenti è uguale alla massa dei prodotti” perse ogni suo valore. E=mc2 spalancò le porte ad un nuovo mondo, inafferrabile, dalla non immediata comprensibilità e concretezza. Un mondo nuovo e rivoluzionario, senza ombra di dubbio. La relatività introdotta da Einstein confutò la secolare legge della conservazione della massa, su cui si era basato qualsiasi postulato scientifico. “Rivoluzione nella scienza. Nuova teoria sull’universo. Rovesciate le idee newtoniane”: così, il 7 novembre del 1919, il Times di Londra annunciava la conferma della legittimità della teoria della relatività generale di Albert Einstein. Inizialmente cariche di polemiche a causa della loro complicata verificabilità, furono necessari 14 anni prima che alle sue teorie fu riconosciuta una validità tale per cui gli venisse riconosciuto il merito di cui erano portatrici. Così, ad una cultura fortemente retrograda e saldamente ancorata alle proprie tradizioni, si aggiunse sulle spalle del fisico il marchio dell’antisemitismo, connesso all’ascesa della potenza nazista. Ebreo di origini, di terra tedesca, fu costretto all’espatrio. L’università di Princeton divenne la meta che lo ospitò sino alla sua morte, nel 1955. Nonostante ciò, il sogno degli Stati Uniti “terra di libertà” fu presto infranto: accusato di aver favorito le potenze comuniste, fu mira delle indagini del FBI. Presto, però, divenne un mito, in tutto il mondo. Un’icona, a cui spesso venne sottratto valore, che andò mascherando quell’identità scientifica che fece di lui un rivoluzionario.  Ancora oggi, è la figura di uno scienziato eclettico e multiforme, quella che dipinge la cultura popolare. Nacque ben presto il mito costruito intorno alla figura di Einstein e mai, durante tutto il ‘900, perse di rilievo o di credibilità. Certo, numerosi e non sottovalutabili elementi confluirono verso la creazione di quest’aurea d’oro nata intorno alla figura del teorico. E forse, attiene molto di più alla cultura di massa generale, rispetto all’ambiente puramente scientifico, decantare smisuratamente la celebre formula E=mc2. Ciò è conseguenza del fatto che le teorie dello scienziato “pazzo”, almeno nell’immaginario collettivo, furono spettacolarizzate a dismisura da giornali e radio attraverso verifiche sperimentali grandiose e scenografiche. Il mondo uscito dal dopoguerra aveva un forte appetito di novità, e Einstein saziò questa fame. Come gli artisti ebbero Picasso, i rivoluzionari Lenin, gli industriali Ford, gli psicologi Freud .. gli scienziati ebbero Albert Einstein.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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