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14 Marzo 2015: Il Pi Day del Secolo.




14 Marzo 2015: Il Pi Day del Secolo, il prossimo non lo vedremo certamente, sarà nel 2115

Sarà un giorno speciale, uno di quelli che capita una sola volta nella vita. Stiamo parlando del Pi Day, il giorno in cui verrà celebrata la tanto famosa costante matematica, definita come il rapporto tra la misura della lunghezza della circonferenza e la misura della lunghezza del diametro di un cerchio, o anche come l'area di un cerchio di raggio 1. E' conosciuta anche come costante di Archimede (da non confondere con i numeri di Archimede), la costante di Ludolph o numero di Ludolph. Il Pi greco non è una costante fisica o naturale, ma una costante matematica definita in modo astratto, indipendente dalle misure di carattere fisico.
L'appuntamento è alle 9.26 e 53 secondi di sabato 14 Marzo, momento nel quale si allineeranno le prime 10 cifre della costante: 3.14.15 9:26:53. Ovvero 3 (marzo), 14 (giorno), 15 (anno), 9 (ore), 26 (minuti), 53 (secondi). I più fanatici possono aspettare anche il millesimo 589 ma sarebbe una cosa che neanche il buon Archimede di Siracusa (che ne scrisse nel suo trattato Sulla misura del cerchio) avrebbe apprezzato.

Non ci sarà nulla da festeggiare ma sarà un giorno speciale visto che per rivedere un evento simile dovremmo attendere il 2115.

Il Pi Day è una ricorrenza che nacque nel 1988 a San Francisco su iniziativa del fisico Larry Shaw, che voleva porre un po' di attenzione sulla matematica. Inoltre il 14 Marzo è anche l'anniversario della nascita di Eistein.

Migliaia le iniziative in tutto il Mondo: Negli Stati Uniti, dove la festa è più sentita, si organizzano corse su una distanza di 3,14 miglia (5.503 metri), i fast-food offrono menù speciali a 3,14 dollari, e via dicendo.

E in Italia? Tra le tante si segnala a Udine una gara mnemonica dalle ore 9 per chi riesce a ricordare il maggior numero di cifre del π dopo la virgola e nel pomeriggio staffetta a coppie miste sulla distanza di 3,14 km. Il dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell'Università di Pisa realizza un tappeto erboso grande 11 metri a forma di Pi greco. Iniziative specifiche anche al liceo scientifico Siciliani di Catanzaro e al liceo Jacopone da Todi in Umbria. A Rovigo il centro storico diventa un laboratorio diffuso e alle ore 21 intervento del genetista Edoardo Boncinelli al Conservatorio su «I numeri della natura».  

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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