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Bravi amanti, sfigati, di successo, sani o viziosi: le mani spiegano la nostra personalit




Ci sarebbe un profondo rapporto tra la forma delle mani e la personalità

Niente a che fare con cartomanzia e maghi, ma ci sono studiosi che affermano che alcuni tratti caratteristici nelle sporgenze del palmo, nei polpastrelli e nella lunghezza delle dita esprimono nettamente alcuni lati della personalità. Secondo gli studiosi dell'Howard Hughes Medical Center, il dito anulare rivela il carattere, le inclinazioni ed il comportamento delle persone. Questa idea, già sviluppata precedentemente, è stata ripresa e approfondita dall’Università della Florida, dove un team ha condotto una ricerca su topi in gravidanza, dimostrando come la lunghezza delle ditadipenda dall’esposizione del feto agli ormoni, ancora nella pancia della mamma. Ecco l'applicazione della ricerca sull'uomo e sulla donna.

La lunghezza dell’anulare svela, spiegano i ricercatori, il livello di ormoni nel corpo. Per quanto riguarda l’uomo, l’anulare più lungo rispetto all’indice, rappresenta un maggior livello di testosterone che comporta un carattere più aggressivo, una predisposizione alla sessualità, alle materie scientifiche, allo sport e, sfortunatamente, anche all’alcolismo. Inoltre, nella maggior parte dei casi sono considerati più attraenti dalle donne e, secondo un sondaggio della Cambridge University, hanno più possibilità di sfondare in settori fortemente competitivi. Al contrario, se l’anulare è più corto dell’indice, il livello del testosterone sarà basso e si avrà un’indole più dolce e remissiva. Una donna con l’anulare più lungo dell’indice ha maggiori probabilità di ottenere successi sportivi.

La lunghezza delle dita sembra, inoltre, fornire informazioni sulla predisposizione della persona ad alcune malattie e sul suo stato di salute. L’indice più lungo rispetto all’anulare può essere sintomo di una maggiore predisposizione al tumore alla prostata negli uomini e al seno nelle donne e può essere segnale di predisposizione a malattie cardiache.

Non solo: se la mano di una donna è grande significa che è aperta a fare sempre nuove conoscenze, mentre al contrario la mano piccola appartiene alle persone più riservate. Se nella donna l'anulare è più lungo dell'indice questa è portata per il movimento ed è anche un’amante perfetta. Al contrario se l'anulare è più corto dell'indice, si è predisposti allo studio e si hanno scarse doti amatorie. Negli uomini invece la situazione è diversa, perché se l'anulare è più lungo dell'indice significa che c'è grande fertilità, ma anche elevata aggressività. Se però la differenza tra anulare e indice è evidente, uomo o donna che sia, si tratterà di un soggetto molto estroso ed originale. Se invece la mano ha un dito indice e un anulare della stessa lunghezza, ciò rivelerebbe grandi capacità oratorie ma, ahimè anche una certa inclinazione alla depressione.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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