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Tiny House: a Parigi il micro appartamento funzionale di soli 8 mq




Una casa davvero minuscola, ma abitabile. A Parigi Kitoko Studio è riuscito a trasformare un piccolissimo appartamento in una casa abitabile di soli 8 metri quadrati. Si tratta di uno spazio funzionale e accogliente, forse il più piccolo della capitale francese

Kioto Studio spiega che l'appartamento verrà utilizzato in futuro dai figli del cliente che ne ha richiesto la trasformazione o da una ragazza alla pari. Ricordate Pozzetto e "Il ragazzo di campagna?". Questa Tiny House francese potrebbe rappresentare la versione moderna di un piccolo appartamento da single.
Un video spiega come sia stato possibile per gli architetti sfruttare al massimo i piccoli spazi in modo funzionale. Vi avevamo già parlato varie volte delle Tiny House, case di dimensioni ridotte dove però non mancano le comodità. Ad esempio Graham Hill, fondatore di TreeHugger, è riuscito ad ottenere otto spazi funzionali in un normale appartamento, ad esempio grazie a letti a castello a scomparsa e ad una piccola lavastoviglie a risparmio energetico.

Vi avevamo parlato anche della casa impilabile più piccola del mondo, nata a Seattle, dove non mancano camera da letto, sala video con TV a schermo piatto, una cucina che ospita 6 persone e una toilet con vasca da bagno.

L'aumento dei prezzi degli appartamenti a Parigi e la presenza di molti edifici da ristrutturare ha spinto Kitoko Studio ad accettare la sfida. Nonostante gli spazi ridotti, l'appartamento doveva risultare funzionale per dormire, cucinare, mangiare e lavorare.

Gli architetti hanno risposto con un progetto che ricorda un coltellino svizzero. Letto, tavolo, armado0, angolo cottura e bagno sono completamente integrati all'interno di un grande armadio che può essere aperto o chiuso a seconda delle esigenze. Ogni spostamento cambia la percezione dello spazio.

Kitoko Studio crede che l'esigenza di uno spazio multifunzionale unico di dimensioni ridotte sia stata a prima vista piuttosto complessa da affrontare, ma che alla fine proprio questo aspetto è diventato la vera forza del progetto. Pensateci: una singola stanza della vostra casa potrebbe trasformarsi in un micro-appartamento seguendo l'esempio del progetto parigino.

Scritto Da Marta Albè

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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