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Pappardelle al tartufo e crema di mascarpone




Le pappardelle al tartufo e crema al mascarpone sono un gustoso primo piatto, ottimo da preparare per le occasioni speciali e per coccolarsi un pò quando più ci va!

Le pappardelle infatti  vengono impreziosite dal re dei tuberi: il tartufo, che viene tagliato in scaglie sottili e aggiunto alla crema di mascarpone.  
L'aroma fruttato e speziato  del tartufo si sposa bene con il sapore cremoso e delicato del mascarpone, creando  un mix assai goloso per creare un piatto raffinato e  al tempo stesso molto semplice e veloce da preparare.
 
Ingredienti
Olio di oliva extravergine 2 cucchiai
Sale q.b.
Acciughe (alici) 5 filetti sott'olio
Aglio 1 spicchio
Pasta pappardelle all'uovo 330 g
Tartufi già puliti 40 gr
mascarpone 250 gr
 
Per preparare le pappardelle al tartufo con crema di mascarpone fate appassire a fuoco dolce uno spicchio d’aglio, con poco olio extravergine d’oliva e, quando si sarà ben dorato, eliminatelo. Aggiungete i filetti di acciuga e fateli sciogliere per bene, quindi unite il mascarpone e mescolate per amalgamare tutti gli ingredienti. Stemperate, sempre a fuoco dolce, per pochi minuti e aggiustate di sale. In una pentola capiente con abbondante acqua salata fate cuocere le pappardelle e scolatele al dente. Aggiungete la pasta alla crema al mascarpone e fatela saltare qualche istante in padella. Guarnite con delle scaglie sottili di tartufo nero e mescolate bene per amalgamare il tutto. Servite le pappardelle al tartufo con crema di mascarpone ancora calde, guarnendo i piatti con le lamelle di tartufo grattugiate al momento.
 
Conservazione
 
Si consiglia di mangiare le pappardelle al tartufo e crema di mascarpone al momento.
 
consiglio
 
Se il vostro tartufo non fosse già pulito basterà spazzolarlo con un pennellino semiduro per eliminare la terra e le impurità dalla superficie. 
 
Se volete potete utilizzare un altro formato di pasta, particolarmente indicati sono i maltagliati, le fettuccine o le linguine.
 
Per il vino da abbinare leggi anche: Vino e tartufi
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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