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Pasta ncasciata alla siciliana




La pasta ncasciata alla siciliana è un piatto unico della tradizione messinese, realizzata con ingredienti molto semplici come caciocavallo, carne tritata e melanzane.

Per un’ottima riuscita di questa ricetta vi suggeriamo di utilizzare dei maccheroni e di non scegliere mai la pasta fresca che difficilmente potrebbe reggere la cottura al forno. La pasta ncasciata si differenzia dalla pasta al forno perché è costituita da un unico strato, in cui il formaggio è il collante, e non da molteplici “livelli”. Vi consigliamo di gustare questa pasta ancora calda e magari accompagnata da un ottimo vino rosso. Vediamo insieme come realizzarla!

Ingredienti
500 gr di maccheroni
2 melanzane medie
250 gr di mozzarella
100 gr di parmigiano reggiano
salsa di pomodoro
2 foglie di basilico q.b.
cipolla tritata q.b.
olio q.b.
sale q.b.
 
Preparazione
Il primo passaggio è quello di tagliare le melanzane a cubetti, non molto piccole, e di metterle sotto sale per un’ora: ponetele in un colino, salatele e lasciatele scolare adagiando un peso sopra che farà perdere il liquido amarognolo.
Terminato il tempo necessario, lavate i cubetti di melanzane per bene in modo da togliere il sale; successivamente poneteli tra due strofinaci puliti e, aiutandovi con le mani, eliminate l’acqua in eccesso. Versate in una padella ampia e antiaderente, abbondante olio necessario a friggere le melanzane.
Iniziate quindi a preparare il sugo unendo in una pentola, dai bordi alti, la salsa, l’olio, la cipolla, il sale e 2 foglie di basilico. Successivamente, all’interno di un’altra pentola lasciate bollire l’acqua per la pasta.
Mettete quindi a cuocere i maccheroni che, per la buona riuscita del piatto, dovranno rimanere necessariamente al dente. Scolate la pasta e mettetela in una pentola, aggiungete ora la salsa, le melanzane e la mozzarella tagliata a dadini (in alternativa è possibile utilizzare anche un altro formaggio). Lasciate cuocere tutto a fuoco bassissimo, mescolando e aiutando la mozzarella a sciogliersi per bene.
Terminata questa prima cottura, trasferite il composto in una teglia e cospargete con abbondante parmigiano reggiano. Lasciate cuocere in forno per 15 minuti a 180° e successivamente servite il tutto molto caldo!
 
Buona cena!
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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