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Gli sfinci siciliani di San Giuseppe




Frittelle condite con zucchero o miele, gli sfinci vengono preparati tradizionalmente dalla suocera per la nuora. Sono inoltre il piatto che si prepara ogni anno a San Giuseppe per la festa del papà.

Ricetta di origine araba, gli sfinci possono anche essere riempiti con della ricotta dolce, la stessa dei più noti cannoli. Per decorare, infine, oltre a miele e zucchero potrete utilizzare anche delle arance candite, pistacchi o cioccolato.

Sfinci di San Giuseppe: l'origine della ricetta Gli sfinci di San Giuseppe sono un dolce che appartiene a una tradizione antica e molto affascinante, che purtroppo sta scomparendo: quella degli Altari di San Giuseppe
 
Il 19 marzo, infatti, i devoti del Santo usavano allestire in casa degli altari letteralmente apparecchiati, sui quali ponevano piante simboliche ed erbe aromatiche, agrumi, pietanze speciali e un pane tipico, detto di Tagliavia
 
Il menu era così composto: pasta con le sarde, frittate di asparagi, cardi, carciofi e broccoli, sarde a beccafico, bignè di San Giuseppe, cannoli, sfinci di San Giuseppe e cassata
 
Ingredienti 15-20 sfinci
 
PER I BIGNÈ Farina 150 g Burro 100 g Acqua 250 ml Uova 4 Sale q.b. Olio di semi di arachide o strutto q.b.
 
PER IL RIPIENO Ricotta di pecora 200 g Zucchero 80 g Cioccolato fondente tritato75 g Canditi q.b. Zucchero a velo q.b.
 
Passo 1
Passate al setaccio la ricotta e raccoglietela in una ciotola. Aggiungete lo zucchero e lavorate con le fruste elettriche. Unite il cioccolato tritato e i canditi, tagliati a dadini. Coprite con la pellicola trasparente e conservate in frigorifero.
 
Passo 2
Nel frattempo raccogliete in un pentolino l’acqua, il burro, un pizzico di sale e portate a ebollizione. A questo punto togliete dal fuoco, unite la farina e mescolate energicamente. Rimettete sul fuoco a fiamma dolce per qualche minuto, senza smettere di mescolare.
 
Passo 3
Togliete l’impasto dal fuoco e lasciate raffreddare. Aggiungete le uova, uno alla volta, e mescolate ancora.
 
Passo 4
Scaldate abbondante olio (o strutto) in padella e versate l’impasto per gli sfinci, prelevato a cucchiaiate. Una volta fritti, scolateli gli sfinci e fateli asciugare su carta assorbente da cucina.
 
Passo 5
Farcite gli sfinci con il ripieno di ricotta, guarnite a piacere con i canditi, spolverizzate con lo zucchero a velo e servite.
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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