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Bicchierini di panna cotta vaniglia lamponi e Pavesini




I bicchierini di panna cotta vaniglia lamponi e Pavesini sono un dessert raffinato e molto scenografico. 

L'originalità di questa ricetta è la presentazione finale, perché la classica coulis di frutta che di solito cosparge la superficie della panna cotta, in questo caso viene alternata in strati per creare un effetto cromatico davvero speciale. 
In più al centro dei bicchierini di panna cotta si nasconde una dolce sorpresa: uno strato di Pavesini imbevuti nel latte per dare ancora più dolcezza. Impossibile resistere alla tentazione di assaggiare i bicchierini di panna cotta vaniglia lamponi e Pavesini, un bellissimo dessert!
 
Ingredienti per 4 panne cotte
Panna fresca liquida 150 ml Zucchero semolato 45 gr Vaniglia mezza bacca Colla di pesce 3 g
 
PER LA SALSA AI LAMPONI
Lamponi 400 g Zucchero semolato 2 cucchiai Colla di pesce 5 g
 
INGREDIENTI PER LA DECORAZIONE
Lamponi 4 Menta 4 foglioline Pavesini 8 Panna montata zuccherata q.b. Latte fresco intero per inzuppare q.b.
 
Per preparare i bicchierini di panna cotta vaniglia lamponi e Pavesini, iniziate preparando la salsa ai lamponi: mettete in ammollo in acqua fredda la colla di pesce. Quindi preparate la salsa ai lamponi: lavate e tamponate i lamponi, metteteli in una padella antiaderente, aggiungete lo zucchero semolatoe fate andare a fuoco basso finché non cominceranno a sfaldarsi, dovranno ridursi in purea, occorreranno 10 minuti di cottura. Versate la purea ottenuta in un colino a maglie strette sistemato su una ciotola, e passatela con il dorso di un cucchiaio in modo da evitare che nella salsa finiscano anche i semini dei lamponi.
Scolate bene colla di pesce e aggiungetela nella salsa ottenuta, la salsa dovrà essere calda per fare in modo che la colla di pesce si sciolga, se non lo è più mettetela qualche secondo in microonde oppure a scaldare in un pentolino. Fatela sciogliere mescolando per bene con un cucchiaio.
Passate alla preparazione della panna cotta: mettete a scaldare la panna fresca liquida in un pentolino, a fuoco medio, aggiungete lo zucchero semolato, incidete la bacca di vaniglia raccogliete i semini interni passando la lama di un coltellino e aggiungete la bacca e i semini all’interno della panna e mescolate il tutto con un cucchiaio. Quindi aggiungete la restante colla di pesce alla panna una volta che starà sfiorando il bollore. Quindi cominciate a assemblare le panne cotte. Prendete dei bicchierini alti e stretti della capienza di 110 ml, versate sul fondo uno strato di salsa (ogni strato dovrà essere di 25 gr), per questa operazione potete aiutarvi con un mestolino con il beccuccio o con un piccolo imbuto, mettete i bicchierini in freezer per 15/20 minuti e aspettate che lo strato si solidifichi, in frigorifero saranno necessari 40 minuti circa. Per ottenere uno strato dritto ricordatevi di non muovere troppo il bicchierino in questa fase!
Quando si sarà solidificato coprite con uno strato di panna (sempre da 25 gr), riponete in freezer a rassodare per altri 15/20 minuti. Una volta che anche il secondo strato si sarà solidificato, prendete i Pavesini e inzuppateli nel latte fresco intero spezzateli e sistemateli sulla superficie di panna cotta solidificata in modo che questa ne sia coperta in modo omogeneo.
Coprite lo strato di Pavesini con un altro di salsa ai lamponi (19), fate rassodare nuovamente in freezer, e coprite con un ultimo strato di panna cotta (20). Lasciate solidificare un’ultima volta. Poi montate un po’ di panna montata zuccheratatrasferite la panna in una sac-à-poche dotata di bocchetta a stella munita e  spremete un ciuffo di panna sulla superficie di ogni bicchierino. Sistemate su ogni ciuffo un lampone e una fogliolina di menta. Ecco i vostri bicchierini di panna cotta vaniglia lamponi e Pavesini sono pronti e..bellissimi!
 
Fonte:giallozafferano.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

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No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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