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Calza della Befana, ecco come preparare in casa il carbone dolce




In ogni calza della Befana che si rispetti non può mancare un po' di carbone perché, si sa, non fa parte della natura umana essere buoni al 100%. La Befana ne è ben consapevole ma, essendo tanto buona, usa come esortazione a migliorarsi il carbone dolce al posto di quello vero, che non è altro che zucchero sciolto solidificato e colorato di nero. Realizzarlo a casa è molto semplice e divertente. Provate anche voi!

Ingredienti per la glassa

- Zucchero a velo 300 g
- Uova albume 1
- Alcol puro 10 g
- Coloranti alimentari in polvere nero 5 g
- Limoni gocce di succo 4

Per lo sciroppo

- Zucchero semolato 300 gr
- Acqua 100 g
- Coloranti alimentari in polvere nero 5 g 

Per realizzare il carbone dolce della befana iniziate dalla glassa:

Ponete gli albumi in una ciotola, aggiungete le gocce di succo di limone e iniziate a montare con le fruste (in alternativa potete usare anche una planetaria). Incorporate a poco a poco con un cucchiaio lo zucchero e velo, l’alcol, infine unite il colorante alimentare nero in polvere. Se utilizzate i coloranti liquidi, ve ne servirà una dose leggermente maggiore, in questo caso si consiglia di aumentare la dose a poco a poco fino a raggiungere la tinta desiderata. Continuate a montare finché non otterrete una glassa densa e scura. A parte in un pentolino dal fondo spesso in acciaio, non antiaderente, preparate lo sciroppo: versate l’acqua e il colorante nero, aggiungete lo zucchero semolato, mescolate velocemente per far bagnare tutto lo zucchero e lasciate bollire fino a che il caramello non raggiunge la temperatura di 141°C, se non disponete del termometro, non mettete subito il colorante, ma aggiungetelo non appena il caramello diventa biondo. Ci vorranno circa 10-15 minuti. Scaldate leggermente 2 cucchiai di glassa a bagnomaria o in microonde e versateli all'interno dello sciroppo. Date una mescolata veloce e versate subito in uno stampo da plumcake foderato con carta forno (o in uno stampo che abbia un bordo alto). Il composto aumenterà di volume, se volete un carbone un po’ più areato lasciatelo raffreddare senza mescolare, se invece lo volete più compatto, con un cucchiaio, mescolate per pochi secondi il carbone nello stampo. Fate indurire il carbone a temperatura ambiente poi rovesciatelo su un tagliare e tagliatelo grossolanamente con un coltello per ottenere l’effetto “carbone”.

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



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Ogni donna  incarna un archetipo, anche se poi presenta un po’ tutte le altre sfaccettature, ma in misura minore





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