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Capesante brise per la cena di Natale




Un modo inusuale per decorare la tavola con raffinatezza.

 

Un antipasto veloce ma buono e da gustare tutto...

Ingredienti per le capesante in pasta brisée: pasta brisée q.b. ; cappasanta (o conchiglia di San Giacomo) q.b.

Preparazione delle capesante in pasta briseè:

Preparare le barchette di briseè imburrando con del burro fuso alcune mezze conchiglie di capesante, far aderire su ciascuna conchiglia un quadrato di pasta briseè.

Eliminare la pasta in eccesso e posare su ogni mezza conchiglia un'altra mezza conchiglia, far cuocere tutto in forno a 200° per  / minuti circa.

Terminata la cottura lasciarle raffreddare staccandole delicatamente dal guscio.

Potete sbizzarrirvi con i vostri gusti e la vostra fantasia, noi ve li proponiamo così:

Per il ripieno

4 cucchiai di besciamella
 
2 cucchiai di vermut dry
 
erba cipollina
 
una bustina di zafferano
 
20 g di burro
 
sale
 
1) Aprite le capesante,  staccate i molluschi (noci e coralli) e lavateli. Fateli saltare nel burro, salateli, spruzzateli con il vermut e lasciate evaporare.
 
2) Affettate i coralli. Mescolate al fondo di cottura lo zafferano e unitelo alla besciamella. Preparate con la briseè 4 conchiglie, farcitele con la besciamella e i molluschi e fatele gratinare in forno a 200? per 10-15 minuti. Guarnite con erba cipollina e servite.

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Il Papa: Dio ci insegni a rispettare i nonni, nella loro memoria c\' il futuro di un popolo

Un popolo che non rispetta i nonni senza memoria e dunque senza futuro. linsegnamento offerto stamattina da Papa Francesco allomelia della Messa celebrata in Casa S. Marta. Il Papa ha commentato la vicenda biblica dellanziano Elezaro, che scelse il martirio per coerenza con la sua fede in Dio e per dare una testimonianza di rettitudine ai giovani. Scegliere la morte, anzich scamparla con laiuto di amici compiacenti, pur di non tradire Dio e anche per non mostrare ai giovani che in fondo lipocrisia pu tornare utile, anche se si tratta di rinnegare la propria fede. C tutto questo nella vicenda del nobile Elezaro, figura biblica del Libro dei Maccabei proposta dalla liturgia del giorno, che agli aguzzini che volevano costringerlo allabiura preferisce il martirio, il sacrificio della vita piuttosto che una salvezza strappata con l'ipocrisia. Questuomo osserva Papa Francesco di fronte alla scelta fra lapostasia e la fedelt non dubita, rifiutando quellatteggiamento del fingere, del fingere piet, del fingere religiosit. Anzi, invece di badare a s pensa ai giovani, a quello che il suo atto di coraggio potr lasciare loro in ricordo: La coerenza di questuomo, la coerenza della sua fede, ma anche la responsabilit di lasciare uneredit nobile, uneredit vera. Noi viviamo in un tempo nel quale gli anziani non contano. E brutto dirlo, ma si scartano, eh? Perch danno fastidio. Gli anziani sono quelli che ci portano la storia, che ci portano la dottrina, che ci portano la fede e ce la danno in eredit. Sono quelli che, come il buon vino invecchiato, hanno questa forza dentro per darci uneredit nobile. E qui Papa Francesco ricorda una storiella ascoltata da piccolo. Protagonista una famiglia pap, mamma, tanti bambini e il nonno, che quando a tavola mangiava la zuppa si sporcava la faccia. Infastidito, il pap spiega ai figli perch il nonno si comporti cos quindi compra un tavolino a parte dove isolare il genitore. Quello stesso pap un giorno torna a casa e vede uno dei figli giocare con il legno. Cosa fai?, gli chiede. Un tavolino, risponde il bimbo. E perch?. Per te, pap, per quando tu diventi vecchio come il nonno: Questa storia mi ha fatto tanto bene, tutta la vita. I nonni sono un tesoro. La Lettera agli Ebrei (13,7) ci dice: Ricordatevi dei vostri capi, che vi hanno predicato, quelli che vi hanno predicato la Parola di Dio. E considerando il loro esito, imitatene la fede. La memoria dei nostri antenati ci porta allimitazione della fede. Davvero la vecchiaia tante volte un po brutta, eh? Per le malattie che porta e tutto questo, ma la sapienza che hanno i nostri nonni leredit che noi dobbiamo ricevere. Un popolo che non custodisce i nonni, un popolo che non rispetta i nonni, non ha futuro, perch non ha memoria, ha perso la memoria. Ci far bene il commento finale di Papa Francesco pensare a tanti anziani e anziane, tanti che sono nelle case di riposo, e anche tanti brutta la parola, ma diciamola abbandonati dai loro. Sono il tesoro della nostra societ: Preghiamo per i nostri nonni, le nostre nonne, che tante volte hanno avuto un ruolo eroico nella trasmissione della fede in tempo di persecuzione. Quando pap e mamma non cerano a casa e anche avevano idee strane, che la politica di quel tempo insegnava, sono state le nonne quelle che hanno trasmesso la fede. Quarto comandamento: lunico che promette qualcosa in cambio. E il comandamento della piet. Essere pietoso con i nostri antenati. Chiediamo oggi la grazia ai vecchi Santi - Simeone, Anna, Policarpo e Eleazaro - a tanti vecchi Santi: chiediamo la grazia di custodire, ascoltare e venerare i nostri antenati, i nostri nonni.




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