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Rimedi digestivi dopo pasto, raccolta di ricette




Di rimedi digestivi dopopasto ne esistono di svariati. In questo articolo abbiamo raccolto alcune delle ricette più efficaci per digerire anche i più copiosi dei pasti. Con l’arrivo delle feste natalizie, si sa, i banchetti diventano sempre più abbondanti, e spesso digerire diventa un’impresa. Ovviamente noi consigliamo di mangiare con calma e gustarsi lentamente ogni boccone, ma in certe occasioni bisogna ricorrere alle maniere forti

Ricordiamo che avere una buona digestione è davvero importante. Una cattiva digestione può portare a mal di testa, nausea, crampi ed altri fastidiosi disturbi, non vogliamo rovinarci la festa, giusto? Per questo, in occasioni speciali come il cenone di Natale o di Capodanno, è bene assicurarsi di non avere nessun problema e non guastarsi il divertimento!

Tisana al finocchio

Iniziamo con un rimedio dolce: una buona e calda tisana al finocchio. Le virtù di questi piccoli e profumatissimi semi sono conosciute fin dall’antichità. Grazie alle sue sostanze nutritive, i semi di finocchio aiutano il lavoro dell’intestino favorendo anche le più lente delle digestioni. Una buona tisana di questi semi ci aiuterà sicuramente a ritrovare il benessere intestinale e non solo. Inoltre è adatta anche ai bambini, in quanto i semi sono ricchi di flavonoidi.

Ingredienti:

1 litro d’acqua, 3 cucchiai di semi di finocchio, miele per dolcificare.

Preparazione:

Fai bollire i semi all’interno di un colino da tè per circa 5min. Fai riposare qualche minuto e servi dolcificando a piacere.

Zenzero candito

Le proprietà dello zenzero sono svariate, tra le più importanti spicca quella digestiva. Ci sono diversi modi per consumare lo zenzero: attraverso un infuso di radice, un cucchiaino di polvere in un bicchiere d’acqua oppure una buona tisana. In questo caso, data l’occasione speciale della festività, consigliamo lo zenzero candito. Non solo aiuterà a digerire anche i più abbondanti dei pasti, ma è ottimo da servire come dolcino “digestivo” dopo pasto, in quanto elimina totalmente il sapore di qualsiasi cibo dalla vostra bocca, togliendo anche il fastidio di un alito cattivo. Non consumatene troppo, potrebbe avere l’effetto contrario e recarvi piccoli disturbi come mal di stomaco o mal di testa.

Acqua, aceto di mele, bicarbonato

Il rimedio naturale più efficace in assoluto per digerire qualsiasi tipo di alimento è il classico “rimedio della nonna“: consiste nello scaldare leggermente 1/2 bicchiere d’acqua, unire un cucchiaio di aceto di mele e per finire una punta di cucchiaino di bicarbonato. Il bicarbonato unito all’aceto di mele, scatenerà una reazione chimica che renderà l’acqua come se fosse “frizzante”. Il mix di questi due ingredienti nel vostro stomaco, provocherà una digestione quasi immediata. Ma attenzione a non esagerare: una dose eccessiva di bicarbonato può provocare forte mal di stomaco, nausea e in casi estremi vomito. Quindi raccomandiamo che sia davvero una puntina. Per i più difficili di palato è meglio aggiungere un cucchiaino di zucchero di canna o di miele per “addolcire la pillola”. In alternativa all’aceto, si può utilizzare del succo di limone.

Ingredienti:

1/2 bicchiere di acqua calda o tiepida, 1 cucchiaio di aceto di mele (o succo di limone), 1 punta di cucchiaino di bicarbonato.

Preparazione:

Scalda l’acqua, in questo ordine aggiungi l’aceto (o il limone) e il bicarbonato. Mescola e attendi che la schiuma svanisca. Dolcifica se preferisci.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Cos' la pre-morte? Ovvero casi di NDE, esperienze prossime alla morte.

Per morte si intende la cessazione della vita.
Si arrestano le funzioni del cuore, della respirazione e del cervello. Fortunatamente la scienza ci viene in aiuto con sofisticate tecniche di rianimazione, consentendo un recupero della vita quando il coma è reversibile.

Ma cosa è successo a coloro che sono usciti dal coma? Sono stati analizzati i racconti di alcune persone che hanno avuto la stessa esperienza ed è iniziato lo studio delle Near death experiences (NDE), ossia delle esperienze prossime alla morte. Da questo studio è emerso che : l’individuo esce dal corpo; osserva quello che sta accadendo; entra in un tunnel buio; vede in fondo al tunnel una luce; rivede tutta la propria vita; incontra parenti defunti; si sente invaso da sentimenti di gioia, serenità e pace; gli viene comandato di non morire; torna nel corpo; si risveglia.

Secondo alcuni studiosi, i racconti di coloro che sono tornati dal coma ci dicono qualcosa sull’esistenza dell’aldilà: il tunnel, la luce, la sensazione di benessere sarebbero elementi di una dimensione diversa da quella terrena.

Secondo altri, invece, si tratterebbe di reazioni chimico-fisiche del cervello al trauma subito.

(Dal racconto di Nina, ricoverata in rianimazione dopo un operazione di appendicite: R. Moody, Life after life).

“Li sentii dire che il mio cuore aveva cessato di battere, ma io ero sul soffitto e di là vedevo tutto quello che succedeva. Io fluttuavo sfiorando il soffitto: per questo quando ho visto il mio corpo non ho capito subito che era il mio. Sono uscita nel corridoio e ho visto mia madre che stava piangendo. Le ho chiesto perché piangeva, ma non poteva udirmi. I dottori pensavano che fossi morta. Allora è arrivata una bellissima signora per aiutarmi, perché sapeva che avevo paura. La signora mi ha portata in un tunnel e siamo arrivate in cielo… Il tunnel era lungo e buio. Al fondo c’era la luce. Quando l’ho vista mi sono sentita felice. Per tanto tempo avrei voluto tornarci.”

Fonte http://guide.supereva.it/





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