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Hansel e Gretel




Le favole scritte dai Fratelli Grimm

Nella periferia di un piccolo villaggio, al limite del bosco, viveva una famiglia di taglialegna composta dai genitori e da due figli: Hansel e Gretel. I bambini vivevano felici a contatto con la natura che li circondava. Il loro lavoro preferito era quello di raccogliere i frutti del bosco. Una sera, mentre stavano per rincasare, dopo aver giocato nel centro del bosco, udirono un lontano suono simile al pianto di un bambino.

- È il pianto di un neonato… - Esclamò Gretel.
- Cerchiamolo- Disse Hansel.
Penetrarono tra gli alberi, nella direzione dalla quale proveniva il lamento. Nel frattempo si stava facendo buio e tutto diventava grigio.
- Torniamo, ho una paura tremenda! -Disse Gretel.
- Sei una codarda e una fifona! - Replicò spavaldamente Hansel.
- Tua sorella ha ragione, Hansel. È da stupidi girare per il bosco a quest'ora, quindi è meglio che torniate indietro!
I bambini ebbero un sobbalzo. Chi aveva parlato?
- Sono io, sono qui… Siete forse ciechi?
Hansel fu il primo a vederlo:
- Un corvo che parla? - Disse.
- In realtà -Rispose il corvo - io sono un nano dalla barba bianca che ha subìto un incantesimo. È stata una strega e il suo maleficio continuerà fino alla sua morte.
- Hai sentito il pianto di un bambino? -Chiese Gretel.
- State tranquilli, avete udito me.
- Sei tu?!- Rise Hansel - Non dire fesserie! Tu hai la voce come quella del vecchio Snipe, l'ubriacone del villaggio: cavernosa.

Il corvo stava per rispondere loro quando intervenne Gretel:
- Non essere maleducato, Hansel! Capisco quello che ti è successo, nanetto, e sepotessi ti aiuterei.
- Sei molto buona, piccola. Non sei certo come quel discolo di tuo fratello. Vi confiderò un segreto… Se andate più avanti, troverete una casetta di cioccolata!
- Una casa di cioccolata - Intervenne Hansel, che era molto goloso. -Dove, dove?
- Pochi passi ancora e ci sarete.
- Non sarà un trucco per farci del male?
- Presto la potrete vedere. È tutta colorata, piena di caramelle sulle pareti e sul tetto. È fatta di cioccolato, di torrone e marzapane…! È una delizia! Dentro troverete tutti i tipi di dolci.
- E potremo mangiarli? - Chiese ancora Hansel.
- Certo - Rispose il corvo. - Basta volerlo,seguitemi!
I bambini non se lo fecero ripetere due volte e, come l'uccello gli aveva detto, in una radura del bosco incontrarono…
- Che meraviglia! - Esclamò Gretel.
- C'è veramente! Pancia mia fatti capanna! - Disse entusiasta, Hansel.
La realtà superava la fantasia. Al fianco della porta c'erano dei bastoni di zucchero.
Le pietre del sentiero erano caramelle di tutti i gusti: mente, limone, banana, pino… Quando si avvicinarono alla casa si aprì la porta e una donna, vecchia e sdentata, li incoraggiò.
- Avanti, entrate figlioli, siete giunti in tempo. Ho appena finito di fare questa torta che dice:"Mangiami!" Volete assaggiarla?
- Certamente! - Disse Hansel, più deciso, come sempre, di sua sorella.
I due bambini cominciarono a mangiare tutto quello che la donna gli portava. Poi, una volta sazi, decisero di andarsene.
- Grazie, buona signora. Non ne possiamo più di mangiare, torneremo a trovarla un'altra volta. È stata molto buona con noi. - Disse Hansel.
- Il bosco è già buio, fermatevi a dormire qui. Domani sarà un altro giorno. -Disse la vecchia.
- Lo faremmo volentieri. - Replicò Hansel. - Ma i nostri genitori ci stanno aspettando… Se il nanett… Il signorcorvo, ci farà da guida, non tarderemo a tornare a casa.
- Niente affatto. - Disse il corvo. - Ho troppo sonno.
- Allora ce ne andiamo da soli. - Disse Hansel. - Andiamo, sorella mia.
La padrona di casa cessò improvvisamente di sorridere e, infuriata,gridò:
- Fermo dove sei, ragazzino! Voi non tornerete dai vostri genitori, né ora né mai più! Come mi piacciono i fanciulli teneri e grassottelli!
Il corvo, appollaiato sulla spalla della vecchia strega, gridava:
- Arrostiti, con le patatine, saranno una delizia! Ti consiglio una ricetta di mia nonna: si mettono le cipolle, alloro e rosmarino, in una pentola e poi…
Hansel e Gretel, terrorizzati, ascoltavano increduli la ricetta dello stufato del corvo, di cui loro erano ingredienti principali.

Tremanti di paura dissero:
- Come siamo stati stupidi a cadere in questa trappola!
Hansel per consolare la sorella disse:
- Non temere ci salveremo!
La brutta strega, che aveva sentito tutto, ridendo disse:
- Hai sentito, corvo? Dicono che se ne andranno da qui!
- Certo, - rispose il corvo - con le ossa linde e pulite! Ho voglia di mangiarmeli subito, li mangiamo adesso?
- no, golosone,aspetteremo che ingrassino un po' ancora. Il bimbo è magro e alla bambina un paio di chili in più non guasteranno… Una buona razione di dolci al giorno li farà diventare come li desideriamo!
Prese Hansel per le bretelle e disse:
- In cella finché non ingrassi. E non opporre resistenza!
Gli sforzi del piccolo risultarono inutili.
Fu buttato in una stanza senza finestre che comunicava con un'altra cella da dove Hansel poteva vedere la sorella. Allora disse:
- Non dobbiamo disperarci, Gretel, fatti coraggio!
-Oh, Hansel, ci vogliono mangiare!
- Per il momento siamo ancora vivi… Ora, però, ascoltami bene: la vecchia è corta di vista. L'ho capito perché guarda come quel contadino del paese che non riconosce un asino da dieci passi!
Spiegò tutto il suo piano e concluse:
- Non ti opporre, fa quello che ti chiedono. Dobbiamo guadagnare tempo.
Il bambino era orgoglioso del suo piano e guardava soddisfatto il topolino che aveva assistito al dialogo dei due fratelli.
Ma la situazione era disperata. Hansel lo sapeva. Si guardava intorno alla ricerca di una possibile via di fuga; ma invano, la cella era solida, a prova di fuga.
Il trucco che aveva ideato avrebbe funzionato per un po' di tempo, ma poi? Certamente la strega si sarebbe accorta dell'inganno e… Tremò di paura e fu colto dallo sconforto. Però non si dette per vinto.
Chiamò sua sorella attraverso le sbarre per tracciare un secondo piano d'azione, l'unico possibile.
Ella ascoltò le parole del fratello. Voleva credere in una possibilità di salvezza, per quanto improbabile fosse.
Il giorno seguente, la strega si avvicinò alla cella della bambina e le disse:
- Tira fuori un dito, Gretel, che voglio vedere se sei ingrassata.
Come prevedeva il piano di Hansel, la piccina fece passare attraverso le sbarre, un ossicino di pollo, avanzato la sera prima.

La strega palpando, senza accorgersi dell'inganno,pensò:
<< Gli dovrò dare più cibo, è ancora molto magra.>>
La stessa cosa successe con il bambino.
Il giorno seguente si ripeté la stessa scena e allora Gretel disse alla strega:
- Visto che dovrò rimanere qui per tanto tempo perché non mi fai uscire? Potrei aiutarti nelle faccende domestiche, finché non ti deciderai a mangiarmi.
La vecchia strega rimase pensierosa per alcuni momenti, poi si decise e disse:
- Mi sembra una buona idea, ma bada, se cerchi di fuggire mi mangio subito tuo fratello!
Però nel vedere la bimba girare per casa, la strega,che era molto golosa, decise che se la sarebbe mangiata per cena.
Gretel intuì la cosa e in fretta cercò la chiave della cella, la aprì e liberò Hansel.
- Cosa facciamo adesso?
- Aspetta, bisogna riflettere. - Disse Hansel guardandosi attorno.
Poi vide il corvo appollaiato sul manico del mestolo, sopra al pentolone che bolliva, ed ebbe un'idea.
In quel momento, infatti, la strega si trovava china sul pentolone, tutta intenta nei preparativi dell'ambita cena.
Fu proprio allora che Hansel, ricordando quello che il corvo gli aveva confidato nel bosco in relazione al maleficio di cui era vittima, gridò:
- Corvo, uccidi la strega!
L'uccello, che non aspettava che questa occasione,balzò sulla strega e le diede una tremenda beccata sulla testa, facendola finire nel pentolone.
Poi si rivolse ai due fratelli e disse:
- Fuggite!
Hansel e Gretel, non se lo fecero ripetere, fuggirono a gambe levate e non tornarono mai più in quella parte del bosco

di Jachob e Wilhelm Grimm

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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