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E' morto Umberto Eco. Il suo sguardo sul mondo manchera' al mondo stesso




Filosofo, semiologo e grande esperto della comunicazione, Umberto Eco, 84 anni, non ha mai smesso di osservare il mondo e di esaminarlo.

"La diffusione della cultura e della conoscenza reciproca dei patrimoni culturali dei vari Paesi - aveva detto - può costituire uno degli elementi di salvezza per un mondo sempre più globalizzato"

Nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932, laureatosi a Torino, svolge la sua carriera accademica a Bologna. Umberto Eco è considerato un genio tracimante da una disciplina all’altra, è stato studioso autorevole di semiotica, romanziere eccelso, autore di numerosi saggi e di alcune opere di grande successo, fra i quali spicca Il nome della rosa (1980),  un giallo filosofico di ambientazione medievale da cui fu tratto un famoso film con Sean Connery e che aveva venduto milioni di copie nel mondo con traduzioni in molte lingue. Il suo nome è più volte comparso nella lista dei candidati al premio Nobel per la Letteratura, ma l’Accademia di Svezia non lo ha mai premiato.

Resterà sicuramente nella storia come uno degli intellettuali più amati e conosciuti in Italia e nel mondo. Non solo scrittore, Eco era un lettore instancabile: “Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita, chi legge avrà vissuto 5000 anni. La lettura è un’immortalità all’indietro".

La stampa, tra quotidiani e riviste, ha fatto a gara per poter pubblicare le sue riflessioni. La bellezza dei suoi romanzi è intrascurabile così come il loro successo: Il nome della rosa (pubblicato nel 1980), in cui il suo sapere e la sua competenza di filosofia medievale e di semiotica sono stati il substrato su cui costruire un vero e proprio thriller dell’anima, un giallo potente e colto ma diventato un bestseller. Otto anni dopo arriverà Il pendolo di Foucault. Il genio di scrittore ha poi prodotto L’isola del giorno prima nel 1994 e sei anni dopo Baudolino. Per Bompiani aveva scritto anche il suo ultimo libro Numero zero, un’opera diversa ambientata a Milano, negli anni a cavallo tra lo stragismo della mafia e il tintinnio delle manette di Mani Pulite, concentrata sul mondo del giornalismo.
 
Nel suo carnet di intellettuale prolifico però c’è tanto altro: Kant e l’ornitorinco (1997); Cinque scritti morali (1997); Tra menzogna e ironia (1998); Dire quasi la stessa cosa (2003), sui problemi legati alla traduzione da una lingua all’altra. La misteriosa fiamma della regina Loana datato 2004. A passo di gambero (2006), che raccoglie articoli e interventi scritti tra il 2000 e il 2005 su argomenti di attualità; Sator arepo eccetera (2006); Dall’albero al labirinto (2007); Non sperate di liberarvi dei libri (2009), insieme con lo sceneggiatore J.C. Carriére; Vertigine della lista (2009); Il cimitero di Praga (2010); Costruire il nemico e altri scritti occasionali (2011); Scritti sul pensiero medievale (2012); Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013); La filosofia e le sue storie. L’Antichità e il Medioevo con Riccardo Fedriga (2014); La filosofia e le sue storie. L’età moderna ancora con il professor Fedriga, l’anno scorso.
 
Il mondo della cultura ha perso una luce abbacinante.
 
“La diffusione della cultura e della conoscenza reciproca dei patrimoni culturali dei vari Paesi può costituire uno degli elementi di salvezza per un mondo sempre più globalizzato” aveva detto nella lectio tenuta ai ministri della Cultura riuniti a Expo, nella Conferenza Internazionale organizzata dall’Italia, lo scorso agosto. “La conoscenza di altre culture non elimina l’odio e la diffidenza per chi è diverso da noi e non dobbiamo fingerci anime belle e pensare che con il contatto culturale si possano salvare i bambini che muoiono di fame in Africa. Ma non dimentichiamo che è stato anche su sollecitazioni culturali che tanti volontari sono partiti per prestare la loro opera verso Paesi in difficoltà, scoprendo, tramite una cultura differente, che quei popoli erano uguali a loro”. Eco, riferendosi all’ex ministro Tremonti, senza citarlo aveva ricordato “quel politico italiano che anni fa disse che ‘Con la cultura non si mangia’. Oggi quelle domande sono prive di senso, perché per molte nazioni i beni culturali costituiscono un incremento per l’economia delle città. Non è una questione solo economica: la cultura è fondamentale per la comprensione reciproca in un mondo in cui le diverse culture vivono in continuo contatto”.
 
Se la cultura può davvero salvare il mondo, è anche merito di Umberto Eco.
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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