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Ilva Sapora.Dai Rolex dei sauditi al cibo scadente: tutte le gaffe del capo del Cerimoniale




Sotto accusa per le statue velate per non offendere Rouhani, c'è lei: Ilva Sapora, dirigente dell'ufficio del Cerimoniale della presidenza del Consiglio. Rischia la carriera per l’affaire delle statue dei Musei Capitolini coperte con gli scatoloni.

Da 15 anni a Palazzo Chigi, una relazione professionale molto salda con Gianni Letta e una candida ammissione sul proprio curriculum, un livello di conoscenza "elementare" della lingua inglese.
Ilva Sapora, 66 anni quest'anno, dal 2013 guida il cerimoniale di Palazzo Chigi. Sarebbe lei, secondo quanto fatto filtrare dall'entourage renziano, ad avere ordinato la copertura di alcune statue dei musei capitolini in vista dell'arrivo del presidente iraniano Hassad Rouhani.
 
Il Corriere della Sera ha pubblicato oggi un suo ritratto.
 
La dirigente guida il Cerimoniale di Palazzo Chigi da circa tre anni. prima ne è stato vicario, prima ancora ha diretto il dipartimento Onorificenze e Araldica. Esperienze professionali al Consiglio nazionale delle Ricerche. È una donna raffinata, elegante, che indubbiamente spicca, nella delegaizone del governo e all'interno del suo ufficio, non solo per motivi estetici.
Sempre il Corriere sottolinea come la Sapora sia stata "promossa alla guida dell'ufficio sotto il governo di Enrico Letta. Una grande sintonia politica e umana con il nuovo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, da subito". Per questo, prosegue sempre il quotidiano, "è difficile che (la Sapora ndr) è difficile che possa avere preso la decisione di coprire i nudi del Campidoglio in totale autonomia.
 
Anche il Fatto Quotidiano traccia un profilo della donna, segnalando che la "La Sapora ha contribuito al disastro dei Rolex in Arabia Saudita: la figuraccia internazionale, il parapiglia scatenato dalla scorta di Renzi, il maldestro tentativo di recuperare gli orologi. Il giornale si sofferma anche sul conflittuale rapporto che intercorrebbe con il personale diplonatico.
 
Ha sostituito Cristiano Gallo, un diplomatico, che per tre governi consecutivi ha guidato il Cerimoniale: centrodestra con Silvio Berlusconi, misto tecnici con Mario Monti, larghe intese con Enrico Letta. Un affronto mai deglutito dall'esteso ambiente "Farnesina", che esulta se la Sapora sbaglia. Non c'è ambasciatore o funzionario che non racconti aneddoto contro la sciagurata Ilva.
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Che cosa il Tao?

Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate. “Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco”. Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate. “Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana” disse il saggio...
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“Poi ne parleremo.” Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente gravoso. Ma dopo un po’, divenne sempre più un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato. Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era diventato anche sgradevole. Finalmente, la settimana terminò. Il saggio domandò al discepolo. “Nessuna riflessione sulla cosa?” “Sì, maestro” rispose il discepolo. “Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negatività diventa un fardello per noi e, dopo un po’, peggiora.” “Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo alleviare questo fardello?” “Dobbiamo sforzarci di perdonare.” “Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco. Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?” “Ci ho pensato molto, Maestro” disse il discepolo. “Mi è costato molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti.” “Molto bene, possiamo togliere tutte le patate. Ci sono altre persone che ti hanno offeso o irritato nell’ultima settimana?” Il discepolo rifletté per un momento e ammise che ce n’erano. Improvvisamente rimase sgomento, quando si rese conto che il sacco vuoto si sarebbe riempito di nuovo. “Maestro” chiese, “se continuiamo così, non ci saranno sempre patate nel sacco, settimana dopo settimana?” “Sì, finché ci saranno persone che diranno o faranno cose contro di te in qualche modo, tu avrai sempre patate.” “Ma Maestro, noi non potremo mai controllare quello che gli altri fanno. Cosa c’è di buono nel Tao allora?” “Questo non è ancora il Tao. Quello di cui abbiamo parlato finora è l’approccio convenzionale al perdono. E’ quello che tante filosofie e religioni predicano – dobbiamo costantemente sforzarci di perdonare, perché questa è una virtù importante. Questo non è il Tao, perché non c’è sforzo nel Tao.” “Allora cosa è il Tao, Maestro?” “Prova ad immaginarlo. Se le patate sono le emozioni negative, allora cosa è il sacco?” “Il sacco è… quello che mi permette di trattenere la negatività. E’ qualcosa dentro di noi che ci fa persistere sui sentimenti offesi… Ah, è il mio tronfio senso di auto-stima.” “E cosa succede se te ne liberi?” “Allora… le cose che la gente fa o dice contro di me non sembrano più un gran problema.” “In tal caso, non avrai nessun nome da scrivere sulle patate. Questo significa niente più peso da portare e niente più puzza. Il Tao del perdono è la decisione cosciente non solo di togliere le patate… ma di abbandonare l’intero sacco.”
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Laozi, conosciuto anche come Lao Tzu, Lao Tse, Lao Tze, Lao Tzi, Lao Tseu è uno dei maggiori filosofi cinesi, sulla cui reale esistenza sono tuttora in corso dibattiti. Visse nel VI secolo a.C., è l’autore del “Tao Te Ching” ed è considerato il fondatore del Taoismo. Nel Taoismo, è spesso adorato come una divinità e chiamato come Taishang Laojun, o “Uno dei Tre Puri”.
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Le 4 virtù di Lao Tzu
1. La prima è la riverenza verso la vita, cioè il rispetto.
2. La seconda è la sincerità, che è molto più dell’onestà.
3. La terza è la gentilezza, che si manifesta come disponibilità.
4. La quarta è il soccorso, che si manifesta offrendoci agli altri.
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Alcuni aforsimi famosi di Lao Tzu
“Essere amati profondamente da qualcuno ci rende forti, amare profondamente ci rende coraggiosi.”
“Un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa.”
“Conoscere gli altri è saggezza. Conoscere se stessi è saggezza superiore.”
“Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.”
“L’argilla è necessaria per modellare un vaso.  Ma il suo uso dipende dal vuoto interno che si riesce a creare.”

“La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza dei pensieri crea profondità. La gentilezza del donare crea amore.”





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