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Create your taste. Lhamburger personalizzato di McDonalds




McDonald’s per incontrare le esigenze del cliente, crea il panino personalizzato

È la più grande rivoluzione da quarant’anni a questa parte (quando fu introdotta la proposta per la colazione) ma la perdita di terreno sul mercato americano impone al colosso dei fast food un cambio di rotta. Entro il 2015 duemila punti vendita degli Stati Uniti offriranno la possibilità di creare il proprio hamburger attraverso un touchscreen. Attesa più lunga e costi maggiori, si rivelerà una strategia vincente?
Anche un colosso come McDonald’s è pronto ad adeguare la sua offerta alle abitudini alimentari che cambiano, in cerca di nuove strategie di marketing che restituiscano al consumatore il ruolo di protagonista. La più grande catena di fast food al mondo inaugura così la formula Create your Taste, che nel corso del 2015 abbraccerà circa duemila punti vendita in tutti gli Stati Uniti (dopo un periodo di prova che negli ultimi tre mesi ha testato il gradimento del pubblico in quattro negozi della California).
Nessuna fila in attesa di ordinare il menu che più si avvicina al gusto personale, ma macchine interattive che permettono di comporre il proprio hamburger personalizzato, selezionando dal touchscreen la varietà preferita di macinato, gli ingredienti aggiuntivi, salse e topping. In sette minuti – il tempo di attesa previsto – sarà così possibile ricevere un prodotto meno “fast” ma creato a proprio piacimento, ogni volta diverso grazie alle molte combinazioni previste, ad un costo di poco superiore alla media (che però potrebbe ostacolare la diffusione della nuova formula, ritenuta troppo costosa dal target abituale del fast food). E presto la scelta potrebbe coinvolgere anche i panini con il pollo.
Un radicale cambio di rotta – il cambiamento più significativo da quando quarant’anni fa fu introdotta anche una proposta per la colazione – per l’azienda, da sempre associata all’offerta di menu predefiniti semplici da scegliere e veloci da consumare, che deve però fare i conti con il crescente dilagare di proposte concorrenti sempre più attente alle esigenze del cliente, specialmente per incontrare il gusto dei consumatori tra i 20 e i 40 anni, oggi più consapevoli di ciò che mangiano e desiderosi di scegliere.
Contemporaneamente, per arrestare un calo nelle vendite ormai conclamato negli Stati Uniti, McDonald’s sta combattendo una battaglia di sensibilizzazione sulla freschezza e la qualità (dichiarata dall’azienda) dei suoi ingredienti.
 
Fonte: gamberorosso.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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