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200 milioni di persone hanno abbandonato Facebook




Ben 200 milioni hanno cancellato il proprio profilo su Facebook o semplicemente smesso di usarlo a causa della poca privacy

Forse il dato potrebbe sembrare poco rilevante rispetto ai 1350 milioni di utenti attivi al mondo, ma se consideriamo che la crescita di Facebook è in forte calo perché ormai ha raggiunto quasi tutti i possibili utenti al mondo, allora Zuckerberg farebbe bene a preoccuparsi.

Il motivo di questa moria dei profili dipende dalla poca riservatezza di tutto ciò che condividiamo sul social. Sostanzialmente un insieme enorme di informazioni, dati personali e immagini che giornalmente vengono condivisi con tutti i nostri amici. O almeno così dovrebbe essere.

Ma già dal 2012 tutti gli utenti si sono accorti che nella propria Timeline apparivano foto di sconosciuti, amici di amici, a cui qualcuno della nostra lista aveva messo un 'mi piace'. Questo ha portato molti a eliminare il proprio profilo per evitare che i propri scatti fossero alla portata di tutti.

Autore: 1406 1406



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Le basi del Buddhismo

Cos’è il buddhismo?

La migliore spiegazione degli insegnamenti buddhisti proviene dal Buddha stesso. In sanscrito gli insegnamenti sono chiamati dharma e in tibetano ciö. Entrambi i termini significano “le cose così come sono”.

Quindi il buddhismo può essere visto come un insieme di strumenti che rendono capaci di vedere le cose come sono in realtà, nel qui ed ora. Il buddhismo non ha dogmi e dà la possibilità di porre domande su ogni cosa. Gli insegnamenti del Buddha mirano al pieno sviluppo e alla libertà di corpo, parola e mente.


Chi era il Buddha?

Il Buddha nacque in India circa 2560 anni fa in una famiglia reale, in un ambiente culturalmente sviluppato. Il giovane principe godette di circostanze estremamente privilegiate e fino all’età di ventinove anni conobbe solo situazioni piacevoli.

Quando lasciò il palazzo per la prima volta, il suo mondo venne travolto e scosso. In tre giorni vide una persona gravemente malata, una persona anziana ed un cadavere. Riconobbe l’inevitabilità della vecchiaia, della malattia, della morte e dell’impermanenza di ogni cosa e ne rimase profondamente turbato. Il mattino seguente si imbatté in uno yogi in meditazione profonda e le loro menti si incontrarono.

Ispirato da questo evento il principe lasciò il palazzo reale e la famiglia e vagò per il paese in cerca di insegnamenti che potessero andare oltre la morte e la sofferenza. Studiò con vari insegnanti ma nessuno di loro fu in grado di condurlo verso la meta finale. All’età di trentacinque anni, dopo sei anni di intenso pratica, realizzò la vera natura della mente e realizzò l’illuminazione.

Riconobbe la vera natura di tutti i fenomeni, lo spazio onnisciente che rende ogni cosa possibile, la sua luminosa chiarezza che giocosamente esprime la ricchezza e l’amore illimitato della mente, una mente ricca di ogni possibilità. Per i seguenti quarantacinque anni il Buddha insegnò i metodi per raggiungere la meta dell’illuminazione a migliaia di brillanti studenti.


Il buddhismo è una filosofia, una psicologia o una religione?

Il buddhismo potrebbe essere ritenuto una filosofia visto che i suoi insegnamenti rappresentano una visione logica e completa, ma non è propriamente una filosofia. La filosofia può spiegare le cose su un livello formale, di parole e idee, mentre gli insegnamenti del Buddha lavorano con la nostra totalità.

Sia la filosofia che la pratica buddhista portano verso una chiarezza del pensiero ma solo quest’ultima può guidare verso una trasformazione definitiva perché dà una soluzione pratica agli eventi, sia interiori che esteriori, sperimentati nel quotidiano.

Proprio per questa capacità degli insegnamenti di trasformare le persone che li praticano, alcuni considerano il buddhismo come una sorta di psicologia. Le varie scuole di psicologia tentano tutte di aiutare le persone a non essere un peso per la società e a non avere troppe difficoltà personali. La psicologia e il buddhismo possono cambiare le persone ma quest’ultimo è per coloro che sono già sani. Si può dire che il buddhismo inizia dove la psicologia finisce. Il buddhismo della Via di Diamante diventa uno strumento efficace nel caso in cui le persone sono già stabili e sperimentano lo spazio come felicità e non come una minaccia. Da questo livello gli insegnamenti sono in grado di sviluppare l’assenza di paura illimitata, la gioia, l’amore e le ricchezze innate della mente.

Applicando gli insegnamenti alla propria vita sorgerà una profonda fiducia nel proprio potenziale, dando a tutte le situazioni il gusto del significato e della crescita. Quando poi aumenterà la consapevolezza della natura condizionata di tutte le cose, i concetti rigidi svaniranno e appariranno naturalmente le perfette qualità di corpo, parola e mente. Il risultato finale della pratica – la piena illuminazione o buddhità – supera le mete intellettuali o terapeutiche, sia della filosofia che della psicologia, è uno stato di perfezione aldilà dei concetti.

Grazie alla combinazione di una visione logica e del potere di trasformazione, attraverso metodi che puntano a stati della mente permanenti e al di là del livello personale, il buddhismo è da 2500 anni una religione di esperienza.


Quali sono i punti fondamentali del buddhismo?

Ci sono quattro pensieri fondamentali che danno un pieno significato alla nostra vita. Per prima cosa apprezziamo la nostra rarissima e meravigliosa opportunità di essere in grado di incontrare gli insegnamenti illuminati, di essere in grado di lavorarci e di imparare da essi. Tutti gli esseri vogliono la felicità e vogliono evitare la sofferenza. Perfino una formica fuggirà lontano, per evitare di essere uccisa e anche gli esseri umani fanno di tutto pur di sentirsi bene. Quindi, incontrare gli insegnamenti che portano a uno stato di felicità duratura è molto importante.

Poi capiamo che non sempre avremo questa possibilità. Ogni cosa che è nata morirà, ogni cosa che si è unita si separerà e ogni cosa che è apparsa scomparirà. Il nostro tempo è limitato. È certo che le nostre vite finiranno, ma non sappiamo quando. Così, riconosciamo che abbiamo questa possibilità adesso e che volerla realmente utilizzare è qualcosa di estremamente prezioso.

La terza cosa da capire è che il mondo è veramente una matrice di cause ed effetti e che le nostre azioni, parole e pensieri attuali, diventeranno il nostro futuro. Sia che possiamo capirlo o no, ogni cosa che facciamo, diciamo o pensiamo lascerà impressioni sia dentro di noi che nel mondo esterno. Queste impressioni ci ritorneranno in seguito. Specialmente le impressioni negative si manifesteranno come sofferenza o situazioni spiacevoli nel futuro a meno che non utilizziamo le meditazioni che sono in grado di dissolverle.

Per ultimo ci rendiamo conto che non ci sono alternative alla pratica degli insegnamenti. L’illuminazione è la più alta gioia. Non c’è nulla di più soddisfacente e totale di questo stato di unione con tutte le cose, tutti i tempi, tutti gli esseri, in tutte le direzioni. Inoltre come potremmo beneficiare gli altri se noi stessi siamo confusi e sofferenti?

Quindi questi sono i quattro fattori che danno le basi per la pratica buddhista e per la meditazione. All’opposto, invece, se ci attacchiamo ai nostri valori ordinari non potremo evitare la sofferenza. Se continuiamo a pensare “io sono il mio corpo” e “queste cose sono mie”, vecchiaia, malattia, morte e perdita saranno estremamente sgradevoli. Nessuno può evitare il dolore dicendo: “questa storia dell’illuminazione è troppo difficile per me” – perché se siamo nati sicuramente moriremo. Non c’è proposito più grande nella vita che trovare valori che superino in modo definitivo la sofferenza e la morte. I benefici dell’illuminazione sono perciò incommensurabili sia per noi stessi che per gli altri esseri.


Ci sono diversi tipi di buddhismo?

Il Buddha diede insegnamenti a tre principali tipi di persone.

Coloro che volevano evitare la sofferenza ricevettero informazioni sulla causa ed effetto.
Coloro che volevano adoperarsi per gli altri ricevettero insegnamenti su compassione e saggezza.
Con quelle persone che avevano una forte fiducia nella propria e altrui natura illuminata, il Buddha condivise la visione diretta della mente, chiamata il ‘Grande Sigillo’ (tib. Chagchen, sanscr. Mahamudra).
Il primo di questi livelli è chiamato “Via Piccola” o “Theravada”, il secondo è chiamato “Via Grande” o “Mahayana” – e il terzo è quello della “Via di Diamante” o “Vajrayana”.





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